domenica 20 novembre 2016

Da Arredondo a Puerto Deseado

20-novembre-2016
Puerto Deseado
47 45 58 S 065 54 48 W

Dopo una settimana di tartassamenti da SW con gli ultimi tre giorni con forza sette, vediamo un piccolo finestrotto di un giorno e mezzo nelle previsioni, decidiamo quindi di partire senza indugio, anche se ben coscienti del marone che ci attendera' fuori.
Il 16 novembre il vento in rotazione verso sud cala , ma il calo grande dovrebbe avvenire alle 24:00 , non ce la sentiamo pero' di uscire completamente al buio da sta baia dovendo poi fare lo zig zag tra gli scogli poco lontani, issiamo quindi ancora verso le 20:30…il buio arrivera' verso le 21:30.
Appena usciti onde gigantesche di mare vecchio dei giorni passati, per fortuna tonde e distanziate…ma sempre grandi.
Andiamo avanti cosi' la notte finche' il vento gira da nord e la situazione comincia a normalizzarsi…si fa' per dire, perche' nella parte esterna del Golfo di San Jorge abbiamo venti da N/NW, ma nella parte interna del golfo ci sono venti forti da ovest, questo ci crea un gran mare incrociato e ogni tanto arriva un treno di onde al traverso che ci sconquassa la barca e ci inonda.
Comunque a parte tutto una navigazione abbastanza tranquilla, rispettando i tempi arriviamo a Cabo Blanco con marea calante e ci aiuta verso sud, per arrivare poi davanti all'entrata del fiume di Deseado con marea entrante che ci spinge velocemente all'interno.
Con quasi 6 metri di marea in questo fiume che non e' veramente un fiume, nel senso che il fiume si e' estinto e il mare entra per miglia e miglia, quindi la corrente di marea arriva anche a 6 nodi alle sigizie.
E' affascinante vedere che pur con tanta tecnologia si devono comunque continuare i tempi antichi delle maree per entrare e uscire dal porto, anche il portacontainer in uscita ha dovuto aspettare le 2 di notte per ruotarsi e metter la prua in uscita per poter cominciare la navigazione.
Prima di entrare contattiamo la prefectura per l'autorizzazione ad entrare e se sanno di qualche posto per ormeggiare, perche' anche qua' anche essendo un porto, per barche a vela c'e' poco o niente, ci rispondono di andare all'ancora dall'altra parte del fiume e poi andare in ufficio per le pratiche …si e noi come facciamo ad arrivare a terra con un dinghy da 2.5 mt e un fuoribordo da 2.5 cv con ste correnti di marea ?
Entriamo seguendo gli allineamenti per evitare i vari scogli e scoglietti che rendono la vita del marinaio cosi' interessante.
C'e' sull portolano un Circolo Nautico dove dice che hanno dei gavitelli…naturalmente per il bel tempo, perche' quando arriva qualsiasi vento da sud bisogna scappare al riparo della scogliera sud dall'altra parte del fiume dietro a Rocca Magallanes.
Arriviamo al traverso del Circolo nautico che abbiamo provato a chiamare senza risposta e …tabula rasa, non ce' piu' nessun tipo di gavitello o altro, poi scopriremo che il vento si e' portato via tutto.
Cominciamo ad essere un po' preoccupati se non.. che il proprietario di una barca da lavoro che fa' da rimorchiatore, pilota ecc… ci ha sentiti sul 16 e ha informato la prefectura che possiamo andare in andana da loro.la prefectura prontamente ci richiama e ci da' l'informazione, poi grazie all'AIS individuiamo la barca con il marinaio a bordo pronto a prenderci le cime, poco dopo siamo ormeggiati in andana al rimorchiatore con le rocce a pochi metri da poppa …ma tutto ok…SIAMO UFFICIALMENTE A PUERTO DESEADO !!!!!! Una grande emozione , posti studiati per tanto tempo a tavolino, in piu' ultimo baluardo prima del grande salto, e ora finalmente ci siamo dentro, il porto che porta il nome della barca del pirata Cavendish, il porto dove si fermo' Magellano prima della scoperta dello stretto, il porto dove si fermo' Darwin per le sue osservazioni...insomma mica un porto micio micio bau bau.
Sembra tutto ok…ma non cosi' facile, ormeggiamo verso le 12:30 , ma poco dopo il secondo ufficiale ci dice che alle due devono mollare perche' devono trainare fuori un peschereccio, ok, molliamo e ci mettiamo sull'ancora alla ruota davanti al circolo nautico stretti tra le rocce.
Dovrebbero tornare sulle 4 o le 5 del pomeriggio, nel frattempo noi prendiamo l'occasione di sistemare la barca e udite udite …farci una bella doccia calda in barca.
Alle 5 rientrano e noi torniamo in andana….per pero' dirci che la notte alle 2 devono mollare ancora per aiutare nella manovra di uscita un portacontainer.
E va beh camma a fa', il tempo e buono e dichiarato, passeremo la notte all'ancora per poi riattaccarci in mattinata.
Ci organizziamo per scendere a terra, perche' la prefectura continua a pressarci per sti benedetti documenti, e magari farci una mangiata alla Tex Willer con una bistecca alta 4 dita e una montagna di patatine.
La discesa a terra non e' cosi' semplice, perche' intanto si e' scesi in bassa marea e il molo di cemento e' 6/7 metri la' in alto soffiando un po' di NE la barca non puo' accostare bene al molo per via della scaletta che porta su' , bisogna quindi arrampicarsi come delle scimmie su un respingente da nave di ferro e poi abbrancarsi ad una biscaglina (per i non addetti, trattasi di una scala con piccoli gradini di legno tenuti insieme lateralmente da una cima, che normalmente si usa per salire in verticale sulle fiancate delle navi, per esempio quando il pilota del porto sale a bordo) per raggiungere l'agognata vetta.
Per me non e' un gran problema , avendo lavorato tanti anni su piattaforme petrolifere, ma per Antonella e' un bel challenger .
Salgo io per primo per fare vedere dove metter i piedi , poi Antonella con un coraggio e una determinazione da leone comincia l'arrampicata e in pochi secondi e' sul molo ….tanto di cappello per un ultra cinquantenne.
Andiamo in prefectura , li' dal 1881, un gran bel edificio con dentro persone gentilissime…in Patagonia siamo veramente stupiti dalla gentilezza della gente…forse l'isolamento che accomuna, ma c'e' una gran voglia di rendersi utili.
In pochi minuti facciamo le pratiche e poi passeggiata …dondolante .verso il centro , individuiamo una trattoria anche con wi-fi, siamo affamati come lupi, antipasto di polpo alla provenzale e due bistecche alla Tex, con un bel litrozzo di birra, e accesso alle decine e decine di email non lette da piu' di un mese.
Torniamo verso la barca alle 20:30, vogliamo disormeggiare per andarci ad ancorare ancora davanti al club nautico per non doverci svegliare alle 2 , se la salita era stata problematica la discesa diventa un impresa, la marea e' al suo minimo…la barca circa 8 metri sotto, sporgendosi sul bordo del molo con sta biscaglina che penzola vengono quasi le vertigini, comincio la discesa . i prima 4 gradini sulla biscaglina e poi bisogna abbrancarsi e trovare gli appoggi sul respingente di ferro, assisto da sotto Antonella che ancora mi sorprende per la sua abilita'…forse anche complice mezzo litro di birra, comunque in pochi minuti scende …anche la prova della biscaglina e' superata…che donna !!!!
Riproviamo l'ancoraggio…che pero' questa volta ci da' non pochi problemi, dobbiamo calare e issare 7 volte prima di essere soddisfatti solo perche' c'e' tempo dichiarato se no' non ci fideremmo molto.
Alle 3;30 vengo svegliato dalla portaconrainer che fa' manovra, poi si pisola ancora un po' con un occhio per via dell'ancoraggio precario, alle 6 il rimorchiatore e' di ritorno e si ormeggia, lo chiamiamo per andare ancora in andana, per scoprire subito dopo che alle 10:30 devono fare un rimorchio…miiiiiiiii…ma quanto lavorano questi.
Abbiamo modo di scendere brevemente a terra per andare al Circolo Nautico per qualche informazione…ma troviamo il guardiano solamente che non ne sa' mezza.Torniamo in barca che sono gia' le 10:15, poco dopo arriva anche Miguel il proprietario della barca e ci da' qualche informazione sull'ancoraggio a Rocca Magallanes, perche' gia' dal pomeriggio e per la notte entra un S/SW forza 5…quindi si scappa di la' dal fiume.
Alle 10:30 molliamo e attraversiamo il fiume con il vento gia' a forza 4, piano piano ci avviciniamo alla costa per un po' di protezione…poca a dir la verita', in piu' la corrente ci massacra, la prua che si orienta alla corrente , quindi ogni 6 ore prua a est e poi a ovest e al traverso ora da sinistra e ora da destra il vento…dentro sbandati da bolina…speriamo che i sessanta metri di catena facciano il loro mestiere, anche se l'ancora cosi' sollecitata e con tutta sta corrente non e' che ci goda.
Verso sera arriva una barca a vela da 20 mt …pensiamo di russi o giu' di li', li contattiamo offrendogli anche aiuto con lo spagnolo (naturalmente da Antonella) visto che a me sembra che lo parlino come Toto' a Milano, si ci ringraziano , poi verranno ad ancorarsi a 100 metri da noi dopo che avevano provato di tutto e di piu' con la prefectura per attaccarsi ad un pezzo di cemento, ma poi non si sono fatti piu' sentire …forse pensano che ci sia ancora la guerra fredda in atto …ma, gente strana in barca a vela…forse troppi soldi.
Oggi torneremo in andana al rimorchiatore per vedere poi domani mattina se ci ospitano ad un cantiere su un pontone galleggiante nel porto, la prossima settimana sembra tutto tranquillo con venti deboli da nord….ma lunedì 28 arriva l'Armageddon , i grib danno forza 8…ma con l'esperienza delle previe previsioni potrebbe diventare tranquillamente un forza 9 …qua' non ci si annoia.
Quando pero' esce il sole , e i pinguini nuotano intorno alla barca con qualche foca , uccelli di tutti i tipi che svolazzano….sembra un paradiso in terra, la Patagonia e' un sogno e noi ci siamo dentro.

Bv Angelo e Antonella on S/Y Stranizza via radio SSB

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1 commento:

  1. Angelo ..
    Che bello leggere che ti stupisci delle abilità di Antonella .. Brava Antonella, dentro la tua avventura sei prevalentemente orientata ad analizzare le opportunità di farcela e ad aver meno paura dei i rischi.
    Sei fortunato Angelo ..

    Un grande abbraccio Dal PyXis
    Dino

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