martedì 2 maggio 2017

30 Aprile

30 aprile
Da Boca Chica (Puerto Puquitin) a Caleta Momia. 43 56.65 S/073 47.10 W… 12 Nm piu'indietro

Scritto da Antonella

Dopo due notti insonni , e un giorno di tensione con il martellamento dell'onda a poppa e la paura di essere spinti a a scogli dalla corrente, con la prospettiva di rimanere in quella condizione se non peggio per I prossimi tre giorni almeno, abbiamo studiato tutte le soluzioni possibili, sperando che la previsione della tregua di domenica fosse giusta siamo partiti con il nostro piano.
Sveglia alle 7 col buio, rapida colazione e via con il piano studiato il giorno e la notte prima, visto che il vento e' calato molto (10 nodi a raffiche).
Tiriamo su catena, una quindicina di metri , allentando le cime di poppa ,per allontanare la barca dalla riva una volta mollate le cime.Cimino al grippiale per tirarlo su velocemente . Acceso motore con marcia indietro con timone scontrato a sinistra per tenere la direzione. Mollata pima la cima di sinistra ( sottovento) Antonella la riavvolge nel cesto il piu' velocemente possibile. Poi Angelo molla la cima sopravento . Riavvolti i 100 + 100 metri di cime , Angelo risale velocemente in barca e si inizia a issare ancora e a tirare il cimino del grippiale. Verso le 8e 30 siamo liberi e usciamo dall' imbocco del canale . La marea sta uscendo la bassa sara' alle 11.
Usciti dal ridosso di Punta Puquitin troviamo poco vento e molta onda al traverso di mare residuo, velocita' 5 nodi circa, sembra che non abbiamo sbagliato la direzione del flusso di marea .
Rientriamo nel canale che costeggia Puerto Melinka dall' esterno , rotta circa 200 gradi e l'onda migliora un po arrivando da poppa ; Antonella sempre al timone perche' l'autopilota non ce la fa , le onde spostano parecchio e si balla. Gli orari corrispondono ai nostri piani e alle 11 entriamo nella baia formata dalle Isole Clotilde e Fresia dove si trova Caleta Momia , sempre con velocita' 5 nodi.
Il mare si e' calmato ma la visibilita' e' scarsa e piove, vento sempre da NW forza 3. Nella baia c'e' una nave all'ancora . Ci dirigiamo verso l'insenatura indicata nel portolano e vediamo un cavo , ma non si capisce dove va a finire. Dopo un giro di ispezione buttiamo l'' ancora con il grippiale, ma la barca spinta dalla corrente si avvicina pericolosamente agli scogli mentre Angelo cerca di legare la cima al suddetto cavo che sembrava trasversale in realta' non e'legato e la cima si sfila e dobbiamo riissare ancora, la catena pero' tira male e Antonella scende veloce per andare ad agganciare il cimino al grippiale , piano piano recuperiamo catena e ancora e ci allontaniamo dagli scogli.
Proviamo un altro ancoraggio, l' eqipaggio della nave ci invita con un fischio ad andare in andana da loro ma non siamo convinti. Ancoriamo a ridosso della riva N in 6 -7 metri (bassa marea) con 40 mt di catena , portiamo una cima a terra legata provvisoriamente a un tronco sulla riva e ruotiamo per orientarci con la poppa a N NW in previsione del rinforzo dei prossimi giorni.
Affamati e sfiniti Angelo cucina velocemente una frittata e Antonella prepara un'insalata. Crolliamo per una breve siesta e poi ripartiamo a posizionare le cime a terra . Speriamo di essere un po piu' tranquilli per I prossimi giorni di passione che ci aspettano.

BV Angelo e Antonella on S/Y Stranizza via radio SSB

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