Dopo il lungo
viaggio di sette mesi andata e ritorno in Norvegia dello scorso anno, la
ripresa è faticosa.
Dopo vari
tentativi, riusciamo finalmente ad attraversare il Golfo di Biscaglia per la
12ºvoltaarrivando in due giorni ( 53
ore) a La Rochelle dopo aver cambiato rotta due o tre volte.Sembra che ci dimentichiamo sempre che, anche
se vicino, il Golfo richiede rispetto e non deve essere sottovalutato così come
non deve essere sottovalutata la nostra capacità di resistenza alle notti di
navigazione.
Partiamo da Gijón
con destino il Morbihan, la mattina del 24 agosto alle 8 senza aver avvisato
nessuno, nel caso decidessimo di tornare indietro per qualche motivo. Le
previsioni meteo ci danno vento favorevole e non troppo forte e mare sotto il
metro e mezzo.Alla fine faremo sempre
molte ore a motore causa venti deboli con vento sul naso e rinforzi nelle
ultime 20- 30 miglia che gestiamo con qualche bordo a vela. La destinazione
cambia lungo il percorso per accorciare le miglia ed evitare di arrivare la
sera. Decidiamo La Rochelle anche per una sosta tecnica, visto che alla fine è
sempre il nostro punto di riferimento per le esigenze di Stranizza essendo il
paradiso della nautica e della vela e il
più grande marina d’Europa con una vasta area di servizi dedicati.
Nonostante le
lunghe 240 miglia e molto motore, ci siamo goduti lo spettacolo di cielo e mare
con poca onda e la luna quasi piena con cielo sereno della seconda notte. Pochissimo
traffico di pescatori e navi che ci ha permesso di riposare di più rispetto ad
altre volte.
L’unico problema si
è verificato quando abbiamo issato la randa per fare i bordi nelle ultime
miglia e ci siamo accorti che i gambetti
di un paio di cursori erano saltati e Angelo ha dovuto fare una riparazione di
emergenza.
Il 26 verso le 14
l’arrivo al canale d’ingresso a La Rochelle è un’emozione per la quantità e il
traffico di barche a vela, windsurf, catamarani e derive.
Il 27, giro
turistico dei velisti nei vari negozi di articoli nautici e velerie per preventivi e cursori della randa
e altro più la spesa.
Il 28 giro in
città al mercato centrale per le ostriche e le cozze tanto agognatee il 29 passeggiata lungo la spiaggia e la
costa verso sud fino al Gran Trou de La Rochelle, nella cittadina di Aytré, una
vecchia cava abbandonata diventata un lago circondato da rocce calcaree. Ho trovato questo posto sulla mappa e nell’idea
di fare una passeggiata mi ha incuriosito. Non è indicato in nessuna carta
turistica, i depliant turistici raccolti all’ufficio del turismo indicano i
monumenti principali con pochissime righe di storia e molti sono relativi a
parchi con percorsi a pagamento anche distanti da La Rochelle.
Dopo un inverno
faticoso, all’inizio di febbraio (data significativa per noi), riceviamo un
invito dai nostri amici Dominique e Nathalie della barca gemella di Stranizza,
Ambrym, per fare una presentazione dei nostri viaggi nella loro associazione di
vela AMCRE a Vannes nel golfo del Morbihan in Bretagna,il 24 aprile 2026.
Accettiamo subito
senza esitazione e con molto entusiasmo l’invito e iniziamo lo studio e la
preparazione, perché improvvisare non ci è mai piaciuto.
Il primo problema
che si presenta è la lingua francese. Mentre per lo spagnolo entrambi ce la
caviamo, il francese per Angelo è un po’ ostico.
Per ovviare al
problema della lingua, decidiamo di preparare un video con sottotitoli in francese al posto
delle diapositive usate nelle altre presentazioni (ben quattro, tre in Italia e
una in Spagna).
Il video verrà
introdotto da una breve presentazione in francese letta da me che ho più
dimestichezza con la lingua.
Iniziamo a
guardare il meteo e idealmente vorremmo arrivare a Vannes in barca, magari
facendo un po’ di esplorazione del Morbihan, ma poi, un po’ le varie
depressioni che si susseguono a catena investendo il golfo di Biscaglia creando una fastidiosa risacca e un po’ le nostre condizioni di salute non al
top, ci faranno optare per una navigazione lungo costa per evitare le notti in
mare, anche se fino a Santander rimarremo indecisi se attraversare su la
Rochelle o l’Ile d’Yeu.
Partiti da
Gijónil 9 aprile pensiamo di arrivare a
Laredo la mattina seguente e telefoniamo per sapere se c’è posto e per avvisare
che arriveremo verso le 7 del mattino. Ci rispondono di richiamare nel
pomeriggio. Manteniamo 5 nodi di velocità e si profila la possibilità di
arrivare a Santander verso l’una di notte fermandoci all’ancoraggio, che significa in pratica evitare di
perdere la notte. Al pomeriggio con nostra grande
sorpresa il Royal Club Nautico di Laredo ci manda un messaggio su whatsapp
chiedendoci se siamo Stranizza !!! Evidentemente sono andati aripescare i nostri dati del passaggio di 2 anni fa. Rispondiamo ringraziando che abbiamo cambiato i piani ! A Laredo, 20 NM
a est di Santander, il Royal Club Nautico gestisce il marina che appartiene
alla regione Cantabria e ci fermeremoun
giornoil 14 , dopo aver passato 4
giorni a Santander.
In qualche modo
vediamo con occhi nuovi anche posti conosciuti. Scopriamo che il marina di
Santander, nonostante sia lontano dalla città, non è poi così male e ci godiamo
una passeggiata nel parco con spuntino di fritto misto di pesce e una bella
birra al bar Teraza Punta Parayas, la gara delle barche a remi,la spesa. Anche se piacevole, tutto
abbastanza caro.
9 maggio, partenza da Gijón
Santander, regata al Remo Camargo
Alla fine, visto
anche che il meteo non aiuta e ci ritroveremmo a fare due giorni a motore con
risacca da Nord Ovest di un paio di metri, abbandoniamo l’idea di attraversare
il golfo di Biscaglia e decidiamo di costeggiare, prendendoci delle pause per
camminare possibilmente esplorando luoghi non visti in passato.
15 aprile
Laredo - Getaria ( Paesi Baschi ) 50 NM
Dopo la breve
illusione (10’) di andare a vela, anche questa tratta sarà prevalentemente a
motore, con il vento in rotazione e il tratto dopo Bilbao fino a capo
Machichaco sarà con vento sul naso e rafficato fino a25 nodi, girato il capo per fortuna calerà a
13 nodi. Anche due anni fa questo è stato un passaggio difficile. Fino
all’ultimo siamo indecisi se fermarci a Zumaia, poche migliaprima di Getaria perché il marina è piccolo
ed esposto. Arriviamo alle 20 e 30 a Getaria e il marinaio di guardia ci dice di
ormeggiare all’inglese nel pontile di accoglienza quasi all’ingresso del
porticciolo, per fortuna l’indomani ci daranno un ormeggio al finger
all’interno anche se la risacca arriva lo stesso.
Viisitiamo
Getaria, patria di Juan Sebastian Elkano, il capitano che terminò il primo giro
del mondo nel viaggio di Magellano e a cui è dedicata una esposizione
all’interno dell’ufficio turistico. Ci emoziona vedere la mappa della
navigazione e rotte che abbiamo fatto anche noi.
Rimaniamo tre
giorni a Getaria, compriamo pesce fresco e facciamo lunghe passeggiate, una
fino a Zumaia e l’altra tra le colline dei vigneti dello Txacoli, il vino
bianco leggero tipico dei Paesi Baschi.
Nel frattempo gli
amici francesi ci seguono su Marine Traffic ed essendo già il 19 si chiedono se
riusciremo ad arrivare in tempo per la presentazione del 24 aprile.
14 aprile, partenza da Santander , il faro di Cabo Mayor
Partenza da Santander, la peninsula Magdalena
14 aprile, verso Est
Getaria, 15- 19 aprile
14 aprile, il faro davanti all'ingresso di Laredo
Ingresso di Laredo, Santoña, Faro del Caballo in disuso
15 aprile, verso Getaria, il monastero di S. Juan Gatzegulatxe
Capo Machichaco
Faro di Santa Catalina
Stranizza ormeggiata a Getaria
Getaria, il porto
Euskadiko Kirol Portuak, (Porto turistico dell'Euskadi), tutte le scritte sono in Euskera con traduzione a fianco in castigliano.
Statua di Juan Sebastian Elkano
Statua di Juan Sebastian Elkano davanti al comune
Pescheria sulla destra
Passeggiate tra le colline fino a Zumaia e vigneti del TXACOLI
Vista dell'ingresso di Zumaia
Zumaia sullo sfondo e vigneti TXACOLI
Conformazioni geologiche lungo la costa verso San Sebastian/Donostia
Camino di Santiago
Bottiglia di Txacoli con il nome di Flysch, le stratificazioni geologiche visibili da Bilbao fino a San Sebastian
vista di Getaria
19 aprile, partenza da Getaria. Il porto è incastrato tra il promontorio di San Anton chiamato anche "il raton".Vista da Est
Noi abbiamo
deciso di arrivare fino ad Anglet Bayonne, lasciare la barca e noleggiare
un’autoper arrivare fino a Vannes,
pensando che sei ore di macchina perlopiù di autostrada sono meno impegnative
di due notti in navigazione anche se ci stancheremo comunque molto. Avviseremo
gli amici una volta partiti con la macchina.
Getaria –
Angletsono 33 miglia che faremo ancora
a motore. Ad Anglet facciamo i turisti da spiaggiagodendoci una giornata di sole.
La spiaggia di Anglet, sullo sfondo il faro di Biarritz e le montagne della costa spagnola.
23 aprile
Arriviamo a Vannes nel pomeriggio dagli amici
di Ambrym che ci accolgono nella loro casa piena di oggetti esotici da Cina e
Giappone, testimoni e ricordi della loro vita là.
Il porto canale di Vannes
Il giorno dopo
andiamo in macchina con Dominique ad Arzal a trovare Ambrym ad Arzal Nautique
che si trova la per la sabbiatura e così rivediamo con piacere Dominique
Bleunven e Anniecontenti e sorpresi di
vederci e gli amici italiani Mario e
Fabiola conosciuti da poco che hanno acquistato una barca proprio ad Arzal.
24 sera
La presentazione
organizzata da Dominique, presidente dell’Associazione AMCRE.
Due parole
sull’associazione. Hanno un sito https://amcre.bzh/ ma nonuna sede ufficiale. Il comune di Vannes mette
a disposizione delle sale per attività varie che possono essere prenotate e i
soci devono poi lasciare le sale come le hanno trovate. L’associazione si
occupa di organizzare crociere e navigazioni tra i vari membri. Alla
fine di ogni mese c’è una conferenza su un tema e Dominique ci ha inserito
all’interno di questo calendario.
Nella sala a
disposizione i vari soci hanno portato da mangiare e da bere ed è stato
allestita la zona conferenza con lo schermo il proiettore e le sedie che poi
sono state spostate alla fine per far posto ai tavoli.
Come ho già
scritto ci siamo preparati il discorso che io ho ripassato e corretto più
volte. Abbiamo interrotto il video per far posto alle domande che non sono
state tantissime, in compenso il video è stato molto apprezzato. È stata una
grandissima emozione raccontare i nostri viaggi nella patria della vela!
Siamo stati
accolti con grande entusiasmo e abbiamo ricevuto tanti complimenti. Non per
ultimo la piacevole ed incredibile sorpresa di ritrovare Jacques
dell’equipaggio di Kerpage 2la barca di
dodici metri con la quale eravamo partiti il 1 maggio 2019 da Saint Martincon rotta sulle Azzorre dove siamo arrivati
quasi insieme con 4 ore di differenza il 19 maggio !
Dominique introduce la presentazione al pubblico e fa le comunicazioni di rito dell'associazione
La proiezione del video con un terribile viraggio giallo
Sezione domande e risposte
Con Mario e Fabiola
La cena a Buffet con il pasto portato dai soci
Gita nei dintorni del Morbihan
27- 28 aprile
Ritorno ad Anglet e partenza per Hondarribia
Dopo qualche
giorno a Vannes, il 27 siamo tornati in macchina ad Anglet e il giorno dopo
siamo ripartiti per Hondarribia a 14 miglia, il porto sulla linea di confine tra
Francia e Spagna. Il confine è delimitato da un fiume, sulla riva est Hendaye,
Francia,sulla riva ovest Hondarribia,
Spagna.
Il marina è
abbastanza grande e ben organizzato. Anche qui passeggiata fino al faro e
spesa.
28 aprile. Verso Hondarribia
Si torna in Spagna !
Il fiume che divide la Francia dalla Spagna
Hondarribia
Passegiata al faro
Il 1º maggio decidiamo di spostarci su Mutriku, un porticciolo che sembra attraente visto
all’andata, ma il giorno di festa non aiuta. Chiamiamo al telefono, ma non
risponde nessuno e ci infiliamo al pontile dei transiti, anche in questo caso
abbastanza esposto. Ci prende le cime un signore di una barca vicina e ci dice
che l’ufficio è chiuso e riapre il lunedì che vuol dire tra tre giorni. Il
problema è che non possiamo uscire visto che serve una carta per il cancello.
Mangiamo e quando ci affacciamo di nuovo il vicino di fianco ci dice che il
marinaio è passato e ripasserà per darci la carta!!!! Protestiamo e chiediamo
perché non ha bussato visto che eravamo in barca! Insomma il posto non ci
piace per niente e decidiamo di tornare a Zumaia, 6 miglia più a Est, che conosciamo già ed è molto più accogliente
e organizzato.
Vista della baia di San Sebastian / Donostia
Mutriku
Zumaia
Rimaniamo
bloccati a Zumaia quasi una settimana a causa di un crollo fisico, tosse,
febbre per cui decidiamo di andare al Centro di Salute più vicino a Zarautz da
dove ci trasferiranno in ambulanza al Pronto Soccorso dell’ospedale di San
Sebastian. Ce la caviamo abbastanza velocemente, niente infezioni o virus,
difficoltà a respirare per Angeloe terapia
con antibiotici e uno spray orale.
Riprese un po' di
forze, il 7 maggio ripartiamo con l’idea di arrivare a Laredo a 55 miglia, ma
finalmente dopo tanto motore, gli dei ci sono propizi e filiamo con un bel
vento al gran lasco. Non abbiamo issato randa perché troppo faticoso a causa
dei cursori che non scorrono bene, ma va benissimo così e dopo il fantomatico
capo Machichaco filiamo a 5 nodi. Vista la situazione favorevole decidiamo di
proseguire fino a Santander dove arriveremo alle 21 e 30 con una fantastica media di circa 6 nodi.
Vento alle portanti!
Felici, finalmente a vela!!
7 maggio. Il grande canale d'ingresso a Santander al tramonto. A Santander
abbiamo la sorpresa dei prezzi di alta stagione, ben 50euro a notte!!! Vorremmo partire il giorno
dopo ma avremmo vento contrario e comunque arrivare a Gijon è lunga.
9 maggio, Santander, Gijón 88 miglia
9 maggio, temporali sparsi
Picos d'Europa innevati
Arriveremo a Gijónla notte tra il 9 e il 10 maggio. La
navigazione non è stata così gloriosa come quella precedente ma abbiamoalternato vela e motore.
Ci siamo sognati
casa da un po’ di tempo e abbiamo bisogno di un meritato riposo.