martedì 24 luglio 2018

Le foto da Rio Grande a Paraty

Riassunto  e dettagli
By Antonella

Dovevamo partire mercoledì 4 luglio, ma viste le condizioni  alla fine siamo partiti la settimana successiva.
Io ne approfitto per fare qualche foto ai vari aironi che popolano la zona e Angelo per fare qualche lavoretto , nella fattispecie il portaspezie in legno per il quale,  visitiamo l’interessante negozio del falegname .
Un paio di giorni dopo, il vento rinforza anche dentro la laguna e uscire in pozzetto la mattina e veder passare un barchino da lavoro a vela è una meraviglia.

Dopo un’attento studio del meteo finalmente si individua più o meno la finestra e il giorno prima festeggiamo l’avvenimento al ristorante LA PLAZA- che conoscevamo già dalla volta precedente,dove con il solito sistema della comida a kilo ci gustiamo un bel piatto di carne alla griglia con patate fritte.
Se la Patagonia è stata dura, adesso è durissimo tornare a godere delle comodità e dei piaceri della vita.

I primi due giorni si fila vento in poppa ma il mare residuo ci tiene in sopravvivenza.
Riesco a fare qualche foto solo al terzo giorno.
Al tramonto il cielo si riempie di nuvole  - un’espolosione di colore- Si preannuncia il ventone sul  naso che ci terrà svegli la notte.
Alla seconda notte di tormento in lavatrice, con incrocio pescherecci, si decide di fare rotta verso terra. Abbiamo passato l’isola di Santa Caterina e l’ingresso del porto di Santos, siamo vicini a Ilha Bela e Sao Sebastiao il cuore della vela brasiliana, la temperatura è mite  e per la prima volta dopo tanto tempo ce ne stiamo in braghette e maglietta e dopo un notte di inferno ci assaporiamo la biretta in pozzetto in un ancoraggio tranquillo.
Penso che questa serata del 15 luglio abbia segnato una svolta nella nostra avventura.
La conclusione di un grande progetto  in luoghi bellissimi ma difficili, che ci ha richiesto un grande impegno e l’inizio di un altro dove cercheremo di gustarci le cose un po più in relax, in climi più miti e in luoghi un po più comodi, cosa rara negli ultimi tempi.
Il Brasile non ce lo eravamo goduti negli anni precedenti e l’avevamo sottovalutato anche quest’anno e si è rivelato un pianeta affascinante ( nonstante la minaccia dei borrachudos e il timore degli ancoraggi isolati).

Il pesce pescato, e mangiato, l’ ingresso nella baia di Ilha Grande e Paraty e l’arrivo al marina do Engenho è stato come atterrare in un altro pianeta o come tuffarsi dentro una sensazione di vacanza.
Il caldo il sole  il cielo azzurro il verde delle montagne e l’azzurro del mare e tutti rilassati e tranquilli.

Il Marina do Engenho  appartiene a un personaggio famoso, Amyr Klink che ha attraversato l' Oceano Atlantico dalla  Namibia a Salvador in barca a remi.  
Con nostro grande piacere Amyr Klink e' salito su Stranizza e ci ha fatto i complimenti per essere arrivati fino a Capo Horn e oltre con la nostra piccola ma grande barca, dicendo tra l' altro che molte grosse barche con equipaggi esperti dirette a Sud hanno rinunciato  e sono tornate indietro!


Il pane in Brasile  e' una sostanza gommosa e molliccia, a volte dolciastra di scarsa durata e quindi quando possibile cerchiamo di farcelo noi,





L'antro del falegname

















Il ristorante  Plaza a Rio Grande do Sul








IN NAVIGAZIONE

 CAPO SANTA MARTA


terzo giorno, i delfini!




Il terzo giorno il cielo si rannuvola  al tramonto, vento da Nord Est in arrivo,










 La sera dopo


 Verso l' ancoraggio, Ilha Alcatrazas


 Finalmente in maglietta!









 La spiaggia dell' ancoraggio



 si riparte all' alba







 Il canale di Ilha SAo Sebastiao








Uscita  a Est del canale tra Ilha Bela e la terraferma





Verso Paraty e Ilha Grande

 Baia di Paraty


Si pesca!!!!!!


Baia di Paraty









Marina do Engenho


Passerella a poppa  e bucato steso

 Controllo dell' asse e sostituzione anodo

 due passi intorno

 L' ingresso al marina con guardie armate




un cespuglio di stelle di Natale!


 ci godiamo un cafezinho al barzinho



la citta' sullo sfondo

Strane piante




Parati1  la barca  di Amyr Klink con la quale e' andato in Antartica.





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