sabato 24 giugno 2023

Da Fenit a Dingle

Da Fenit a Smerwick Bay

19 giugno 2023

52 12.4560 N 010 22.4208 W

By Angelo

Foto by Antonella


Fino a Fenit l'alta pressione resisteva a stento, dopo Fenit comincia l'ingresso di una lunga serie di basse pressioni con forti venti dai quadranti sud, cosa che non ci fa' molto piacere avendoli proprio sul naso.

Avevamo visto che in 4 giorni sarebbe arrivata una brutta depressione con venti a 40 nodi da sud/sud ovest, con la possibilita' che durasse parecchi giorni avendone altre dietro.

Avevamo pensato ad un programma ambizioso per poter fare un po' di strada, 4 tappe da circa 30 miglia l'una per poter arrivare al marina di Bantry, proprio in fondo al fiordo, non troppo comodo perche' per raggiungerla avremmo dovuto fare circa 35 miglia ad andare e poi altre 35 per tornare.

Partiamo da Fenit con la corrente di marea a favore, il vento, o langue, o sul naso, passando poi vicino alle scogliere di Brandon, l'azione dei venti catabatici era estenuante, fino ad arrivare a Brandon Head e ritrovarci con marea contro il vento piu' i catabatici e il mare in tutto sto casino ha cominciato a montare. Ci siamo dovuti allontanare di diverse miglia dalle scogliere per poter procedere.
Arriviamo nella enorme baia di Smerwick, andiamo in fondo davanti alla spiaggia e ci ancoriamo in 5 metri di fondo che diventeranno 7 in alta marea.
Il posto e' davanti ad una vallata, quindi il vento si infila e ci arriva tutto, ma il mare no, quindi nessun problema e la barca e' bella stabile con il vento di prua.


Da Smerwick Bay al marina di Dingle

20 giugno 2023

52 08.1824 N 010 16.5518 W


Partiamo con la marea uscente dalla baia, il vento da sud arriva sempre piu' forte e sul naso, giriamo il capo su Sybil Point con i soliti bordelli che ci si aspetta ai capi, vento che rinforza e cambia direzione velocemente, pioggerella e nebbia, se non e' cosi' che capo sarebbe. Lo passiamo e ne rimaniamo affascinati: dai colori, dal velocissimo cambiamento delle nuvole e dallo spettacolo delle rocce che sembrano castelli a guardia del capo.
Eravamo preoccupati di fare il Blasket Sound, il passaggio cioe' tra l'isola di Great Blasket e la terra ferma, per via del vento contro la corrente e perche' siamo alle Spring Tide, invece e' tutto abbastanza tranquillo. Ci rendiamo pero' conto che in queste condizioni non ce la faremmo a raggiungere Bantry Marina in tempo prima dell'entrata del grosso della depressione e rischieremmo di rimanere isolati in qualche baia sperduta per diversi giorni, decidiamo quindi di fermarci al Marina di Dingle, posto di cui avevamo sentito parlare, ma non ci eravamo fatti un' idea precisa. Si entra attraverso un canale dragato a circa 3 metri e si arriva al porto di Dingle, diviso in due parti, sulla destra solo per pescherecci, barche da lavoro e per il piccolo diporto locale, sulla sinistra tre pontili galleggianti del marina vero e proprio.

Davanti a noi di poche miglia entrano due barche a vela inglesi che si ormeggiano sulle due testate dei pontili, noi sulla terza, poi arriva l'Harbour Master e ci assegna a tutti un posto nei finger .

Siamo tra i primi ad arrivare, piano piano il marina si riempie di barche a vela cercando un rifugio per le basse in arrivo.

Scopriamo Dingle, un paesotto di circa 3000 persone, con pero' un grande afflusso di turisti, piu' che altro per la citta' in se' e i suoi 52 pub dove ogni sera a turno si suona e canta musica irlandese.

L'indomani e' Mid Summer, festa molto sentita nel nord, ci prenotiamo per andare a sentire un concerto di musica folk irlandese nella locale chiesa di St.James, concerto che ci affascinera' per la bellissima voce della cantante e delle sfrenate jig tra un violinista, un chitarrista e un suonatore di una stranissima cornamusa alimentata con il braccio destro stando a sedere.

Il marina e' ora pieno di francesi e inglesi, non e' rimasto neppure un angolino libero, si fa' amicizia e ci si racconta dei prossimi viaggi in giro per il mondo, tutto sommato una sosta interessante.

 

 
 

Brandon Head



Smerwick Bay









Verso Sibyl Head

 



 Blaket Islands in vista



Pescatori al capo




Blasket Islands

Blasket Islands: Great Blasket

Great Blasket



Slea Head



Slea Head

Dingle Bay

Dingle, canale d'ingresso al porto


Dingle

La chiesa di St.James dove si é tenuto il concerto.






Una fermata dell´ autobus originale


Dingle, il porto pescherecci.




sabato 17 giugno 2023

Da Ballinaleama bay a Fenit Harbour

 By Angelo
Foto by Antonella e Debby

 

 Da Ballinaleama a Ard Bay

11 giugno 2023

53 18.2889 N 009 53.0611 W


Dopo due giorni all' ancora, anche con il vento da est sul naso decidiamo di muoverci su Ard Bay.
Usciamo dal circondio di scogli della baia non baia e siamo nell' aperto, il vento non è forte ma è sul naso, cominciamo a bordeggiare con genoa pieno e ogni virata è invece una strambata per poterlo far passare dallo strallo di trinchetta.La giornata è grigia, ma è sempre bello muoversi a vela con questi scenari.Tutto il golfo è costellato di scogli piú o meno affioranti, devo quindi tracciare delle rotte tra uno scoglio e l'altro.

Arriviamo ad Ard Bay, immensa e bellissima, passiamo l' isoletta di Saint Macdara dove sulla riva sud est c'è ancora una chiesina in onore di un qualche santo che non ricordo, la chiesetta è sul Macdara Sound e anticamente i pescatori che passavano dallo stretto passaggio ammainavano il picco della randa tre volte per ingraziarsi il santo.

Ancoriamo davanti ad una bellissima spiaggia bianca nell'isola di Mason Island, mettiamo il dinghy in acqua e scendiamo a terra nell' isola abbandonata, c'era un micro villaggio fino al 1952, poi è stato abbandonato, ora rimangono le rovine delle case, sembra che ultimamente abbiano ristrutturato un paio di case per vacanze. Ma non dev' essere facile starci, è una piccola isola senza nulla, nè elettricitá nè acqua e bisogna portarsi dietro ogni cosa.

Facciamo un giro, l'isola è molto bella, ma con tutte quelle rovine di case non è proprio uno spettacolo, speriamo che stanotte i fantasmi non vengano a bussare nel tambuccio.


Da Ard Bay a Doonbeg Bay

12 giugno 2023

52 44.6695 N 009 32.1677 W


Vento poco e previsioni non molto confortanti, in piú si parte con un cielo plumbeo.
Decidiamo di fare lo Stradlle Pass, il passaggio cioè tra Mason Island e Mweenish Island, un passaggio strettissimo con fondo a 2.5 metri e scogli a destra e sinistra, il passaggio ci farà peró risparmiare un sacco di strada.
Come indicazione dal portolano abbiamo solo un WP virtuale e da lí tracciare una rotta per 144 T e passare, sembra facile, ma con la corrente che entra, la barca si fa fatica a tenere in rotta, in particolare tenendo un andatura col motore al minimo.
Antonella al timone e io a estrema prua ad identificare gli scogli, per fortuna l'acqua è cristallina, fa peró una grande impressione vedersi gli scogli sommersi a pochi centimetri e il fondo con l'acqua chiara sembra davvero troppo vicino.
Passiamo con un gran respiro di sollievo, ma contenti di aver accettato la sfida dello stretto passaggio ed essere riusciti nell'intento.

La nostra rotta ci portava verso le isole Aran, di cui la maggior attrattiva sono le scogliere a picco nel lato sud, l'idea era di andarci ad ancorare nel porto di Kilronan, scendere a terra, eventualmente affittare due biciclette per raggiungere le lontane scogliere, tutto ció tenendo conto che il posto è superturisticizzato e i traghetti riversano in continuazione turisti dalla terraferma. Ci siamo chiesti “ma chi ne ha voglia di andare in sto girone dantesco?” detto fatto cambio di rotta e ci andiamo a vedere le scogliere da un altro punto di vista, forse molto piú interessante, da sotto.
Arriviamo proprio sotto alle scogliere a picco, impressionanti e bellissime e senza doversi sbattere a sgomitare con i turisti.


Dal sud di Aran puntiamo sulla baia di Doonbeg a sud, la brezza pomeridiana si affaccia e via di gennaker, almeno per un paio di ore, poi cala ulteriormente e aiutiamo il gennaker con il motore a 1200 giri e ce ne filiamo a 4 nodi.

La baia di Doonbeg non è che sia il top, considerando che è aperta ai venti da nord e forse anche un po' alla risacca da nord ovest, ma non c'è nulla di meglio su questa costa, e quindi dovrá fare il suo mestiere.
Andiamo verso il fondo della baia dove c'è sabbia, o almeno ci proviamo perchè il fondo cresce velocissimo, volevamo ancorarci in 5 metri, ma ora che ci siamo arrivati e tempo di fermare la barca eravamo già in 2.7 metri, poco male siamo in bassa marea, giú ancora e 30 metri di catena (la prudenza non è mai troppa) issiamo deriva e timone e siamo a posto per la notte.
Due birrette in pozzetto nel solino che abbiamo per fortuna avuto tutto il pomeriggio ed è tempo di andarsi a letto. Al momento non avvertiamo nessuna risacca da nord ovest, sperema ben. A sperare costa nulla ma poi la realtà è ben diversa, alle tre di notte al cambio di marea, si innesca un rollio tremendo, in certi momenti pensavo che si rovesciasse la barca, sono dovuto anche andare a fissare la ruota del timone con una cima per evitare inutili sbattimenti. Dopo un' oretta, si calma tutto, ma ormai la nottata è rovinata, alle 4 già cominciano gli albori del mattino ed è difficile poi dormire con la luce.


Da Doonbeg a Fenit marina

13 giugno 2023

52 16.2970 N 009 51.5147 W

Ancora ricoglioniti per la nottata passata, partiamo con l'idea di spezzare in due la tratta verso il marina di Fenit, dove dobbiamo fare un po' di rifornimenti e magari riposarci un po'.
L'idea era di fermarci per la notte nella baia di Kilbaha, subito dopo aver doppiato il capo di Loop Head, ma arrivati al capo e doppiato, ci rendiamo conto che non ci alletta molto l'idea di fermarci un' altra notte in una baia aperta con il rischio di essere rullati ulteriormente, decidiamo quindi di fare un dritto per il marina.
Un po' a motore con le vele su, procediamo facendo sempre lo zig zag tra ste maledette nasse per le aragoste, ad un certo punto ne individuiamo una coppia sulla dritta, per sicurezza diamo 10 gradi a sinistra per lasciare ampio spazio, ma sto coglione di pescatore ha dato cima in abbondanza e con la marea le boe sono molto a drtitta, ma la cima no.
Ci rendiamo conto all'ultimo minuto che la cima è sotto la barca, riusciamo a mettere in folle il motore e sembra che ce la faccia a passare la deriva, ma poi si incastra definitivamente nel timone. Siamo fermi ancorati alla cima con il timone, dovremmo preparaci a tagliare la cima che tra l'altro è una signora cima da 18 mm, proviamo l'arma letale di Stranizza, solleviamo il timone in bando e voilà siamo liberi senza tagliare nulla, il pescatore è felice e noi pure.

Ci supera un X-Yacht lanciatissimo a motore, questo fa quasi 7 nodi con un dieci metri, ma che razza di motore ha questo, noi ne spuntiamo 4.5, ma la nostra barca è sovraccarica e in piú il fondo, dopo due anni che non la tiriamo su, ha una bella vegetazione di muschio senza denti di cane in queste fredde acque ma solo muschio.

Fenit è davvero un posto eccezionale, è un grande golfo superiparato con un bellissimo faro sull'isola davanti, arriviamo vicino al marina ed è in corso una regata, vicino all'entrata del marina siamo in rotta di collisione con un J sotto gennaker, quindi poggiamo decisamente e li passiamo da poppa, una volta ormeggiati ci verrano a ringraziare profusamente come se gli avessimo fatto un gran favore e non dato semplicemente la precedenza che si meritavano, ci invitano alla sede del loro circolo in cima ad una collinetta per una birra, ma siamo stanchi e sono già quasi le 21:00, rifiutiamo a malincuore ma sarà per giovedí visto che il martedí e il giovedí fanno sempre regate.
All'ormeggio ci era venuto a prendere le cime quello dell'X-Yacht che ci aveva fumato, e ancora prima di finire di fissare le cime ci informava di dove era situato il piú vicino pub.

Quello di Fenit è un mini marina con due pontili galleggianti e molte barche da lavoro, pescatori, rimorchiatori ecc, il porto in sè è davvero bullet proof, questo è un porto con una lunga storia risalente al 1500, poi il porto come lo si vede oggi fu costruito ai primi del 900. Per evitare i bassi fondali il porto è costruito a circa un kilometro dalla terraferma e connesso ad essa con un lungo ponte in cemento dove una volta passava il treno per il carico e scarico dei cargo.

La gente è gentilissima, anche l'harbour master continua a farci sconti su sconti, alla fine ci trova anche un posticino in un finger al posto della testata e con 23 euro per notte copriamo tutto, incluso lavatrice e asciugatrice, docce calde, wi-fi fino in barca, per il gasolio hanno una pompa sul molo grande, questa mattina mi ha dato le chiavi della pompa e mi dice quando ho finito di riempire le taniche di riportargli le chiavi e dirgli I litri presi, insomma tutto in famiglia. Ci ha trovato anche una ferramenta nel paesotto di Tralee a 9 chilometri, una bombola campingas, ci ha quindi accompagnati in auto e abbiamo preso l'occasione di fare la spesa al supermercato piú fornito di quello piccolo di Fenit. I dintorni sono poi mozzafiato, la ferrovia che una volta collegava il porto di Fenit a Tralee a 9 Chilometri è stata nel 1970 rimossa e al suo posto hanno costruito una greenway, una passeggiata di 9 chilometri per pedoni e ciclisti.

Abbiamo un sacco di lavori da fare e sporte piene di panni da lavare, in piú fino ad ora non c'è stato vento e da venerdí entra una bassa con venti da sud, quindi abbiamo 3-4 giorni da fare tutti i lavori e magari riposarsi un po', come ieri sera al pub locale davanti ad una bella Guinness.


Slyne Head da Nord



 
Slyne Head da Sud

 

Ballinaleama bay

 



Ballinaleama bay, si intravede il faro di Slyne Head sullo sfondo


Ard Bay

Arrivo ad Ard Bay, sullo sfondo l'isola di St. Macdara con la piccola cappella.

La cappella di St. Macdara fotografata da Debby del JOSI


Magico incontro all'arrivo con un Hooker, barca tradizionale locale.



Sbarco su Mason island

Il mare è pieno di meduse




Straddle pass



Verso Aran islands,a poppa, sullo sfondo the Twelve Bens, le montagne del Connemara National Park


Gannet in volo ( Morus in italiano)





Aran Islands in vista, mentre il cielo si schiarisce....







Le malefiche nasse per le aragoste nei posti più impensati


Doonbeg e Killard Point

La costa verso Loop Head


Il gommone dei sub che ci è venuto a salutare




Verso il faro di Loop Head

Loop Head

Arrivo a Tralee Bay, la regata

guardando verso Ovest




a Fenit Harbour 



La statua di San Brendano alla fine del lungo ponte che collega il porto alla terraferma.

Il porto, vista della baia di Tralee.

Dal porto alla terraferma, in fondo a destra sulla collinetta la sede del Sailing Club

Tralee Bay Sailing Club

...contaminazioni

...la coda di balena colta per caso