mercoledì 12 luglio 2017

Costruzione Jordan serie drougue cones


Normalmente vengono chiamate drogue le ancore galleggianti immerse a poppa per facilitare l’allineamento della poppa alle onde e impedirne il ribaltamento , pur la barca navigando a velocita’ ridotta.
Per ancora galleggiante si intende normalmente , l’ancora galleggiante che viene immersa a prua per tenere l’allineamento della prua al mare, immobilizzando la barca .
Per le drogue ci sono naturalmenete due grandi scuole di pensiero, chi la considera come la propria assicurazione sulla vita e non esiterebbe a utilizzarla quando se ne richiede l’utilizzo.
Chi invece non la utilizerebbe sotto nessuna condizione o circostanza.
Noi apparteniamo alla prima scuola...nel senso che ora l’abbiamo e alla disperata e se non rimane altro da provare, la utilizzeremo , come riferimento abbiamo una amica tedesca che dopo che ha partecipato attivamente alla costruzione della sua barca di 40 piedi di allumnio ha cominciato a scorrazzare a destra e a manca del globo macinando migliaia e migliaia di miglia anche ad alte latitudini , e ha utilizzato le Jordan Drogue diverse volte e ne e’ ben contenta.Questo il link del suo secondo giro http://services.wlw.winlink.org/maps/positionreports.aspx?callsign=N1QFE , come primo si era fatta dalle Canarie diretta alla Nuova Zelanda senza scalo.
C’e’ da dire che i molti che non la utilizerebbero normalmente sono  grandi e pesanti barche,infatti a proposito su youtube c'e' un video di "Pelagic" con Skip Novak dove pur essendo andato a Cape Horn per fare un test sulle Jordan per Yachting World , si rifiuta di metterle fuori bordo perche' a sua detta troppo pericolose , va' anche detto che "Pelagic" incontrato a Puerto Williams a dicembre 2016, e' veramente un carro armato che non ha paura di niente , facendo normalmente charter tra l'Antartide e la South Georgia, mentre le Jordan Drogue furono studiate principalmente per barche piccole fino a 45 piedi.
La Jordan serie drogue nasce da uno studio e un rapporto fatto dalla Coast Guard Americana nel 1987.
Dopo la regata del Fastnet del 1979 tutto il mondo rimase impressionatao dalla fragilita’ e la facilita’ di capottamento di piccoli yacht, si comincio’ quindi a studiare il problema , e come cercare di risolverlo.
I vari test in vasca che vennero fatti dalla Guard Costa americana http://www.sailrite.com/PDF/DrogueReport.pdf   indirizzavano all’uso di una drogue molto lunga con una serie di coni al traino , in maniera da avere sempre almeno qualche cono immerso a fare resistenza.
Per evitare di avere un unica drogue a rimorchio che se per qualche motivo collassasse ecco perdere tutta l’efficacia del traino.Cosa questa fatta rilevare anche nel test fatto recentemente da Yachting World https://www.youtube.com/watch?v=t4l3CbgUCU8   mettendo a confronto 7 drougue (anche se si tratta di un test fatto in mare forza olio)
La Jordan serie cones viene commercializzata da www.jordanseriesdrogue.com/  con costi molto al di sopra dei mille euro (dipende dal numero di coni).
C’e’ poi la http://www.sailrite.com/Series-Drogue-Cone-Kit-100-Cones che ne commercializza il kit fai da te’, si comprano i coni gia’ tagliati, le fetucce , il bioadesivo ecc.. ci si arma di pazienza e si cuciono i 100 e passa coni. Qui il video per la autocostruzione https://www.youtube.com/watch?v=L23MdzCbx2Y    
Io per curiosita’ e...perche’ no anche per risparmiare un po’ , sono partito da zero, comprato 5 metri di dacron da 4 once, ritagliato a mano i 100 e passa coni, acquistato la fetuccia e con tanta pazienza me li sono cuciti tutti.
Costo finale : 50 euro di dacron, 175 euro di fetuccia , 12 euro di stagnatore cinese per tagliare la fetuccia , totale 237 euro, a cui naturalmente andra’ aggiunta la lunga cima del 15 per collegare insieme i coni.
Come macchina da cucire abbiamo una Toyota Jet Black, che si colloca nella parte alta di macchine da cucire per casa, quindi non professionale ,sono riuscito a cucirli con il filo del 40, avrei voluto trovare del 46 e magari del 69, ma la scelta era tra il 40 e il 92..che provato  faceva pero' una gran fatica e si incastrava spesso, alla fine ho usato il 40 con sembra buoni risultati.
Il tempo , non l’ho calcolato, ma stimo in 4/5 giorni ad un paio di ore al giorno, ma per me e’ stato un divertimento , che mi ha permesso di imparare ad utilizzare la macchina da cucire mai usata prima in vita mia.
Quando torneremo alla barca al momento in Cile, colleghero' i coni alla cima e la stivero’ in una borsa , pronta alla bisogna.
Per la cronaca a bordo abbiamo  gia’una drogue della Sea Brake, e un ancora galleggiante da prua , per fortuna ancora inutilizzate, speriamo che la nuova aggiunta alla famiglia rimanga per gli anni a venire comodamente stivata nel suo sacco.

BV Angelo




Disegno i coni sul dacron con una dima in cartone




Taglio al "laser" ...a mano.






Taglio delle fetucce con lo stagnatore cinese



Prima si studia il manuale, e poi si cuce.



Il primo cono con fetucce


Il primo cono completo


I 113 coni pronti da essere inseriti nella cima.

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