domenica 23 giugno 2019

Caxia de Mudanca, ovvero quello sconosciuto dell'invertitore


Dopo essere stati trainati nel pontile del marina per via dell’asse elica che non gira piu’ , si sospetta un danno all’invertitore, si comincia a pensare come risolvere il problema.
Contattiamo Luis il meccanico dei rimorchiatori che ci smonto’ e rimonto’ completamente il motore 4 anni fa’.E’ super pieno di lavoro, per via che ora oltre Horta deve seguire anche altre tre isole per la manutenzione dei rimorchiatori, ma e’ supergentilissimo e finito il lavoro riesce a fare un salto in barca per vedere la situazione.
Ci dice pero’ che di tempo non ne ha a disposizione e dobbiamo in qualche maniera risolvere il problema da soli o con qualche altro meccanico.
Inizialmente ci prende il panico e vediamo tutto nero , pensiamo che ci voglia un invertitore nuovo, che oltre al costo , c’e’ anche il fatto che non esiste piu’ in commercio.Questo lo scopriamo telefonando alla Volvo in Svezia che a sua volta ci indirizza alla fabbrica che una volta costruiva invertitori per la Volvo, anche loro ci confermano che non esiste piu’ siffatto invertitore, anche in internet non se ne trova neanche uno usato…insomma il morale scende alle scarpe. Decidiamo di rimuovere l’invertitore e cercare di capirne di piu’.
Contattiamo Mid Atlantic , l’unico chandlery presente sull’isola che oltre vendere fa’ anche assistenza Raymarine, rigging, e meccanico.Il problema e’ che ricaricano 60 euro l’ora per il meccanico, senza naturalmente sapere se ne capisce nulla di invertitori.
Forget it, mi metto di buona lena e dopo aver smontato la paratia di accesso di poppa, sollevo il motore con un paranco che avevamo comprato 4 anni fa’ alle Canarie “per non si sa mai”
Scollego la linea di asse, e smonto l’invertitore dalla cassa del volano, appena sfilo l’invertitore dal millerighe vedo che ci sono pezzi di gomma dappertutto all’interno della flywheel ed un gran puzzo di gomma bruciata.
Comincio lo smontaggio del coperchio della flywheel , e accedo al giunto elastico o parastrappi, completamente distrutto.
Il parastrappi e’ normalmente composto da due dischi di acciaio, di cui uno imbullonato direttamente sul volano e l’altro con un millerighe femmina che si collega al millerighe maschio dell’invertitore . I due dischi sono quindi collegati tra di loro da una robusta gomma che serve ad ammortizzare la eventuale differenza di rotazione tra volano e invertitore. Ora i due dischi sono disgiunti essendosi la gomma disintegrata.
L’invertitore sembra …(ma non e’ vero) non abbia sostenuto dei danni, perche ‘ girandolo a mano sembra funzionare.
Smonto il tappo superiore di rabbocco dell’olio e mi accorgo che i lock ring dell’alberino verticale sono usciti dalla loro sede e l’alberino si e’ sollevato scalfendo il tappo di plastica.
Cominciamo con l’ordinare il giunto elastico necessariamente alla volvo, anche se con la mezza sigla su un pezzo di gomma residuo ero riuscito a contattare la fabbrica che li produce in Germania…ma naturalmente quel tipo di giunto e’ ormai fuori produzione.Rimane quindi solo la Volvo con i suoi prezzi da gioielleria da Tiffany . Non possiamo ordinare direttamente , perche’ MarinePartsEurope non consegna alle Azzorre, dobbiamo quindi ordinare il pezzo via Mid Atlantic, 500 e passa euro per il pezzo e 180 euro di trasporto, che arrivera’ dopo una settimana.
Una volta arrivato rimonto il giunto e faccio mettere sotto pressa da Luis, le molle dell’alberino per installare i due lock ring , sperando che il problema si risolva cosi’.
Rimonto l’invertitore, riabbasso il motore, riposiziono i silent block e siamo pronti a provare il motore.
Per un po’ va’ tutto bene, mettiamo sotto carico l’elica e teniamo il motore per un oretta….ma dopo un po’ comincia ad uscire l’olio dal tappo dell’ invertitore, spegniamo il motore e una volta aperto il tappo ci si ritrova ancora con i due lock ring fuori dalla loro sede e il nuovo tappo di plastica danneggiato.
Ci riprende la sfiducia, qua’ bisogna indagare bene cosa e’ successo all’interno, il problema e’ che non ci fidiamo assolutamente dei vari meccanici che ci sono qua’, meccanici generici, ma l’invertitore e’ un altro paio di maniche.
Pensiamo anche di partire a vela senza motore e una volta raggiunta la terra ferma dopo mille miglia , avremmo piu’ probabilità di trovare un meccanico decente.Il meteo non ci aiuta e per i prossimi dieci giorni ci da’ o calma piatta o vento contro.
Sappiamo anche di un meccanico Volvo sull’isola di Sao Miguel a circa 150 miglia, ma da internet sembra piu’ un meccanico di auto che di barche.
Contattiamo Daniel un altro meccanico di Horta con suo fratello Fernando, ci dice che dovrebbe avere un invertitore molto simile di un'altra barca, e ce lo porta a fare vedere. Apparentemente sembra uguale anche se i codici sono diversi, faccio una veloce ricerca in internet e scopro che e’ un invertitore per un motore da 30 cavalli contro i nostri 40, ed ha un ratio di 2.37, contro i nostri 2.3., non mi tornano pero’ i codici cosi’ diversi.
Lo venderebbe per 700 euro perche’ l’alberino millerighe che va’ nel volano e’ danneggiato ma potrei smontare quello del mio e montarlo su quello.
Verso sera i due fratelli poi vengono con una strana storia che il tipo che lo vende vuole partire l’indomani mattina presto e vorrebbe i soldi subito senza che riuscissimo a provarlo.Gli dico che non se ne parla, sono le 17 , se me lo lasciano lo provo a montare subito e prima di sera gli sapro’ dire se lo prendo e meno. storcono il naso , ma alla fine sono d’accordo.
Alla velocita’della luce rismonto il nostro invertitore…cosa non semplice per la posizione assurda in cui bisogna lavorare, e dopo 2.5 ore riesco a montare l’altro invertitore.
L’attaco delle flange tutto bene, sembra filare tutto lisco finche’ non provo a collegare il mancione dell’asse elica alla flangia dell’invertitore, per scoprire che hanno angoli diversi e pur facendo scendere il motore al massimo, mancano comunque due centimetri buoni all’appello., ecco finalmente la spiegazione dei codici diversi, ad occhio non ce se ne accorge , ma di fatto la flagia di uscita puo’ avere angoli diversi per meglio adattarsi all’asse elica.
Sono stravolto , chiamo Daniel e gli dico di venirsi a prendere quel cesso di invertitore e che se lo puo’ tenere come soprammobile, quando viene e gli spiego la situazione esclama , “ora capisco i codici diversi”….ma… pezzo di cretino di un meccanico da biciclette, che cavolo di meccanico sei se non conosci neanche le differenze tra invertitori, con questa scappata perdiamo completamente la se pur piccola fiducia nei meccanici locali che avevamo.
Alle 10 di sera finisco di rimontare il nostro invertitore, sono superstravolto e demoralizzato , qua’ non ne veniamo piu’ fuori.
L’indomani faccio due chiacchiere con Tonino del Magic,questo mi chiarisce un po’ le idee , e a questo punto non sono rimaste molte alternative, devo prendere coraggio e smontarmelo da solo per cercare di capire il problema.
Facciamo un salto al supermercato a rifornirci di bacinelle di plastica per stivare tutti i vari pezzi dell’invertitore, poi mi costruisco un sostegno sul sedile del timoniere, rimuovo la ruota del timone e con pazienza comincio lo smontaggio.Mi organizzo con una bacinella di gasolio per lavare tutti i pezzi, fotografiamo durante lo smontaggio per riuscire poi a rimontare correttamente.
Alla fine e’ tutto smontato, la buona notizia e che non ci sono ingranaggi rotti o consunti, sembra che siano saltati i lock ring della parte bassa dell’alberino, dopo che in qualche maniera sia slittata la frizione .
Potrebbe anche essere che qualche spessore si sia troppo assottigliato e ci sia ora troppo gioco. Nel frattempo mi autocostruisco una pressa per poter nella parte finale comprimere le molle dell’alberino e inserire i lock ring.
Taglio un pezzetto della passerella di legno che incastro di traverso nel pozzetto all’interno di due tasche , poi mi costruisco con un tubo di alluminio l’attrezzo per spingere in giu’ le molle, quindi inserisco il piccolo cric idraulico tra attrezzo e passerella , comprimo le molle e poi inserisco i lock ring.
Questa era solo una prova se il sistema funzionava, ora tocca aspettare gli o-ring nuovi e gli spessori, speriamo che arrivino la prossima settimana.

Sono passati quasi dieci giorni per ricevere gli oring dalla Svezia, rimontato il tutto , grazie alla pressa fatta in casa sono riuscito a comprimere le molle per inserire i lock'ring.Avrei dovuto ordinare altre spring washer per aumentare lo spessore....ma ormai non se ne puo' piu'.l'idea e' di farlo funzionare alla meglio e quest'inverno con calma rismontare il tutto e cambiare un sacco di componenti per fare redress completo.
Rimontato l'invertitore ...con il mal di schiena che non molla, messo in moto e ...sembra che al momento tutto funzioni, l'ho tenuto in moto con l'elica innestata per una mezzoretta e sembra che tutto sia ok, naturalmente si vedra' quando saremo in mare.Ci ripromettiamo di usarlo il meno possibile .
Dopo i vari tentennamenti iniziali e essermi reso conto che i vari meccanici interpellati ne sapevano se non meno almeno quanto me, preso il coraggio e smontato l'invertitore sono stato alla fine molto contento di aver capito il funzionamento di quel pezzo di meccanica cosi' importante nell'andamento di una barca.
BV Angelo


Il giunto elastico vecchio e quello nuovo




Parancare per sollevare il motore quel tanto da poter estrarre l'invertitore da dietro.





Banchetto improvvisato sul sedile del timoniere. L'invertitore pronto per essere smontato




Infilato tutto dentro una bacinellona di plastica per non perdere pezzi in mare.






Pulizia di tutti i componenti con gasolio






La pressa improvvisata per comprimere le molle e inserire i lock-ring.




lunedì 27 maggio 2019

Magica Horta

Horta Marina 


By Antonella

Dopo tanti piani, cambi di piani, sogni e timori, siamo infine a Horta. Ce lo ripetiamo come quando arrivammo in Brasile la prima volta.
Ci sognavamo le Azzorre già da quando siamo partiti dalle Falkland, quando avevamo perso un po' la spinta e non vedevamo delle mete interessanti e ci sembravano lontanissime.
Siamo sulla via del ritorno, concludendo un capitolo importante del nostro viaggio. Noi e Stranizza abbiamo bisogno di riposo, in particolare Stranizza ci ha fatto capire in vari modi che ha bisogno di attenzioni.
Nonostante abbia già navigato molte miglia avevo una gran paura di questa traversata. La paura atavica del mare e delle tempeste, ma nello stesso tempo ci tenevo a farla anche solo per l'emozione di arrivare a Horta. Alla fine sono molto soddisfatta di me di come ho reagito alle varie situazioni e come sempre succede è sempre di più la paura prima di partire che non in navigazione. Angelo mi ha aiutato tantissimo a vincere paura e preoccupazioni cercando di dominare il panico in situazioni difficili come quella del motore che non si è acceso. Mi ha stupito della sua incredibile capacità di controllo per risolvere i problemi. Mi sembra sempre che faccia delle magie quando mette le mani nel motore e non solo. Riesce sempre a trovare il problema e spesso a risolverlo anche in condizioni difficili, per questo è il mago Olegna. 
Questa volta abbiamo visto molti sargassi fino a qualche giorno prima dell'arrivo, dei pesci volanti più grandi del solito, solo un branco di delfini e le affascinanti Caravelle portoghesi, organismi marini costituiti da quattro individui che vivono in simbiosi.
Ho cercato di studiare le nuvole in relazione al meteo fotografando il più possibile i movimenti anche in una stessa giornata. Le nuvole in oceano ad un osservatore attento possono dare molte indicazioni sul movimento dell'aria tra alte e basse pressioni. Avrei voluto fotografare anche  le onde durante la burrasca ma ero troppo tesa e preoccupata di tenermi salda. 
In questa quarta traversata oceanica, la radio che ci ha permesso di essere in contatto quotidiano con gli altri amici in navigazione e con i radioamatori italiani a terra e grazie all'Ais anche con la barca francese partita insieme a noi da Saint Martin. Il confronto con altri equipaggi ci ha dato la misura delle nostre capacità soprattutto per la lettura del meteo attraverso i grib file e la conseguente strategia. Il vantaggio dei grib file in oceano è che sono a volte precisi al minuto nei cambi di vento.
Se da un lato siamo stanchi di lunghe navigazioni, perché in due è faticoso, si è sempre preoccupati, difficilmente ci si rilassa e i turni brevi non consentono di recuperare completamente il sonno, d'altra parte guardandomi intorno ho pensato che un po' mi mancherà l'oceano e la sensazione di essere in un altro mondo, così ho cercato di assaporare ogni momento, ogni onda, ogni colore, la luna e le stelle, i tramonti e le albe e anche la paura del vento e delle onde.
Le Azzorre sono particolari perché sono in mezzo all'Oceano, appaiono spesso improvvisamente dalle nuvole come una magia, con i loro vulcani scuri e il verde brillante di contrasto. L'arrivo ha sempre il sapore di aver compiuto una grande impresa anche se di recente sta diventando sempre più affollato. Si torna in Europa, il porto e il marina ben organizzato, la buona cucina, i cibi familiari, il clima temperato, la tranquillità delle piccole isole e il piacere di ritrovarsi con altri navigatori, non ultimo, paesaggi mozzafiato.
Quattro anni fa ho conosciuto qui a Horta, Marianinha, una ragazza greca che lavora come biologa marina che ho ricontattato e ci ha invitato in un piccolo caffè a Porto Pim, luogo di ritrovo dei locali, dove abbiamo conosciuto la comunità internazionale di biologi che lavorano a Horta chi per l'università e la ricerca chi nel turismo per i tour di osservazione delle balene. Un punto di vista diverso e interessante in questo luogo magico.


Saint Martin, Marigot, Marina Fort Louis






4 maggio, 3° giorno, si inizia a ragionare.


Pesci volanti

 Passata la bolina stretta e il vento forte si toglie la mano di terzaroli alla randa
















5 maggio



I sargassi

 6 maggio



6 maggio
Fotogramma delle riprese subacquee della GOPRO.






7 maggio, 6° giorno all'alba


    7 maggio si va verso Est!



 7 maggio 


 7 maggio ore 17




9 maggio 

 9 maggio ore 17




 9 maggio ore 18


 9 maggio al tramonto



10 maggio


10 maggio al tramonto


12 maggio


 Siamo nell'alta pressione, a motore. momenti di relax.



13 maggio

 13 maggio: alba




 13 maggio rotta per 49°
si monta l'estensione.


17 maggio






17 maggio 
 Si sale di latitudine e comincia a fare freschino girato il vento e girata l'estensione del lato sopravento.



 17 maggio


17 maggio


Caravelle Portoghesi, Portuguese man of war.





la Caravella Portoghese con i lunghi tentacoli che vanno in profondità.



Il magico atrezzo del Mago Olegna: il cavo per accendere il motore in caso di bisogno.


18 maggio 


18 maggio alba

 18 maggio

18 maggio

 18 maggio

 18 maggio

 18 maggio, nel giro di una giornata il cielo si è rannuvolato e schiarito

Il sole tramonta e la luna sale in contemporanea

18 maggio















19 maggio


 19 maggio

 19 maggio

19 maggio

 19 maggio

 19 maggio


20 maggio




 20 maggio alba 




TERRA! TERRA!

21 maggio












21 maggio.  A' nuttata è passata !!!    Stiamo arrivando





Faial, Capelinhos in distanza. 


 Faial , Porto Pim a distanza

Pico dietro alla nuvola



Isola di Faial,  magic Horta!

 Siamo a terra!!!


grazie al guasto al motore abbiamo anche noi un ormeggio al pontile....
Stranizza è la seconda da destra e Kerpage 2, la seconda da sinistra.


Ricca colazione alla Padaria Popular


 vista di Pico dall'ormeggio


 Il marina è strapieno e l'ancoraggio affollato, il dinghy  a remi per andare a terra.


seppie alla griglia al ristorante Medalhas

Porto Pim







 Con Marianinha


 Ogni tanto un po di relax ci vuole...