domenica 9 dicembre 2018

Barca a vela e cinema Europeo: Styx e Woman at war.

 di Antonella

Tra le varie comodità della vita terrestre c'è la possibilità di andare al cinema. Nel caso specifico Stranizza Sailing Team ha agito in modo simultaneo, uno sentendo la notizia e l’altro trovando su Facebook il luogo e la data di proiezione a Malta.
Ci siamo incuriositi inizialmente per il primo film “Styx “ ambientato principalmente su una barca a vela e girato a Malta.
La proiezione gratuita, a Malta, era a cura dell’Ufficio del Parlamento Europeo che ha una sua pagina su Facebook 

Era necessario prenotare sul sito internet degli eventi culturali e quando siamo arrivati nella imponente sede ricavata dalla fortezza  del St. James Cavalier  ci hanno offerto salatini e frizzantino!!!

“Styx” fa parte della selezione di tre film del concorso Lux Film Prize istituito nel 2007 dal Parlamento Europeo per “far luce” sulle tematiche dell’Europa.
La regia è di Wolfgang Fisher , l’attrice protagonista è Susanne Wolff.
La storia:
Rike – la protagonista – è un medico del pronto soccorso che attratta dal libro di Darwin “ La creazione del Paradiso: Darwin sull’Isola di Ascensione” sull’esperimento riuscito di riforestazione dell’isola  in mezzo all’Atlantico, parte sola da Gibilterra sulla sua barca a vela Asa Gray, dal  nome di un botanico Americano fervente ammiratore di Darwin.
Il suo sogno di raggiungere il piccolo paradiso artificiale è interrotto da una violenta tempesta dopo la quale avvista un vecchio  peschereccio sovraccarico di migranti che chiedono aiuto. Dopo aver cercato invano di mettersi in contatto via radio con il relitto contatta la guardia costiera che risponde con molto ritardo che le consiglia di allontanarsi. Ma lei è combattuta e sopraffatta  dal senso del dovere come medico di salvare le vite umane pur esendo consapevole che non può fare molto se non insistere nel chiamare aiuto, fino a che non accoglie un ragazzino a bordo.

La fotografia è bellissima, le inquadrature pulite ed essenziali, (a parte il fatto che non si spiega come potesse navigare di bolina con mura a sinistra pur andando verso il sud Atlantico ) la narrazione colpisce emotivamente per l’impossibilità di salvare le vite  e di poter dare un aiuto a quei disperati, l’indifferenza delle navi commerciali che potrebbero dare aiuto.
Il film ha per questo un taglio espressionista con forti contrasti  e moltissime referenze e significati. In primo luogo il titolo Styx fa riferimento alla mitologia greca, lo Stige il fiume che scorre nell’oltretomba che divide il reame dei vivi a quello dei morti. La ricerca del paradiso sia per Rike che per i migranti, e il contrasto tra i due mondi, l’ Europa del benessere e la lotta per la vita dei naufraghi. Lo scopo del regista è quello di metterci davanti alla domanda: è normale che noi viviamo in modo confortevole quando altri  lottano per sopravvivere e muoiono in condizioni disperate?
E in secondo luogo, il singolo può fare ben poco quando chi ha i mezzi per poter fare qualcosa non lo fa.

Detto questo noi come Stranizza Sailing team abbiamo sviluppato le nostre  riflessioni. Sappiamo che se dovessimo incontrare una barca di migranti non possiamo certo pensare di salvarli perché comporterebbe  mettere a rischio la nostra sicurezza ma questa è la realtà non un film che vuole mostrare un problema.
In ultima analisi il film è molto bello e fatto bene ma lascia con un certo senso di angoscia e con l’amaro in bocca.

Per risollevarci il morale e non solo con il frizzantino, abbiamo deciso di rimanere anche alla proiezione del film che ha avuto il primo premio.
“Woman at war” (Donna in Guerra) che ci ha attirato perchè ambientato in Islanda.
Questo film è veramente bello e vale veramente il primo premio.
Il regista islandese é Benedikt Erlingsson, il tema è ecologico.
La protagonista Halla è un’insegnante di musica  sulla cinquantina che ha una doppia vita come “guerrigliera ecologica” e sabotatrice di una fabbrica di alluminio ad alto rischio di inquinamento e nello stesso tempo cerca di creare consapevolezza rispetto al problema senza grossi risultati perchè la fabbrica da lavoro a molte persone ed è un pilone dell’economia.
Il contrasto, giocato con humour è tra la purezza e l’iniziativa di Halla e le macchinazioni della politica che l’accusano di violenza e di agire contro la democrazia.  La fotografia e le immagini dell’Islanda sono bellissime.
Il titolo del film tradotto in italiano è “ La donna elettrica”. 

https://www.cinematografo.it/recensioni/woman-at-war/


























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