mercoledì 26 luglio 2023

Da Kinsale (Irlanda) a Benodet (Francia)

 Da Kinsale (Irlanda ) a L' Alber – Ildut (Francia)

19/20/21 luglio 2023

48 28.2946 N 004 45.3515 W

By Angelo

Photo by Antonella

Traversata dall'Irlanda alla Francia sfiorando le Isole Scilly e attraversamento della Manica di fianco ad una delle piu' trafficate TSS del mondo.

Abbiamo aspettato qualche giorno per avere una finestra decente, decente con il vento alle portanti e il mare non troppo agitato, questa e' l'eterna scelta che bisogna fare, perche' se c'e' un vento buono e' molto probabile che il mare monti conseguentemente, per noi un vento buono in particolare alle portanti vuol dire un 25/27 nodi gusting.

La previsione ci da' un vento da 15/18 nodi e mare vicino ai due metri, la tratta di 250 miglia non e' lunga , ma la finestra non e' tanto larga.

Il 19,il 20 e il 21 prevede un vento da NW gently, anche troppo gently per i nostri gusti, il problema che dal 22 mattina presto entrera' una gran brutta perturbazione con venti a 35/40 nodi da SW, la perturbazione che colpira' la regata del Fastnet il 22 luglio, che partiva dalla Manica per doppiare il Fastnet Rock, causando piu' di 100 ritiri.

La strategia che avevamo pensato era di fare un pit stop alle Isole Scilly, o meglio passarci abbastanza vicino da beccare un bollettino di UKV2 via internet molto piu' preciso dei bollettini di ECMWF e GFS che riusciamo a prendere in mare via radio SSB.

Per fare questo abbiamo dovuto estendere il piano tariffario del cellulare perche' essendo le Scilly fuori Europa il nostro cellulare non avrebbe funzionato.

Se alle Scilly il meteo ci avrebbe detto che la perturbazione accelerava ci saremmo fermati a ridosso dell'isola di San Martin alle Scilly, anche se le baie nord sono considerate baie temporanee, insomma da du fili e via, ma piuttosto che beccarsi un brutto fronte nella Manica sarebbe andato bene anche quello. La cosa primaria di questa traversata era poter tenere 4 nodi di media per arrivare in tempo in Francia e mettersi al riparo.

L'atterraggio in Francia era stato pensato in una baia a nord dell'isola di Ouessant.

Partiamo dalla bellissima Kinsale con la marea uscente e ne navighiamo il fiume, non vediamo l'ora di allontanarci da costa per non avere piu' la paranoia delle nasse, ormai abbiamo le visioni di nasse anche quando dormiamo.

La giornata e' bella e solatia, il vento tentenna un po' da poppa, tangoniamo il genoa e via che si va'.

Durante la prima parte da Kinsale alle Scilly, abbiamo praticamente provato tutto le conformazioni di vele, dal gennaker, al genoa tangonato con randa a farfalla, molte volte con l'aiutino del motore a giri bassissimi giusto per essere sicuri di mantenere i 4 nodi average.

Arrivati al traverso dell'Isola di San Martin alle Scilly becchiamo il meteo via internet che confrontiamo con quello degli altri modelli presi via radio e la situazione ci sembra stabile, alle 05:00 del 22 luglio la bassa colpira' prima l'isola di Ouessant e poi la costa ovest della Bretagna.

Sono circa le 15:30 orario UK , ci facciamo due conti e ce la dovremmo fare con comodo, si decide di proseguire e non fermarci, anche perche' alle Scilly di questi tempi e' un ennesimo girone infernale di turisti, solo con l' AIS contiamo un considerevole numero di barche, senza contare quelle senza AIS e le navi da crociera, via via a gambe levate.

Passa la seconda notte, per fortuna si dormicchia sempre un po' di piu' della prima, di solito la prima e' terribile e si dorme davvero poco.

Avevamo fatti bene i conti e alle 06:00 del 21 luglio con buona visibilita' siamo in vista della TSS.

Ci infiliamo e va' tutto bene, solo un piccolo cargo all'incrocio ma visto che siamo un paio di miglia in esterno alla TSS e siamo a vela ci grazia con 10 gradi a dritta e passiamo senza problemi.

Ci avviciniamo con cautela alla baia di Gaigra'c nel nord di Ouessant. Quest' isola non e' che sia messa molto bene a baie, la piu' importante e profonda e' a Lampaul nel sud ovest dell'isola attrezzata anche con gavitelli, ma e' completamente aperta alle perturbazioni che entrano da sud ovest, c' e' poi una specie ci porticciolo nella parte est, ma non c'e' posto per nessuno e apparentemente i 4 gavitelli per i visitors, l'ultima volta che tirava un po' di vento se ne sono andati in giro con le barche appese.

C'e' poi questa baia a nord, che non e' che ci sconquifferi poi molto, in particolare con l'arrivo della bassa. Il portolano e' un po' nebuloso a riguardo e gia' questo dovrebbe cominciare a far rizzare le orecchie, speriamo che ci sia all'interno una spiaggetta da poter ancorare in un buon fondo.

Jamais, forget about it, la baietta e' si abbastanza riparata anche dalla grande risacca che entra da nord ovest, ma e' tutta roccia intorno e tutta roccia sotto, non e' proprio possibile rimanere per la notte.

Pensiamo al piano B, di allungare altre 32 miglia, anche se siamo davvero stanchi, per raggiungere il marina di Camaret sur Mer passando dalla parte ovest di Ouessant.

Ri-usciamo e per sbaglio ci ficchiamo dentro un overfall proprio vicino alla baia, scontro di mare con la risacca, gorghi terribili, insomma davvero da paura, guadagniamo il largo, ma siamo alle spring e ci rendiamo conto che non ce la possiamo fare contro corrente a raggiungere Camaret, poi Antonella che, santa donna, aveva studiato la sera prima il portolano, tira fuori dal cappello il porticciolo di L'Alber-Ildut nella costa ovest della Bretagna proprio all'inizio nord del Chenal du Four, la distanza e' davvero breve e udite udite marea a favore, si fila fino a 7 nodi con il motore al minimissimo.

Antonella telefona e ci assegnano i gavitelli dei visitors all'entrata del fiume, i pontili sono pieni e ci propongono l'andana in seconda fila, neanche sotto tortura, dopo le vicende vissute nel Nord Irlanda a Portrush spero di non andare piu' in andana in seconda o terza fila, preferiamo il gavitello e scendere col dinghy.

A dir la verita' sono dei gavitelli strani, sono fatti per tenere allineate le barche nel senso del fiume e non farle ruotare alla ruota, di solito si utilizzano due gavitelli uno di prua e uno di poppa, in questo caso c'e' una lunga fila di gavitelli alternati cosi': primo gavitello piccolo per ormeggiare la cima di prua, poi ci sono due gavitelli enormi dove ci si appoggia e infine altro gavitello piccolo per passare la cime di poppa.

Il vantaggio di tutto cio' e' che si possono mettere due barche appaiate, una di qua' e una di la' dai grossi gavitelli, per fortuna ci sono solo tre barche di cui una se ne andra', ma tutte senza nessuno a bordo.

Per scendere a terra c'e' una spiaggetta a 50 metri dove si puo' scendere comodamente col dinghy.

E' quasi buio e comincia anche a piovere, ma ce l'abbiamo fatta anche stavolta in corsa con i fronti.

Ci godremo poi il posto anche se la perturbazione picchiera' duro e con il vento quasi al traverso non e' che fossi davvero cosi' tranquillo col sistema dei gavitelli.

Scendiamo a terra e ci facciamo una bellissima passeggiata lungo il fiume, in Bretagna ovunque si va' si trovera' sempre un bel sentiero ben organizzato da farsi delle belle passeggiate.

Poi ristorantino popolare Bretone e gran scorpacciata, dopo Irlanda e UK finalmente si mangia decentemente, per non parlare poi dei nostri occhioni sgranati e la bava alla bocca quando entrati in un piccolo supermercato abbiamo visto un gran ben di dio di frutta e verdura, un apoteosi.



Al traverso dell'isola di San Martin alle Isole Scilly, e l'affollamento di barche.



Il passaggio di fianco alla TSS di Ouessant



Il cargo Stolt Kingfischer che dara' 10 gradi a dritta per passarci alla canonica distanza di un miglio da prua.

Da L'Alber-Ildut a Pen Hir

24 luglio 2023

48 15.5223 N 004 36.7425 W

By Angelo

Photo by Antonella


Passata la perturbazione decidiamo di muoverci verso sud attraverso il Chenel du Four, canale notoriamente complicato per le maree.

Studiamo bene e alla mattina verso le 09:30 con l'alta marea usciamo dal porto per farci trovare alle 10:00 all'imbocco del canale con la marea che comincia a filare verso sud.

Tutto bene, si fila con la marea, il vento tentenna, ma si va' con randa e genoa,

Arrivati nella parte piu' a sud del canale dove la corrente che scende verso sud si scontra con la marea di Brest si crea un putiferio, c'e' davvero da spaventarsi a vedere dei fenomeni cosi' violenti e inaspettati, durera' una mezzoretta ma sono 30 minuti preoccupati, non riesco ad immaginare cosa crei in questa area corrente contro marea, la fine del mondo.

Ce ne andiamo ora belli rilassati verso il faro della Parquette con randa e genoa. Identifico una barca ferma vicino al faro e l'AIS mi dice “nome sconosciuto”, intuisco che debba essere una nave militare.

Poi ad un certo punto come fosse stata colpita da una vespa, a tutto gas ci punta! Oddio e questo che vuole? Vorra' controllare le dotazioni o bohh ??

E' una motovedetta della Gendarmeria grossa, molto grossa, in special modo quando ci si avvicina a pochi metri con quasi 3 metri di onda da nord ovest (per fortuna lunga e tonda) .

Un gendarme a prua comincia a sbraitare come avessimo ucciso qualcuno e naturalmente non si capisce una fava di quello che dice, tra i suoi motori che cercano di starci ad una distanza ragionevole e il vento che soffia a 25 e passa nodi, non capiamo che dice anche se capiamo che c'e' un qualche tipo di urgenza.

Decido di mettere in moto rollare il genoa e ammainare la randa per rendere piu' semplice la comunicazione, nel fare tutte ste operazioni in fretta e con il groppo in gola con il chissa' cosa e' successo, un remo di legno del dinghy finisce in acqua.

Finiamo di ammainare e ruotiamo ormai presi dalla corrente per cercare di recuperare il remo, questi continuano a venirci di fianco e dirci di dirigerci verso nord ovest senza spiegazioni o altro. Ma io dico non potevano chiamarci via VHF sti maramao.

Provano anche loro con un lunghissimo mezzo marinaio a ripescarci il remo ma non hanno fortuna, quello a prua sempre piu' incazzato che ci dice di dare tutto gas e andare verso nord ovest con dei gran gesti, noi continuiamo a non capire, finche' quello ci indica alle nostre spalle e por@!!*~

vediamo la torretta di un sottomarino in emersione a 100 metri da noi.

Come direbbe un anglo sassone “oh shit” tutto gas e direzione nord ovest contro vento, non e' che guadagniamo molto ma almeno piano piano ci leviamo dalla traiettoria.

Piano piano emerge e continua per la sua rotta a circa 200 metri dalla nostra barchita, ci mancava solo che facessimo una collisione con un sottomarino della marina francese.

Ma io dico, cosa ci voleva chiamarci per radio, darci un canale al difuori del 16 e dirci “per operazioni militari cambiate rotta e andate per tot gradi” mica c'era bisogno che nominassero il sottomarino, manco fosse un segreto militare che nessuno sapesse.

Va beh, insomma hanno fatto davvero una figura meschina sti gendarmi...ma forse sono il corrispettivo dei carabinieri italiani .

Passato il sottomarino con la famosa manovra del cane, cioe puntandogli la poppa, cerchiamo di tornare con il track nell'area dove avevamo perso il remo, a motore contro vento ormai a 27 nodi e contro la corrente, ci e' voluta' un buona mezzora per tornare nei pressi, ma dal momento che era caduto in mare era passata un buona ora, in piu' 3 metri di onda e il vento gagliardo, non c'e' stata nessuna possibilita' di ritrovarlo. Brutti cornuti di militari neandertarliani, se avessero usato il VHF tutto cio' non sarebbe successo.

Con vento fresco e solo genoa arriviamo alla baia di Pen Hir, bella e riparata del forte nord ovest, ammaianiamo e ci avviciniamo con cautela alla spiaggia essendoci degli scogli sott'acqua ma non si sa' bene dove, mentre ci appropinquiamo arriva sparato un 45 piedi taglia di qua' e taglia di la' fa' in maniera di sorpassarci ed ancorarsi tra due barche dove avevo pensato di ancorarmi io, ste cose mi fanno incazzare.

Lui per via del pescaggio si va' ad ancorare in 5 metri, noi tiriamo fuori l'arma segreta di Stranizza, su di deriva e gli andiamo ad ancorare davanti in 3 metri scarsi, to' maron, sta' mo' la dietro a fe' e patacca.


Da Pen Hir a Benodet

25 luglio 2023

47 52.8630 N 004 07.1123 W

By Angelo

Photo by Antonella


Sveglia alle 6 e partenza alle 7. Dobbiamo essere alle 10:00 al passaggio a Pointe Du Raz, altro passaggino da fare assolutamente con la marea a favore.

Partiamo con la marea contro ma per fortuna siamo alle neap e la corrente ha un basso coefficente, ma non dobbiamo mancare l'appuntamento a Pointe Du Raz.

Appena partiti ci accorgiamo che non siamo i soli a non voler perdere l'appuntamento, sull'AIS c'e' davvero una miriade di barche a vela che viene giu' da Camaret e dal Chenal du Four a manetta, il vento sempre da nord ovest e' bello teso, noi filiamo di bolina larga con falchetta in acqua.

Alle 10:10 siamo al faro e doppiamo il capo, sembra quasi un giro di boa in una regata, da quante sono le barche, e' spuntato anche il sole e la visione e' spettacolare con tutte queste vele che filano e il capo con il faro e la grossa meda di fianco.

Inizialmente avevamo pensato di dividere il tragitto in due tappe e fermarci per la notte ai gavitelli di Audierne, di entrare nel porto neanche sotto tortura, ma visto il massiccio popolamento di barche abbiamo pensato che se poi i gavitelli sono occupati non c'e' altro in giro, anche ancorare non e' un opzione per il pessimo fondo, decidiamo cosi' di fare una tappa lunga di 54 miglia e di arrivare fino a Loctudy.

Piano piano il vento cala, giu' randa e genoa e via di gennaker, ma piano piano non c'e' ne e' piu' nenache per il gennaker e lo aiutiamo con un filo di motore.

A circa una decina di miglia da Loctudy Antonella chiama e, come avevamo pensato, sono superballonati e in piu' non hanno neppure dei gavitelli.

Pensiamo a Benodet, dove ci sono due grandi marina nel fiume Odet. Inizialmente l'avevamo scartato perche' pensavamo che essendo anche un posto molto rinnomato fosse pieno all'inverosimile, quando invece Antonella chiama dicono che se arriviamo dopo le 20:00 di ormeggiarci al comodo pontile per i visitors dove e' vietato mettersi due barche in andana (e questo a noi piace tantissimo) e la mattina ci avrebbero trovato un posto.

Grazie anche ad un aumento inaspettato del vento, riusciamo ad arrivare al marina alle 19:30, dove troviamo al pontile visitors un ragazzino con gommone (in estate ci sono molti ragazzini, bravi tra l'altro che si fanno la stagione a lavorare nei marina con i gommoni a ricevere i visitors) che ci dice di aspettare di ormeggiarci al pontile visitors che via radio, chiede se c'e' posto all'interno.

Detto fatto ci dice di seguirlo all'interno del marina dove ci fara' ormeggiare ad un finger.

Siamo supercontenti di aver trovato posto all'interno del marina cosi' tranquillo e ben organizzato, Non ci speravamo quasi piu' di trovare un posticino diove aspettare la finestra giusta per attraversare Biscaglia e tornarcene a casa dopo 5 intensi mesi di navigazione e di toglierci dal mezzo in agosto quando tutto sara' complicato e ballonato di gente.



Il "giro di boa" a Pointe du Raz


Kinsale



Il Fort St. James

L'ingresso dal mare










Kinsale: il centro cittá


Kinsale - L'Aber Ildut 19- 20- 21 luglio

19 luglio. La partenza






19 luglio Tramonto

20 luglio Alba

 

Le Scilly in vista









Si intravede sullo sfondo il profilo della nave da Crociera

La nave da Crociera



21 luglio: arrivo a Ouessant 



Ouessant. L'ingresso della baia Beninou/Gaigra'c

L'Aber -Ildut




21 luglio: L'Aber-Ildut, al gavitello.









L'approdo del dinghy a destra e i mucchi di alghe che emergono con la bassa marea



24 luglio verso il Chenal du Four e Pen Hir (Presquile de Crozon)

I pescatori di alghe

verso il Chenal du Four

L'arcipelago de la Molène tra la terraferma e l'isola di Ouessant
 

La Molène


Le boe nel Chenal du Four

Chenal du Four, Port Conquet

Il faro di St. Mathieu alla fine del Chenal du Four



Il faro di St. Mathieu


Il sottomarino




Il faro la Parquette, sullo sfondo la penisola di Crozon e la punta con i Tas de Pois


Verso la baia di Pen Hir


Gli scogli Tas de Pois


Pen Hir

Pen Hir

da Pen Hir vista sul capo Pointe de la Chevre, Penisola di Crozon

 

25 luglio, da Pen Hir a Benodet 

Alba



Verso Pointe du Raz

Ile de Sein

Il faro Tevinec

Pointe Raz, il faro laVieille e la meda Ovest



Pointe Pen Marc'h


Benodet

Anse de Benodet, l'ingresso al fiume

Benodet Marina