lunedì 15 gennaio 2018

Port Stanley, Isole Falkland


by Antonella
 
QUESTO ARTICOLO E LE FOTO SEGUENTI SONO STATE INVIATE AL BLOG VIA EMAIL PERCHè INTERNET è A PAGAMENTO E LE CARTE DURANO POCO, DI CONSEGUENZA LE FOTO SONO RIDOTTE AUTOMATICAMENTE.
Dopo un anno di navigazione nei canali, con qualche breve tratto in mare aperto, sempre in vicinanza della costa, la prospettiva di fare 300 miglia nel Sud Atlantico con rotta verso Est per Isole Falkland è motivo di preoccupazione Per riabituarci gradualmente al mare dopo la sosta di quasi un mese a Puerto Williams abbiamo scelto di partire con un meteo abbastanza tranquillo.
In realtà non c'era molta alternativa, le perturbazioni sono molto frequenti e andare con vento in poppa poteva voler dire vento forte e mare. Il problema era anche capire la differenza tra la previsione dei grib file e la realtà che poteva essere da un previsto forza cinque a un forza otto di reale. Quindi per non rischiare abbiamo scelto vento leggero- a parte un giorno movimentato- e tanto motore.
Lasciare Puerto Williams e il Cile è stato commovente, ma poi durante la navigazione abbiamo ritrovato il gusto del mare aperto, dei meravigliosi colori di albe e tramonti, della magica luce della luna e la grande emozione alla vista della terra e del faro di Pembroke  all'ingresso di Stanley, che ha cancellato la nostalgia del passato.
Ci siamo detti " ce l'abbiamo fatta  anche stavolta".
Ci avevano detto che le Falkland sono molto ventose, il profilo della terra è lineare e brullo, senza alberi, l'ingresso al porto circondato da scogli e scoglietti semi sommersi e il vento solleva piccole onde schiumose. Nonostante i 35 -40 nodi di raffica siamo estasiati dalla magnifica giornata di sole e dal paesaggio selvaggio. Intorno, un paio di navi da crociera con le imbarcazioni a scaricare e caricare turisti al molo pubblico. 
Le Falkland, sono un punto cospicuo delle rotte dell'Atlantico meridionale, lo erano soprattutto prima dell'apertura del Canale di Panama, scalo prima del passaggio di Capo Horn verso il Pacifico.Port Stanley è la capitale, il centro maggiormente abitato e il porto d'ingresso.
La differenza da Cile e Argentina è grande anche solo a vista d'occhio. Case, giardini e strade ben tenute e ordinate, poca burocrazia e tutto ben organizzato. Al supermercato si trova di tutto anche se i prezzi di frutta e verdura sono stellari.
Purtroppo l'operazione di bonifica dai due milioni di mine dell'invasione argentina del 1982 non è stata ancora completata e molte spiagge non sono agibili.
Nel piccolo museo sono contenuti gli oggetti di uso quotidiano della storia dell'isola, l'allevamento delle pecore, i cimeli delle varie navi e in particolare le testimonianze del 1982 il cui ricordo è ancora vivo e presente.
 Nel passato facevano scalo le baleniere e le navi da guerra, e in tutte le isole ci sono più di 300 relitti che costituiscono una sorta di museo a cielo aperto. Oggi fanno scalo qui oltre le navi da crociera dirette a Capo Horn, Antartica e Ushuaia, anche molte imbarcazioni di scienziati che fanno ricerche sui cetacei e arrivano fino alla Georgia Australe.
Le isole sono un paradiso naturale ricco di fauna e flora particolare: qui nidificano gli albatross e le petrelle scure e ci sono tre varietà di pinguini oltre a leoni ed elefanti marini, oche e anatre.
Alla fine di febbraio si apre la stagione della pesca, molti pescherecci d'altura vengono qui per la licenza di pesca. Si pescano in prevalenza calamari piccoli e grandi e merluzzo australe.
Ad accoglierci al molo c'è il responsabile della struttura molto gentile che si offre per accompagnarci con il suo pick up a fare gasolio, per ringraziarlo gli portiamo una bottiglia di vino e lui contraccambia con prodotti locali dal suo frigo, pesce e agnello, che ci gusteremo nei giorni seguenti… molto meglio che andare al ristorante.
Le barche a vela in giro non sono tante, insieme a noi è ormeggiata una barca a vela di 20 metri, praticamente il doppio di Stranizza, " Song of the whale "  ospita  volontari  in soccorso delle balene e conosciamo Janet, una volontaria che ci racconta in modo commovente della sua passione per le balene e di come intervengono in casi di balene piaggiate, intrappolate nelle reti vaganti o incastrate in bassi fondali.
Arrivare alle Falkland con la propria barca è un'emozione unica anche per la possibilità di conoscere cose diverse e  entrare in contatto con le persone che vivono qui. 













1 commento:

  1. Da un po’ non guardavo il blog e stasera sono rimasto sorpreso di trovare ben tre post corredati da foto... Felice di sapervi in viaggio e in ottima forma! Seguirò l’evolversi degli eventi... in culo alla balena!

    RispondiElimina