Malta, 17 luglio
di Antonella,
Disegnare in barca non è sempre facile, non tanto per lo spazio, quanto per la concentrazione e il tempo. La navigazione in Patagonia e Tierra del Fuego è stata impegnativa e a volte ero esausta a volte c'erano troppe cose da fare così ho solo abbozzato qualche idea. Mi ero ripromessa di disegnare le cartoline nel luogo di passaggio, ma spesso è mancata l'ispirazione oppure non ero soddisfatta.
A Malta, dopo essermi ben riposata, la mente si è schiarita e sono riuscita a tirare fuori qualcosa.
Cartolina di Puerto Williams.
In questo caso ho fatto mille schizzi e mille prove non riuscendo a trovare o a vedere cosa e come rappresentare. Poi alla fine a Malta ho scoperto che c'era qualcosa di buono: il Micalvi.
anche se non è tutto Puerto Williams è però il luogo più caratteristico e significativo per noi velisti, e la cartolina era pronta.
Cartolina di Malta
Malta è la nostra casa, ma anche una meta del nostro viaggio, dove comunque siamo arrivati anche con Stranizza. Punto strategico del Mediterraneo, con una storia millenaria e un crogiolo di razze e culture. Per me è un po il sole che ci portiamo dentro e il mare dove possiamo nuotare.
Qui la serie completa delle cartoline.
martedì 18 luglio 2017
mercoledì 12 luglio 2017
Costruzione Jordan serie drougue cones
Normalmente
vengono chiamate drogue le ancore galleggianti immerse a poppa per facilitare l’allineamento
della poppa alle onde e impedirne il ribaltamento , pur la barca navigando a velocita’ ridotta.
Per ancora
galleggiante si intende normalmente , l’ancora galleggiante che viene immersa a
prua per tenere l’allineamento della prua al mare, immobilizzando la barca .
Per le drogue ci
sono naturalmenete due grandi scuole di pensiero, chi la considera come la
propria assicurazione sulla vita e non esiterebbe a utilizzarla quando se ne
richiede l’utilizzo.
Chi invece non la
utilizerebbe sotto nessuna condizione o circostanza.
Noi apparteniamo
alla prima scuola...nel senso che ora l’abbiamo e alla disperata e se non
rimane altro da provare, la utilizzeremo , come riferimento abbiamo una amica
tedesca che dopo che ha partecipato attivamente alla costruzione della sua
barca di 40 piedi di allumnio ha cominciato a scorrazzare a destra e a manca
del globo macinando migliaia e migliaia di miglia anche ad alte latitudini , e
ha utilizzato le Jordan Drogue diverse volte e ne e’ ben contenta.Questo il link
del suo secondo giro http://services.wlw.winlink.org/maps/positionreports.aspx?callsign=N1QFE
, come primo si era fatta dalle Canarie diretta alla Nuova Zelanda senza scalo.
C’e’ da dire che
i molti che non la utilizerebbero normalmente sono grandi e pesanti barche,infatti a proposito su youtube c'e' un video di "Pelagic" con Skip Novak dove pur essendo andato a Cape Horn per fare un test sulle Jordan per Yachting World , si rifiuta di metterle fuori bordo perche' a sua detta troppo pericolose , va' anche detto che "Pelagic" incontrato a Puerto Williams a dicembre 2016, e' veramente un carro armato che non ha paura di niente , facendo normalmente charter tra l'Antartide e la South Georgia, mentre le Jordan Drogue furono studiate principalmente per barche piccole fino a 45
piedi.
La Jordan serie
drogue nasce da uno studio e un rapporto fatto dalla Coast Guard Americana nel
1987.
Dopo la regata
del Fastnet del 1979 tutto il mondo rimase impressionatao dalla fragilita’ e la
facilita’ di capottamento di piccoli yacht, si comincio’ quindi a studiare il
problema , e come cercare di risolverlo.
I vari test in
vasca che vennero fatti dalla Guard Costa americana http://www.sailrite.com/PDF/DrogueReport.pdf indirizzavano all’uso di una drogue molto
lunga con una serie di coni al traino , in maniera da avere sempre almeno
qualche cono immerso a fare resistenza.
Per evitare di
avere un unica drogue a rimorchio che se per qualche motivo collassasse ecco
perdere tutta l’efficacia del traino.Cosa questa fatta rilevare anche nel test
fatto recentemente da Yachting World https://www.youtube.com/watch?v=t4l3CbgUCU8 mettendo a confronto 7 drougue (anche se si
tratta di un test fatto in mare forza olio)
La Jordan serie
cones viene commercializzata da www.jordanseriesdrogue.com/ con costi molto al di sopra dei mille euro (dipende dal numero di coni).
C’e’ poi la http://www.sailrite.com/Series-Drogue-Cone-Kit-100-Cones che ne commercializza il kit fai da te’,
si comprano i coni gia’ tagliati, le fetucce , il bioadesivo ecc.. ci si arma
di pazienza e si cuciono i 100 e passa coni. Qui il video per la
autocostruzione https://www.youtube.com/watch?v=L23MdzCbx2Y
Io per curiosita’
e...perche’ no anche per risparmiare un po’ , sono partito da zero, comprato 5
metri di dacron da 4 once, ritagliato a mano i 100 e passa coni, acquistato la
fetuccia e con tanta pazienza me li sono cuciti tutti.
Costo finale : 50
euro di dacron, 175 euro di fetuccia , 12 euro di stagnatore cinese per
tagliare la fetuccia , totale 237 euro, a cui naturalmente andra’ aggiunta la
lunga cima del 15 per collegare insieme i coni.
Come macchina da
cucire abbiamo una Toyota Jet Black, che si colloca nella parte alta di
macchine da cucire per casa, quindi non professionale ,sono riuscito a cucirli con il filo del 40, avrei
voluto trovare del 46 e magari del 69, ma la scelta era tra il 40 e il 92..che
provato faceva pero' una gran fatica e si incastrava spesso, alla fine ho usato il
40 con sembra buoni risultati.
Il tempo , non l’ho
calcolato, ma stimo in 4/5 giorni ad un paio di ore al giorno, ma per me e’
stato un divertimento , che mi ha permesso di imparare ad utilizzare la
macchina da cucire mai usata prima in vita mia.
Quando torneremo
alla barca al momento in Cile, colleghero' i coni alla cima e la stivero’ in una
borsa , pronta alla bisogna.
Per la cronaca a
bordo abbiamo gia’una drogue della Sea Brake, e un ancora galleggiante
da prua , per fortuna ancora inutilizzate, speriamo che la nuova aggiunta alla famiglia rimanga per gli anni a venire comodamente stivata nel suo sacco.
BV Angelo
Disegno i coni sul dacron con una dima in cartone
Taglio al "laser" ...a mano.
Taglio delle fetucce con lo stagnatore cinese
Prima si studia il manuale, e poi si cuce.
Il primo cono con fetucce
Il primo cono completo
I 113 coni pronti da essere inseriti nella cima.
martedì 20 giugno 2017
Dal mare alla terra
Lasciando temporaneamente la bandiera marina di Stranizza per passare (sotto) alla bandiera terrestre
domenica 28 maggio 2017
Stranizza in secco
Si aspetta l' alta marea di 6 metri per poter entrare in buca ed alare
Grazie all' acqua fredda la carena non e' messa male, solo un po' di limo, pur con tutto il motore fatto c'e' ancora un po' di antivegetativa sill'elica.
Visto che ci abiteremo in secco per i prossimi 20 giorni, e' una buona idea metterla a livello prima di taccarla.
Appoggiata su due pezzi di legno....un po' troppo bassa, ma non si poteva fare di meglio .Come al solito siamo sempre i piu' piccoli e....i piu bassi.
Scala alla Wanda Osiris, almeno non ci dobbiamo arrampicare su scale instabili
Smontaggio e sostituzione guarnizioni del pistone idraulico del timone.
La connessione dello scarico della marmitta e' sempre piu' corrosa dato anche dal fatto che e' sempre sott'acqua.
A mali estremi, estremi rimedi, facciamo saldare una piastra sul vecchio foro , e sposteremo il nuovo scarico sopra la linea di galleggiamento

Non che sia venuto un superlavoro con la piastra...ma questi i saldatori che si trovano da queste parti, una volta coperta dal primer e dall' antivegetativa andra' un po' meglio...spero.
.
Si comincia a carteggiare con la rotorbitale per poi dare l' antivegetativa a fine inverno , verso meta' agosto, intanto ne approfittiamo per un giro in Europa...in aereo questa volta.
giovedì 25 maggio 2017
L'INCREDIBILE MAGO O'LEGNA
25 maggio 2017
L'INFATICABILE, INCREDIBILE, INFALLIBILE, INCONTENTABILE
MAGO O'LEGNA!
BUON COMPLEANNO ANGELO!!!!
Siamo a Puerto Montt.
Non siamo in navigazione, però abbiamo raggiunto una meta da tempo pensata.
Per la riuscita di un progetto, e un GRANDE PROGETTO come questo di navigazione, non basta avere una barca e voglia di navigare. Andare a vela oltre Oceano e in luoghi isolati significa sapersela cavare in tutto, senza bisogno di chiedere troppo aiuto in giro anche perché non sempre si trovano le persone competenti in grado di risolvere i problemi.
Angelo - IL MAGO OLEGNA- oltre che la passione del mare e della vela ha anche una smisurata passione per la meccanica e la curiosità di un bambino (molto cresciuto) che lo portano a risolvere il 99 per cento dei problemi, dalla radio, al frigo, al motore, alla stufa, al desalinatore, partendo quasi da zero e con il coraggio di smontare tutto o quasi per capire come funziona.
Per me, che di meccanica sono sotto zero, e a volte il mio senso pratico si perde confondendo magari la destra con la sinistra, non è stato facile essere di fianco a un uomo molto esigente soprattutto con se stesso, ma ce l'ho messa tutta perché per me andare in barca a vela con annessi e connessi è una magia come sono magie quelle del MAGO O'LEGNA!!!!
E alla fine tra le tante magie mi sono ritrovata anch'io magicamente cambiata ( che quasi non mi riconosco) con un coraggio che non credevo di avere in situazioni difficili e con tante nuove passioni che sono venute fuori - come la cucina - grazie a impegno e disciplina ma anche una grande fiducia che cerco sempre di ricambiare al massimo.
Antonella
sabato 20 maggio 2017
Accessori
Puerto Montt 19 maggio 2017
Di seguito alcuni accessori necessari per navigare da queste parti ,
Di seguito alcuni accessori necessari per navigare da queste parti ,
Cesto sulla dritta con 120 mt di cima galleggiante da 16 mm, di fianco la terza ancora una CQR da 17 kg, ancora di fianco un po' nascosta, la quarta ancora una piccola CQR da 10 kg
Cesto sulla sinistra con altrettanti 120 mt di cima, piu' spezzoni vari alla bisogna.
Parabordi anche maggiorati, molto utili in andana con i pescherecci, di fianco bombola del gas da casa da 10 kg, in alto di lato allo spoiler ...non si vede molto la seconda ancora , una Forteress 23
Legati all' albero due sacchi con cadauno 100 metri di cima galleggiante
20 mt di cima con boetta (ex bidone della varecchina con sopra sacchetto giallo ) per grippiale collegato all' ancora
Segaccio da rami collegato ad un bastone da tenda da 3 metri per tagliare alghe e kelp in risalita all' ancora
Cimino da collegare al grippiale per recupero veloce dal pozzetto.
Cerate da pescatore da utilizzare per portare le cime a terra
Stivaloni alti da pescatore per portare le cime a terra
Guanti rinforzati da lavoro per raccogliere le cime
Il nostro windex ci e' stato portato via da una burrasca con sabbia a piu' di 50 nodi in patagonia Argentina. Abbiamo quindi assoldato un falco come indicatore...il lavoro non gli e' piaciuto e dopo poco ci ha mollato,
Senza falco all' albero abbiamo dovuto costruirci il windex con materiale di risulta, ha fatto il suo sporco lavoro da Puerto Williams a Puerto Montt.
martedì 16 maggio 2017
LE FOTO !! parte 2. da Puerto Aguirre a Puerto Montt.
di Antonella
Le foto che seguono arrivano fino all' ormeggio a Puerto Montt .
Da Puerto Aguirre rimanevano pochi ancoraggi rispetto a quelli fatti e arrivati nelle isole Guaitecas grazie a una successione di alte pressioni e con la buona media di miglia giornaliere, pensavamo che mancava poco.
Ma non avevamo considerato la fine della stagione, l'avvicinarsi dell'inverno e la personalità severa di Boca del Guafo e relativo Golfo di Corcovado che, come dicono i portolani, pur essendo lungo solo una ventina di miglia, non è da sottovalutare.
Anche qui dal Pacifico il fondo cala bruscamente e la corrente di marea con conseguente dislivello diventa più forte per la grande quantità di acqua che entra e esce tramite i due stretti passaggi di Boca del Guafo a Sud e Canale Chacao a Nord dell' Isola di Chiloè. Risultato, sulle coste orientali di Chiloè, Golfo di Ancud e Corcovado il dislivello tra alta e bassa marea va dai 5 ai 6 metri con conseguenti flussi di corrente da considerare nei canali tra isole e isolette.
E così ci siamo ritrovati a pochi passi dalla meta a dover rimanere fermi in ancoraggi poco protetti con una successione di brutte perturbazioni che ci ha un po avvilito.
Anche la piccola finestra che ci ha permesso di attraversare " il Golfo" si è conclusa con pioggia, vento e mare contro e con un ancoraggio scomodo che ci ha messo il morale a terra.
Inutile dire che appena il tempo si è ristabilito non ci è passato neanche per l'anticamera del cervello di fermarci a visitare i paeselli ameni e nonostante stessimo perdendo l'uso delle gambe abbiamo tirato fino a Puerto Mont. Questo sforzo ci ha regalato una magnifica giornata di navigazione a vela con vento al lasco, sole e cielo sereno che ci ha permesso di tagliare il golfo di Ancud con una tratta di 40 miglia da Isla Mapuche a Estero Chope e arrivare a 22 miglia da Puerto Montt risollevandoci il morale.
La scelta di pedalare si è rilevata vincente anche perché dal nostro arrivo si stanno succedendo una serie di basse pressioni con vento forte che ci avrebbero bloccato a lungo se ci fossimo fermati.
La difficoltà di navigare in queste acque non è data solo dall'isolamento, ma anche dalla mancanza di dati su correnti, maree e spesso anche fondali più l'imprecisione delle carte nautiche anche cilene, per cui la maggioranza di informazioni vengono oltre che dai portolani (due), anche da altre barche a vela che sono passate e che in molti casi hanno dato il nome a calette e ancoraggi. Inoltre la navigazione di una barca a vela non segue le stesse regole di quella delle navi e dei canali commerciali come per esempio il Canale Moraleda dove vento e corrente possono rendere la navigazione di un piccolo yacht difficile e quindi si scelgono canali secondari non scandagliati dove si risente meno vento e mare, facendo molta attenzione ai fondali agli scogli e alle correnti. Vedi qui la scelta di seguire i canali Perez Sur e Norte paralleli a Ovest del principale Moraleda.
Anche la scelta degli ancoraggi richiede molta attenzione perché nonostante venga indicato "protetto da tutti i venti " non bisogna mai fidarsi ciecamente e bisogna controllare il meteo, la conformazione geografica le raffiche catabatiche (Rachas) e le possibili correnti, cercando il più possibile di assicurare la barca con cime a terra ( a volte 3 o anche 4).
Sicuramente si impara tantissimo navigando in queste acque, godendo di spettacoli naturali incredibili e della vista ravvicinata di tanti animali nel loro habitat, ma bisogna stare sempre all'erta, non ci si può rilassare, e alla fine si è stanchi e si ha voglia di un po di confort.
Detto questo, il paesaggio è molto vario e già dalla fine del Canale Messier prima di entrare nel Golfo di Penas i profili delle montagne si addolciscono e la vegetazione è più rigogliosa, lasciando alti picchi e ghiacciai nella parte a Est.
Quando si arriva lungo le coste dell'isola di Chiloè, dopo il lungo isolamento , si è sorpresi dalla densità di insediamenti umani, case , villaggi , salmonere e traffico di navi, piccoli cargo e pescherecci. A Mechuque, ancorati davanti al paese sembrava di essere in mezzo a un'incrocio stradale con barche e barchine che sfrecciavano in ogni direzione.
Sorprende anche il paesaggio di colline basse e villaggi colorati con le case su palafitte e le caratteristiche chiese di legno simbolo di Chiloè dichiarate dall' Unesco patrimonio dell'umanità che ci siamo gustati navigando, senza la fatica di scendere a terra, anche perché ormeggi e ancoraggi non sono così sicuri da poter lasciare la barca e andarsene in giro.
Canal Perez Sur
Paso Estrecho
I gorghi!!!!!
Passato paso Estrecho!
Davanti a noi il Canale SKORPIO !!!!!!!
Passato anche questo !
Verso Caleta Valverde un incontro inusuale ....
Ancoraggio a Caleta Valverde
Le bacche misteriose
Le alte montagne a Est , Monte Melimoyu ?
Il passaggio delle navi sul canale principale da Caleta Valverde.
Partenza da Caleta Valverde
Golfo Corcovado in direzione di Boca Chica , Isla Canelo, l'isola che non c'è sulle carte Navionics

bassa marea a Boca Chica , le cime lasciate dai pescatori
Caleta Momia, arcobaleno dopo la tempesta di lunedi 1° maggio .

..... e quella a poppa
Caleta Momia lato Ovest
salmonera
Le colline di Chiloè
Isla di Chiloè Estero Huildad
Il pane fatto in barca
E' finito il pane comprato a Puerto Aguirre e il Mago Olegna compie uno dei suoi prodigi
( stavolta fatto accuratamente lievitare vicino alla stufa).
si riparte...
Passaggio sotto il cavo che si intravede appena segnato dai puntini nel cielo a sinistra
.... e poi l'arcobaleno
On the road again !!!!!
Estero Pindo, Isla Quehui

Si fa gasolio per l'indomani.
Al mattino alla partenza da Pindo, delfini e lobos ci vengono a salutare
Dall' Estero Pindo riprendiamo il canale Dalcahue tra Chiloè e l'isola Corcovado.
il villaggio di Dalcahue
sull'altra riva del canale Dalcahue
il villaggio di Teluen Una delle tante famose chiese di legno di Chiloè
Pellicani
arrivo a Mechuque , si ammaina la randa prima di entrare
Isla Mechuque
.... Partenza da Mechuque vista dei vulcani sulla costa Est del Golfo di Ancud

Le onde una volta tanto ci spingono
Estero Chope, Isla Puluqui, le salmonere e coltivazioni di mitili all'ingresso
Estero Chope noi all'ancora e il traghetto che manovra intorno
il dinghy del traghetto
Estero Chope, il traghetto che passa mattina e sera che va a Calbuco
Alta Marea e ...
....... Bassa Marea a Estero Chope
Calbuco, cittadina più antica di Puerto Montt.
Salmonere e allevamenti di mitili a perdita d'occhio e ovunque
.... la bellezza e...
la bruttezza
Don Arturo passa e ci saluta
Canale Tenglo, Seno Reloncavi l'ingresso a Puerto Montt.
L'immancabile leone marino
finalmente ormeggiati a pontili galleggianti con fingers!!!!!!
Le foto che seguono arrivano fino all' ormeggio a Puerto Montt .
Da Puerto Aguirre rimanevano pochi ancoraggi rispetto a quelli fatti e arrivati nelle isole Guaitecas grazie a una successione di alte pressioni e con la buona media di miglia giornaliere, pensavamo che mancava poco.
Ma non avevamo considerato la fine della stagione, l'avvicinarsi dell'inverno e la personalità severa di Boca del Guafo e relativo Golfo di Corcovado che, come dicono i portolani, pur essendo lungo solo una ventina di miglia, non è da sottovalutare.
Anche qui dal Pacifico il fondo cala bruscamente e la corrente di marea con conseguente dislivello diventa più forte per la grande quantità di acqua che entra e esce tramite i due stretti passaggi di Boca del Guafo a Sud e Canale Chacao a Nord dell' Isola di Chiloè. Risultato, sulle coste orientali di Chiloè, Golfo di Ancud e Corcovado il dislivello tra alta e bassa marea va dai 5 ai 6 metri con conseguenti flussi di corrente da considerare nei canali tra isole e isolette.
E così ci siamo ritrovati a pochi passi dalla meta a dover rimanere fermi in ancoraggi poco protetti con una successione di brutte perturbazioni che ci ha un po avvilito.
Anche la piccola finestra che ci ha permesso di attraversare " il Golfo" si è conclusa con pioggia, vento e mare contro e con un ancoraggio scomodo che ci ha messo il morale a terra.
Inutile dire che appena il tempo si è ristabilito non ci è passato neanche per l'anticamera del cervello di fermarci a visitare i paeselli ameni e nonostante stessimo perdendo l'uso delle gambe abbiamo tirato fino a Puerto Mont. Questo sforzo ci ha regalato una magnifica giornata di navigazione a vela con vento al lasco, sole e cielo sereno che ci ha permesso di tagliare il golfo di Ancud con una tratta di 40 miglia da Isla Mapuche a Estero Chope e arrivare a 22 miglia da Puerto Montt risollevandoci il morale.
La scelta di pedalare si è rilevata vincente anche perché dal nostro arrivo si stanno succedendo una serie di basse pressioni con vento forte che ci avrebbero bloccato a lungo se ci fossimo fermati.
La difficoltà di navigare in queste acque non è data solo dall'isolamento, ma anche dalla mancanza di dati su correnti, maree e spesso anche fondali più l'imprecisione delle carte nautiche anche cilene, per cui la maggioranza di informazioni vengono oltre che dai portolani (due), anche da altre barche a vela che sono passate e che in molti casi hanno dato il nome a calette e ancoraggi. Inoltre la navigazione di una barca a vela non segue le stesse regole di quella delle navi e dei canali commerciali come per esempio il Canale Moraleda dove vento e corrente possono rendere la navigazione di un piccolo yacht difficile e quindi si scelgono canali secondari non scandagliati dove si risente meno vento e mare, facendo molta attenzione ai fondali agli scogli e alle correnti. Vedi qui la scelta di seguire i canali Perez Sur e Norte paralleli a Ovest del principale Moraleda.
Anche la scelta degli ancoraggi richiede molta attenzione perché nonostante venga indicato "protetto da tutti i venti " non bisogna mai fidarsi ciecamente e bisogna controllare il meteo, la conformazione geografica le raffiche catabatiche (Rachas) e le possibili correnti, cercando il più possibile di assicurare la barca con cime a terra ( a volte 3 o anche 4).
Sicuramente si impara tantissimo navigando in queste acque, godendo di spettacoli naturali incredibili e della vista ravvicinata di tanti animali nel loro habitat, ma bisogna stare sempre all'erta, non ci si può rilassare, e alla fine si è stanchi e si ha voglia di un po di confort.
Detto questo, il paesaggio è molto vario e già dalla fine del Canale Messier prima di entrare nel Golfo di Penas i profili delle montagne si addolciscono e la vegetazione è più rigogliosa, lasciando alti picchi e ghiacciai nella parte a Est.
Quando si arriva lungo le coste dell'isola di Chiloè, dopo il lungo isolamento , si è sorpresi dalla densità di insediamenti umani, case , villaggi , salmonere e traffico di navi, piccoli cargo e pescherecci. A Mechuque, ancorati davanti al paese sembrava di essere in mezzo a un'incrocio stradale con barche e barchine che sfrecciavano in ogni direzione.
Sorprende anche il paesaggio di colline basse e villaggi colorati con le case su palafitte e le caratteristiche chiese di legno simbolo di Chiloè dichiarate dall' Unesco patrimonio dell'umanità che ci siamo gustati navigando, senza la fatica di scendere a terra, anche perché ormeggi e ancoraggi non sono così sicuri da poter lasciare la barca e andarsene in giro.
Canal Perez Sur
Paso Estrecho
I gorghi!!!!!
Passato paso Estrecho!
Davanti a noi il Canale SKORPIO !!!!!!!
Passato anche questo !
Verso Caleta Valverde un incontro inusuale ....
Ancoraggio a Caleta Valverde
Le bacche misteriose
Le alte montagne a Est , Monte Melimoyu ?
Il passaggio delle navi sul canale principale da Caleta Valverde.
Partenza da Caleta Valverde
Iniziano a vedersi sempre più salmonere ad ogni angolo
Puerto Melinka
Golfo Corcovado in direzione di Boca Chica , Isla Canelo, l'isola che non c'è sulle carte Navionics
Sempre l'isola che non c'è....
Boca Chica , la punta - che dovrebbe proteggere dal mare- con su la piccola Cappella e il cimitero con le spoglie dei naufraghi e del piccolo Augustin Manado la cui anima protegge i pescatori....
finalmente riesco a fotografare un cormorano abbastanza da vicino prima che si immerga.
bassa marea a Boca Chica , le cime lasciate dai pescatori
Caleta Momia, arcobaleno dopo la tempesta di lunedi 1° maggio .
un giorno di tregua a Caleta Momia , si intravede la cima legata a prua
..... e quella a poppa
Caleta Momia lato Ovest
4 maggio
ho rimesso questa foto perchè è l'unica fatta durante l'attraversamento del Golfo di Corcovado nell'ultimo tratto quando abbiamo dovuto bordeggiare sotto la pioggia.
Un po' per lo sballottamento e un po per la tensione non avevo voglia di fare foto.
L'unica cosa eccezionale di quel momento duro, un branco di delfini che saltavano in modo acrobatico contro le onde, un vero spettacolo, ma eravamo troppo impegnati con il timone e la rotta per riuscire a fotografarli.
CHILOE' e dintorni
salmonera
Le colline di Chiloè
Isla di Chiloè Estero Huildad
Il pane fatto in barca
E' finito il pane comprato a Puerto Aguirre e il Mago Olegna compie uno dei suoi prodigi
( stavolta fatto accuratamente lievitare vicino alla stufa).
si riparte...
i pinguini sono anche qua!
Passaggio sotto il cavo che si intravede appena segnato dai puntini nel cielo a sinistra
nuvole e temporali di passaggio
.... e poi l'arcobaleno
On the road again !!!!!
Estero Pindo, Isla Quehui
Si fa gasolio per l'indomani.
la luna a Estero Pindo
Al mattino alla partenza da Pindo, delfini e lobos ci vengono a salutare
Dall' Estero Pindo riprendiamo il canale Dalcahue tra Chiloè e l'isola Corcovado.
il villaggio di Dalcahue
sull'altra riva del canale Dalcahue
il villaggio di Teluen Una delle tante famose chiese di legno di Chiloè
Pellicani
arrivo a Mechuque , si ammaina la randa prima di entrare
Isla Mechuque
9 maggio da Mechuque a Chope, una giornata magnifica con sole e vento al lasco !!
Le onde una volta tanto ci spingono
Estero Chope, Isla Puluqui, le salmonere e coltivazioni di mitili all'ingresso
arrivo all'ancoraggio
Estero Chope noi all'ancora e il traghetto che manovra intorno
il dinghy del traghetto
Estero Chope, il traghetto che passa mattina e sera che va a Calbuco
Alta Marea e ...
....... Bassa Marea a Estero Chope
Calbuco, cittadina più antica di Puerto Montt.
Salmonere e allevamenti di mitili a perdita d'occhio e ovunque
Passo Teutil, le onde alte del basso fondale, tutto intorno il mare è un olio.
.... la bellezza e...
la bruttezza
Don Arturo passa e ci saluta
Canale Tenglo, Seno Reloncavi l'ingresso a Puerto Montt.
finalmente ormeggiati a pontili galleggianti con fingers!!!!!!
La sede del Club Deportes Nauticos Reloncavi
Chimango, piccolo rapace molto comune in queste regioni
Al mercato di Puerto Montt vendevano queste bacche che avevamo visto a Caleta Valverde ma non sapevamo che erano commestibili . Le chiamano Murta.
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