venerdì 23 luglio 2021

In Asturia

 

In Asturia

 20 luglio 2021

 Da Viveiro a Ribadeo 30 nm

 By Angelo

 Il meteo e’ una schifezza e ci ritroviamo con cielo grigio, una leggera foschia e zero vento.

Si smotora, a circa 1600 rpm per cercare di preservare il nostro vecchio Perkins con ormai 6900 ore e invertitore riparato dal sottoscritto.Arriviamo a Ribadeo dove eravamo gia’ passati 21 anni fa’, i ricordi che avevamo erano un po’ diversi dalla realta’, allora era’ un marina super ballonato tante’ che non c’era posto e ci mettemmo in andana con altre due barche nel molo.Questa volta, posto c’e’ ne e’ in abbondanza , prima di passare sotto al ponte di 30 metri dichiarato dalle carte, ma chissa’ perche’ quando ci si passa sotto sembra sempre piu basso, chiamiamo sul 9 il marina, ci rispondono che ci stanno aspettando sul pontile, da un po’ di tempo a questa parte Antonella ha preso la bella iniziativa di contattare preventivamente i vari marina via telefono e di arrangiare gia’ l’arrivo.E’ una cosa che andrebbe fatta ma non lo avevamo mai fatto, Antonella si diverte tantissimo a svuicciare tra una lingua e l’altra , e intanto fa’ pratica.

Ormeggiamo e paghiamo subito, perche’ la mattina dopo ci aspetta una tappa da 50 miglia …ancora senza vento e ci alzeremo presto..

E’ un club nautico molto attivo, sia con i giovani che con una classe di barche in legno a vela latina costruite in un cantiere del posto, ci dicono che ce ne sono circa 200 , noi ne vediamo una trentina in un pontile dedicato da dove partiranno ad agosto per darsi battaglia in varie regate

Ci facciamo poi due passi nel paesello abbarbicato, nella via dello struscio ci mangiamo delle crocchette di marisco buoooonissime , poi a letto presto.

 

 21 luglio 2021

 Da Ribadeo a Aviles 50 nm

Parlando con diversi francesi , disdegnano Aviles per via che e’ in entrata un gran porto commerciale e proprio in fondo c’e’ il marina che sul web sembra una roba da signori , ma in realta’ e’ una cosa molto semplice e grezza.

A noi onestamente piacciono molto i grandi porti commerciali e la maniera in cui sono organizzati, e a dir la verita’ ci piacciono molto anche i marina semplici e grezzi, col grande vantaggio che fanno anche  pagare poco…18 euro per notte, contro i 30 , 33 degli altri piu’ blasonati.

Anche qui Antonella fa’ due chiacchiere al telefono col tipo del marina che le dice gia’ su che numero di pontile mettersi , e le invia via SMS , i codici di entrata della porta al pontile e delle docce …che scopriremo all’arrivo essere a circa un chilometro di distanza inserite in una casetta nella zona dei pescatori di altura, sig !!!

A circa un miglio dall’entrata del lungo canale del porto ci sentiamo chiamare in radio grazie all’AIS e Aviles Control ci informa di rimanere fuori in stand by perche’ una grossa nave sta’ uscendo dal porto, e di rimanere sul canale 10 che ci informeranno quando potremo entrare.

Seguiamo la nave con l’AIS, e appena uscita dal verde e dal rosso, ci richiama il controller e ci avvisa che possiamo entrare tenendo pero’ la sinistra , seguendo le varie mede rosse che delimitano il canale perche’ c’e’ in uscita un'altra nave anche se piu’ piccola .

Incrociamo la nave seguita per sicurezza dal rimorchiatore, e che rimorchiatore oceanico …enorme ,facciamo il curvone e ci dirigiamo verso il fondo del porto passando l’ormeggio dei pescherecci d’altura.

Arriviamo al pontile 11, un sacco di spazio e ormeggiamo in un finger lungo almeno 20 metri, dall’altra parte del finger una vecchia barca IOR anni 90 lunga una ventina di metri  da regata che partecipo’ ai suoi tempi all’Admiral Cup, barche da minimo 6 manzi e muovere i coffe grinder alla velocita’ della luce.Parlando col tipo a bordo dice che l’hanno portata giu’ dall’Inghilterra solo in tre, usando solo le vele di prua e mai issando l’enorme randa che oltretutto non ha neanche i terzaroli, ma non deve essere stato a piece of cake.

E’ il primo marina dove non vediamo francesi, forse si fanno un passaparola per i marina dove andare e dove no.

Naturalmente gliela diamo su ad andarci a fare la doccia nella zona pescherecci, preoccupati di trovare ancora grasso di balena spiattellato sui muri, ci facciamo una bella doccia in barca che e’ un piacere, du fili e a letto stanchi, anche smotorare stanca.

L’indomani mattina partiamo con slancio per andare al vicino distributore con due taniche di gasolio col  nostro carrettino pieghevole, arriviamo , proviamo la pistola del gasolio, nulla..arriva l’inserviente “abbiamo il PC in palla, non funziona nulla”. Ok proviamo il distributore dei pescatori a circa 500 metri, l’addetto abituato a riempire taniche da millanta litri sui grossi pescherecci di altura ci guarda un po’ con commiserazione alle nostre due tanichelle. Alla fine scappa con “aspettate , basta che non avete fretta”, nel frattempo gli arriva anche il camion cisterna per scaricare il gasolio, quindi tutti fermi e chissa quando se ne parla di riempire le tanichelle.

Sbircio il primo distributore e vedo che ora servono le macchine, evidentemente il computer si e’ sistemato, riusciamo finalmente a riempire le due tanichelle, tornare in barca e andarci a fare due passi nel centro storico di Aviles che abbbiamo molto apprezzato , grazie anche alla previa preparazione dell’ attasche’ culturale …leggi Antonella.

Nel pomeriggio abbiamo poi conosciuto una coppia giovane che sono arrivati e ormeggiati proprio davanti a noi con un Ovni 365.

Barca che sembra uguale alla nostra ma con un 50 cm in piu’ in lunghezza e 15 cm in piu’ in larghezza sembra ed e’ piu’ grande della nostra, ci sentiamo un po’ come Calimero , sempre i piu’ piccoli, ma ci rifaciamo poi pensando alle piccole grandi cose che il 345 ha in piu’ delle altre barche della gamma, vedi il piu’ grande bagno, il letto che si puo’ aprire in dinette permettendoci di dormire nelle lunghe e tutte le varie trasformazioni che l’hanno resa una vera barca d’altura.

Anche domani riposo…per fortuna sembra che nella barca funzioni tutto, a parte una piccola perdita di olio dell’invertitore che non riesco a capire da dove.

Ci prepariamo per attraversare Biscaglia con partenza domenica mattina subito dopo il passaggio di una perturbazione con venti a 27/30 nodi, i modelli piano piano si mettono d’accordo e sembra che questa volta si vada.

 Bv Angelo


Le barche a vela latina di Ribadeo

Il lungo porto di Aviles con il marina proprio al fondo





Il mega rimorchiatore di Aviles



Il marina piccolo ma onesto di Aviles



Stranizza in fondo al pontile nascosta dalla barca da regata anni 90


Situazione meteo al 24 luglio




Situazione meteo al 25 luglio





 



martedì 20 luglio 2021

In Galizia

 

18 luglio2021

 

By Angelo

 

Abbiamo aggiustato tutto quello che c’era da aggiustare e anche di piu’, svuotato completamente il serbatoio del gasolio e pulito con scottex, grazie alla dritta di una amico diver ci siamo fatti assemblare un tubo con pistola ad aria da poter collegare al regolatore della bombola d’aria e con quella decina di atmosfere abbiamo soffiato e pulito tutte le linee del gasolio, sostituito ancora il filtro primario e ripulito il prefiltro, insomma una giornata eterna di lavoro.

Approfittando poi della calma piatta abbiamo deciso di andare a fare la calibrazione seatrail dell’autopilota e del cartografico, calibrazione che era anni che dicevamo voler fare ma non ne trovevavmo mail il tempo o le condizioni ideali.

Dopo il giro di 360 gradi si e’ calibrato con 8 gradi di differenza, poi abbiamo provato a fare un breve percorso e tutto funziona a meraviglia, il cartografico con i suoi 21 anni sul groppone ora funziona a meraviglia.

L’idea era dopo aver aggiustato tutto di prepararsi per traversare Biscaglia dalla Coruna a Lorient, il meteo in quest’area e’ complicato, o c’e’ poco vento o entrano basse a 30, 35 nodi, e noi onestamente siamo un po’ stanchi di prenderci delle mazzate.Ci passiamo un paio di giorni attaccati a tutti i vari modelli possibili e immaginabili, ma rimane complicato, i modelli si allineano solo il giorno prima e mai completamente .

I nostri vicini di barca sono lei tedesca del Baltico e lui australiano , velaio e professionista velico che partecipa a regate importanti , devono riportare la barca nel baltico, ma anche loro non ne vengono fuori con le previsioni.

Alla fine ci stufiamo, di stare sempre incollati ai PC , e decidiamo di muoverci verso est e di goderci un po’ la Galizia , poi se il meteo si aggiusta traverseremo.

Partiamo il 18 dalla Coruna destinazione la baia di Cedeira a 24 miglia  in 43 43.39 N  008 03.49 W, la giornata come le due precedenti e’ con cielo azzurro e sole , ci si aspetta poco vento , ma va’ bene cosi’.

Appena usciti dal frangiflutti, stranamente troviamo una bella brezza da NW, issiamo randa e apriamo completamente genoa a 150 % e via di bolina stretta, una meraviglia, il mare e’ calmo, peccato che dopo un oretta cala una nebbia fittissima pur continuando a soffiare.inizialmente siamo preoccupati, non si vede una mazza e filiamo a 5 nodi, con l’AIS vediamo alcune barche intorno, ma e’ domenica e ci sono un sacco di barchini fuori senza AIS.Siamo indecisi se fermarci in una baia nel golfo di Ferol, ma non ne abbiamo voglia, decidiamo di continuare facendo una guardia accurata , anche se la visibilita’ e’ davvero poca.

Ci da’ vento fino alla punta Chanco, poi rimane solo la nebbia, via a motore, nel frattempo arrivano gli avvisi da Finister Traffic e Marine Coruna, ma ormai ci siamo nel mezzo.

Puo’ sembrare strano ma ci piace anche cosi’ con la nebbia tutto assume una colorazione diversa e sembra di essere in un mare di bambagia.

Atterriamo col cartografico, si vedono solo le parti basse delle montagne circostanti.

La baia di Cedeira e’ enorme e ben riparata praticamente da tutti i lati, poche barche all’ancora, un sacco di spazio intorno e anche se la marea e’ di 3,5 metri si sta’ comodi .

Il fondo e’ sabbioso e la Rocna prende bene, in 4 metri giu’ con 12 metri di catena, stendiamo la catena facciamo prendere l’ancora e poi tirotto per confermare, poi giu’ un altra quindicina di metri di catena per dare 5 calumi in alta marea.

E’ tutto super tranquillo , non tira una bava e la catena se ne sta’ a piombo, scramble eggs con pancetta in pozzetto e a letto presto.

 

19 luglio

Ci alziamo con calma , la nebbia si e’ sollevata un po’ ma rimane ancora a mezz’.

aria, vento zero, ci facciamo 30 miglia a motore, sempre con una foschia a tratti, in giro un sacco di barche a vela francesi, a poche miglia dall’arrivo ci sorpassa un Nauticat 44 , grazie ai suoi 75 cv fila a quasi 8 nodi , e quando arriviamo lui e’ gia’ bello che sistemato, una coppia di anzianotti che non fanno mistero di muoversi solo con tempo dichiarato praticamente sempre e solo a motore, beh la barca glielo permette. Sono gentilissimi e ci prestano il portolano del nord della Spagna per fotografarlo , noi ne siamo sprovvisti perche’ non era nei nostri piani fermarci alla Coruna , ma Stranizza alla fine decise sempre lei dove fermarsi .

Alle 17,30 entriamo nel marina di Viveiro 43 40.0617 N     007 35.6803 W  , ci aspettano due del marina sul pontile, fatte le pratiche ci facciamo una birra buonissima al baretto accanto, stiamo cominciando a goderci un po' questa vacanza.


All'incrocio con l'elicottero del SAR spagnolo


Ci passa sopra nella nebbia








La baia di Cedeira, poche barche in un clima novembrino





Molti scogli vicino a costa, la nebbia non aiuta.



Arrivo con finalmente un po' di solino a Viveiro

 

 

 

 

 

domenica 11 luglio 2021

Traversata dalle Azzorre alla Bretagna con pit stop alla Coruna

 2 luglio 2021

 Traversata dalle Azzorre alla Bretagna con pit stop alla Corugna.

 Il mese migliore per questa traversata e’ luglio, perche’ …in teoria le perturbazioni non dovrebbero essere cosi’ violente come gli altri mesi, di fatto i fatti hanno dimostrato il contrario.

Per salire verso nord, l’unica alternativa dalle Azzorre e’ cercare di accodarsi a qualche bassa pressione con direzione nord.

Naturalmente non avendo una barca planante il giochetto funziona per un paio di giorni, poi la bassa pressione prosegue e noi si rimane indietro come paperelle.

Monitorando vediamo un sistema di basse , tre in fila che si incanala da SW per NE.

Decidiamo la partenza per il 2 luglio, tempo di salutare gli amici , sistemare la casa , cambusa e le altre mille cose che servono per lasciare anche se pur momentaneamente il sicuro suolo per una situazione flottante.

Partiamo in una bella giornata di sole , ma tra le isole il vento e’ sempre un incognita, si va’ a motore passando dalla parte NW di Sao George, va’ comunque bene cosi’ vista la lunga navigazione che ci aspetta e visto il nostro fuori allenamento , va bene prendersela con comodo.

Durante la notte arriva l’agognato vento da sud, prima da ovest per poi muoversi da sud ovest, procediamo con randa e genoa al lasco , quando gira da SW e quindi in poppa piena , ammainiamo randa e tangoniamo il genoa.

Proviamo il nuovo ,( si fa’ per dire, trovato usato da un amico ) whisker pole telescopico.

Gia’ armarlo non e’ cosa semplice, lo si appoggia sul pulpito di prua, si collegano il braccio e il caricabasso e si inserisce la scotta del genoa nella parte telescopica che deve estendersi.

Mica cosa facile stare in equilibrio a estrema prua cercando di estendere i 6 e rotti metri del whisker comunque dopo diversi tentativi , e diversi quasi uomo a mare , riesco ad estenderlo mentre Antonella dal pozzetto segue la manovra con le tre cime.

Apriamo completamente il genoa , ma ci accorgiamo praticamente subito che e’ un accrocco, o almeno fatto per i venti leggeri della domenica, le due parti  estese flettono pericolosamente , ed abbiamo solo una 15 di nodi di reale al momento, non riusciamo ad immaginarci come una struttura cosi’ debole possa sopportare venti a 25/30 nodi.

Non ci piace per nulla e anche se lo abbiamo pagato davvero poco e’ una ciofeca di cui ci libereremo quanto prima.

Rismontiamo tutto l’ambaradam , altri passi da circo Togni , e rimontiamo il nostro inossidabile tangone da spi infilato tra le sartie basse e le alte , a 90 gradi con l’albero.

Finalmente riapriamo il genoa e siamo in assetto da battaglia, ci aspettiamo la parte bassa di una brutta perturbazione che come sapremo poi colpira’ la Bretagna con venti a 70 nodi e facendo evacuare un paio di barche con l’elicottero.

Cominciamo pedalare e le media sono sulle 120 miglia nelle 24 ore , buone per la nostra barchita .

Ancora tra le isole di La Graziosa e Tercera comincia la lunga serie di problemi tecnici.

Il nostro sistema di navigazione si basa su due mini PC o chiamati anche PC industriali , poco piu’ di due scatoline collegati ad un unico display , che sarebbe poi una piccola TV da camper a 12 volt che ha la possibilita’ di diverse entrate video.

Cosi con un unico display con il telecomando possiamo cambiare a piacimento la source da dove proviene la traccia video . Su un PC ci teniamo OpenCpn interfacciato all’AIS , e quindi utilizza i dati del GPS dell’AIS  piu’ l’interfacciamento con la radio SSB , nell’altro sempre con OpenCpn e lo utilizziamo per il track dell’autopilota attraverso un collegamento NMea  e utilizza il vecchio GPS Raymarine gia’ presente in barca da 21 anni.

In questa maniera abbiamo due sistemi paralleli con cartografici sempre sotto 2 diversi GPS.

Mentre veleggiamo tranquilli tra le isole ci guardiamo intorno con l’AIS per vedere il movimento di migrazione verso nord, vediamo a 4 miglia di poppa una barca a vela francese, riguardiamo lo schermo dopo una mezz’oretta e la barca non si vede piu’…ohh sh..t .

Rifaccio il set up del pc, accendo e spengo un paio di volte , ma la barca non torna, per fortuna ci eravamo scritti il nome e lo chiamiamo col VHF, ci dice che non ci vede piu’ neanche lui, siamo spariti ,PANICO.

Se si e’ scassato l’AIS siamo messi male, e’ inpensabile di fare una traversata simile con l’incontro di centinaia di navi senza AIS , avessimo magari un radar di tipo Marpa , ma ne abbiamo uno ventennale che da’ i bersagli come i primi PC col giochino del tennis.

Siamo super preoccupati, non e’ che tra le isole si possa trovare un AIS trasponder sullo scaffale, visto che comunque abbiamo segnale sul telefono cominciamo a fare qualche telefonata.

A Tercera non hanno neppure un tecnico elettronico, contattiamo il nostro amico Duarte di Sao Miguel titolare di una compagnia di charter alle Azzorre e gli chiediamo le varie possibilita’.Ne viene fuori che o bisogna tornare a Horta gia’ 30 miglia di poppa o andare a Sao Miguel a circa 120 miglia a dritta.

Comincio a pistolare con i vari PC, quello dell’AIS e il vecchio mini pc che abbiamo dal 2013 , lo avevamo sostituito ma poi riesumato pensando che ancora se la cavasse, ma evidentemente cosi’ non e’, e tira definitivamente le cuoia RIP.

Spostiamo l’AIS sul nuovo mini pc e finalmente tornano i bersagli intorno a noi, abbiamo con noi i nostri rispettivi PC , colleghiamo quindi uno di questi a gestire l’autopilota con qualche difficolta’, perche i driver per windows 10 per la presa seriale a USB danno di matto ma alla fine in qualche maniera ce la caviamo.

Alla partenza avevamo pensato di utilizzare Predictwind attraverso la radio SSB, purtroppo per fare questo abbiamo dovuto fare anche l’abbonamento a Sailmail , perche’ Winlink non supporta piu’ email commerciali.

Provato il tutto a casa vie telnet e funziona tutto molto bene, provato in barca via radio, ma nel marina la propagazione faceva davvero schifo.

La prima sera in barca provo a chiedere un bollettino via Predictwind via Sailmail , mentre con la radio e Winlink le comunicazioni vanno veloci , con Sailmail nell’emisfero nord sono una schifezza, noi abituati nell’emisfero sud dove lo usavamo abbondantemente con  Rx/Tx anche a 10000 byte/min , ora si riesce a malapena ad avere 2000 byt/min e per quanto Predictwind divida la richiesta in tre files , sono sempre pesanti per una connessione radio.

Insomma la prima notte si e’ incartato Sailamail e non riuscivamo piu’ a scaricare i tre file che facevano quindi da tappo.

Il motivo di avere Predictwind e’ di avere un modello in piu’ di previsione che non solo il GFS scaricato senza problemi da Winlink.

Intanto che strolghiamo come risolvere la questione tutto il 3 luglio filiamo sotto genoa tangonato come dei treni e usando le previsioni scaricate prima della partenza comparate con quelle GFS scaricate senza problemi.

Il 4 luglio continuiamo a pedalare sempre sotto genoa tangonato e ci prepariamo alla notte misera che ci aspetta con venti sostenuti, ci dicono 25/30 nodi, ma ormai sappiamo per esperienza che bisogna sempre aggiungerne una decina con le raffiche.

Verso sera siamo all’incrocio con un cargo proveniente da dritta, lo monitoriamo con l’AIS e a 5 miglia continua a darci una CPA di 20 metri, non vedo nessun segno da parte sua di un qualche tentativo di cambio di rotta, provo a chiamarlo via VHF, anche se sull’allarme non c’e’ scritto il nome della barca ma solo l’MMSI number e la bandiera delle Marshal Island.Lo chiamo con questi due riferimenti due o tre volte , ma non c’e’ risposta, mi immagino il povero filippino di turno di guardia che appena sentito la chiamata si precipita dal comandante .Dopo un 4 -5 minuti risponde il comandante che mi sembra russo, gli chiedo le sue intenzioni e mezzo assonnato dice non c’e’ problema , si dico ma da dove ci passi da poppa ? No , no vi passo da prua.

Gulp, questo o modifica la rotta immediatamente o facciamo ciccotto .Siamo ormai a 2 miglia scarse e non vedo ancora nessun movimento …forse la vodka gira ancora nel metabolismo del comandante, un miglio e mezzo e prendiamo noi la decisione , poggiamo decisi di quasi 90 gradi a dritta, poi lo richiamo e gli comunico la nostra decisione , da da , ora modifico anch’io dice lo slavo, ma pezzo di cretino se davi 5 gradi prima sulla nostra poppa non si faceva prima, va beh , ci sfiliamo in parallelo e noi per la nostra via e lui per la sua.

Durante la notte abbiamo un altro incontro via AIS con una barchina a vela di 9 metri direzione Azzorre, contro vento e contro mare .Piu’ tardi nella notte vediamo una luce di testa d’albero sull’azzurro , immagino quindi che fosse un verde a led che si trasforma in azzurro, senza AIS e in parallelo …credo a noi un paio di miglia.

La brutta bassa ci rasa la testa , ma ci arrivano comunque una quarantina di nodi rafficati , per fortuna di poppa piena con deriva sollevata e il genoa ridotto a fiocco sempre sotto tangone.Sappiamo che ad un cero punto il vento girera’ da ovest rendendo vano il tangone, ma finche picchia da SW non abbiamo alternative se non filare tangonati.

La vita a bordo e’ quantomeno preoccupata , il mare monta da matti e i frangenti rompono a poppa con un rumore che dato anche dalla note buia pece , ci preoccupano non poco, si vedono solo le creste quando rompono, per la luminescenza del mare, e il rumore in crescendo all’avvicinarsi , per seguire poi con l’impatto e doccia.

Verso le 3 …sempre le 3 porca paletta, gira da ovest e ancora pigia, dovremmo togliere il tangone per aprire il genoa al traverso, ma con sto buio non se ne parla proprio di andare a prua a fare il ballerino per togliere il tangone.

Rolliamo completamente il genoa e apriamo trinchetta , pur con cosi’ poca tela si continua a filare a 4 nodi.

Alla fine arriva la luce verso le 5:30 e ci arrischiamo di fare la manovra di togliere il tangone, una volta tolto manteniamo la trinchetta e gli apriamo dietro il genoa a fiocco e si ricomincia a filare, anche se nel frattempo il mare e’ diventato il caos primordiale , le vecchie onde da SW si scontrano con le nuove da Ovest e noi nel mezzo a saltellare come pesci fritti in padella.

Tutto il 5 luglio continuiamo con genoa + trinchetta + randa e apprezziamo le qualita’ del cutter , molto piu’ equilibrato.

Il 6 si procede bene mantenendo sempre medie sui 120 nm giornaliere, continuiamo ad avere problemi con il PC con windows 10 con l’autopilota , manteniamo l’AIS sul nuovo mini pc .

In qualche maniera ad ore astruse riusciamo finalmente a scaricare il “tappo” da Sailmail e prepariamo dei file piu’ piccoli e snelli.

Il 7 luglio dopo aver scaricato sia Predictwind che GFS ci appare una situazione abbastanza bruttina per l’arrivo a Lorient , ci da’ venti forza 6 da NW, non ci piace per nulla, da forza 6 puo’ tranquillamente diventare 7, e trovarsi da quelle parti senza un ridosso vuol dire quantomeno soffrire.

Siamo gia’ un po’ stanchi, non siamo piu’ molto abituati alle lunghe , in piu’ ci si presenta un arrivo da sofferenza con una situazione un po' improbabile, dopo la nottata passata con i 40 nodi, ci chiediamo ma perche’ non goderci un po’ sta vacanza ? Prendiamo anche l'occasione per riparare la randa, sistemare un po' l'elettronica.

Decidiamo di atterrare alla Corugna a circa 350 nm a est , ci piace l’idea di rivederla dopo 21 anni , da quando cioe’ andammo a prendere Stranizza nel lontano 2000 da Les Sable D’Ollone , in questa maniera faremmo un pit stop , sistemiamo un po’ di cose e poi con altre 350 miglia attraverso Biscaglia arrivare in Bretagna.

Nel frattempo ci consultiamo via email con l’amico preziosissimo Rob del Branca per i meteo vari.

Dopo un paio di ore in rotta verso la Corugna , cominciano i problemi con il motore.

A intervalli di 30/45 minuti il motore scende di un paio di centinaia di giri , soffrendo un po’ per un ¾ minuti per poi riprendersi a regime normale.

Ok, penso , filtro intasato, fermiamo il motore e cambio il filtro primario che aveva gia’ 118 ore di motore, riprendiamo e dopo poco rifa’ la stessa cosa.

Rispegnamo il motore e questa volta smonto il prefiltro e lo pulisco, e’ un po’ sporco, ma non da giustificare quello che sta’ succedendo , nel frattempo controllo le varie fascette per essere sicuro che non ci siano entrate di aria nel sistema, ricambio il primario nel caso ci fosse qualche schifezza nel tubo di alimentazione.

Ripartiamo, ma non c’e’ ne’, sempre uguale e sempre con la paura che da 200 i giri che perde possano aumentare fino a spegnere il motore.

Proviamo questa volta ad alimentare il motore con una tanica di gasolio direttamente per escludere cosi’ tutto il circuito che dal serbatoio incluso prefiltro arriva fino al motore.

Proviamo il sistema con la tanica per un paio di ore , anche se con il senno di poi avremmo dovuto prolungare la prova ad almeno 4 ore.

Comunque in quelle due ore il motore non e’ mai sceso di giri, rismontiamo l’accrocco e ricolleghiamo al serbatoio, questa volta mi prendo il tempo per controllare sistematicamente tutte le fascette e connessioni varie per un eventuale infiltrazione di aria.

Rimettiamo in moto e per un paio di ore funziona tutto a meraviglia, poi ricomincia, a questo punto ho esaurito le idee e aspettiamo di arrivare alla Corugna per bonificare il serbatoio (cosa gia’ fatta in novembre) e di controllare che tutte le linee siano libere e pulite .Il problema e’ che poi all’ormeggio non sara’ possibile testare il motore sotto sforzo, mah, vedremo un po’ che fare con la mente sgombra.

Al momento 9 luglio  abbiamo rimasto 89 nm per arrivare alla TSS , lo schema di separazione di traffico della Corugna , che prevediamo abbastanza congestionato , stiamo gestendo la velocita’ per arrivare il 10 mattina per avere una visuale migliore del traffico navale.

Grazie alle spiegazioni di Rob del Branca via email abbiamo l'idee un po' piu' chiare di quello che ci aspetta, ci sono 4 corsie di separazione per le navi, 2 verso nord e due verso sud separate da delle corsie di circa 3 miglia dove non si puo' transitare per poter mantenere le giuste distanze tra le navi, da noi sopranominati i marciapiedi., le due esterne sono per il transito di cargo con materiali pericolosi, il tutto sotto la supervisione di Finister traffic sui canali 16 e 11.

All'avvicinamento vediamo davvero una marea di navi, noi in teoria dovremmo tagliare le 4 corsie perpendicolarmente per intralciare il meno possibile, ma e' mission impossible , sono cosi' ravvicinate che e' dura, aggiungendo il fatto che i transponder AIS di tipo B devono dare precedenza nelle comunicazioni a quelli di tipo A commerciali, quindi ci ritroviamo con aggiornamenti sulla posizione delle navi anche vecchi di 10 minuti, e a venti nodi fa' una gran differenza.

Non vogliamo disturbare sto traffico da formichine, chiamiamo Finister traffic per spiegargli la questione dell'AIS, e se ci piuo' tenere un occhio per consigliarci via radar quando e' meglio attraversare, ma o non capisce o non glie ne puo' fregare di meno e continua a ripetere dopo un po' anche alterato di tenersi fuori dal traffico.Ok come al solito siamo solo noi generazione di sconvolti, ci rimbocchiamo le maniche e via' che si va'.

La prima corsia dei cargo pericolosi che va' verso sud e' bella libera e riusciamo ad attraversarla senza patemi, quella dopo sempre verso sud e dilvisa dalla precedente da un “marciapiede” risicato, solo un miglio in confronto alle altre divisioni di 4 miglia, ci pone dei problemi, perche' in direzione sud c'e' un raggruppamento di navi una attaccata all'altra e non c'e' spazio per passare in mezzo.

Al posto di fermarci la' in mezzo e fare transitare il peloton decidiamo di salire verso nord sul marciapiede per aspettare il momento migliore per tagliare .

Ci aspettiamo da un momento all'altro che Finister traffic incazzatissimo ci chiami in radio...ma tutto tace.

In transito nel peloton c'e' anche un rimorchiatore oceanico italiano che traina una mega zatterona, cosa sentiamo in radio ...il fatidico ritornello di MARIOOOOOO..tanto famoso in Adriatico, ci siamo fatti davvero due risate su questo made in Italy trasportato all'estero.

Proseguiamo per buone 7 miglia verso nord, ci sembra di camminare tra il guard rail di un autostrada tra le due corsie, per fortuna nessuno si incazza.Dopo quasi 2 ore e passato il peloton ci arrischiamo a traversare la seconda corsia di fretta perche' sta venendo giu un cargo a 20 nodi.Via per 90 gradi e acceleriamo il motore, che naturalmente scende di giri e sembra voglia spegnersi, se si spegne qua' in mezzo incasiniamo il traffico di mezzo mondo.

Con ansia e stringendo i denti , proseguiamo, per fortuna dopo un po' il Volvo riprende, ciliegina sulla torta dopo nenache mezzoretta, chi ti vediamo a poppa ? Un orca che e' in caccia pensiamo in mezzo ad un branco di sardine e fa' un gran putiferio , mentre i gabbiani impazzano per la ghiotta occasione di mangiucchiare anche loro.

Speriamo che non sia del gruppo delle orche che recentemente ha attaccato diverse barche a vela semidistruggendo diversi timoni.

Insomma la pressione sale, tra motore e orche e cargo lanciati , mica si dorme qua'.Ci sognamo un bel pontile tranquillo con due birrette e patatine e magari annoiarci anche un po'.

Riusciamo a passare indenni la seconda corsia , ora affrontiamo la terza e la quarta verso nord, la terza e' praticamente vuota e nema problema, la seconda un grosso peloton in risalita , ma con la CPA non dovremmo avere problemi, riprendiamo quindi la rotta per La Corugna.

Si e' fatto mezzogiorno e io sono stravolto, ho dormito un paio di ore la scorsa notte e poi sempre a controllare sto traffico, anche Antonella e' abbastanza provata, ma tiene ancora duro grazie all'adrenalina.

Mi stendo un po' riesco a dormicchiare un paio di ore poi Antonella mi sveglia perche' ci sono stati dei cambiamenti di rotta in un paio di cargo e improvvisamente ci troviamo sulla rotta perpendicolare di un cargo che ci passera' a prua e uno a poppa con CPA davvero risicate.Antonella aveva impostato bene la manovra, rallentando la barca e dando una ventina di gradi a sinistra, era pero' un po' preoccupata delle CPA risicate, cosi' ci abbiamo guardato insieme.

Passata anche questa , ora via di nuovo .

Continuiamo ad avere problemi col motore , pur avendo pulito il pulibile sembra che ci sia un ostruzione lungo la linea che faccia fatica a far passare sufficentemente gasolio.

A circa 40 miglia dall'arrivo alla Coruna e' peggiorato notevolmente e come dice Antonella “sembra di andare su in salita con la seicento”, ricordi di quando da bambina andavano in montagna con la seicento in 4 e carichi come dei muli.

Per fortuna da tempo ho creato un sistema che aprendo due rubinettini e infilando due tubi in una tanica di gasolio possiamo alimentare il motore direttamente, e cosi' con la tanica di gasolio in bagno siamo arrivati alla Coruna alle 06 UTC, ormeggiati al pontile reception e crollati a letto senza ma e se.

Per fortuna ci hanno fatto dormire fino all'una del pomerigio , poi siamo andati a fare le facili pratiche di ingresso in questo meraviglioso posto che e' la Coruna in questa meravigliosa lingua che e' lo spagnolo.

Ora un po' di manutenzioni, cercare di pulire tutte le linee del gasolio, sostituire il mini PC , fare riparare la randa e riposarci al gusto del puelpo alla gallega, e jambon cerrano, e aspettando il giusto vento per continuare a risalire.

Bv A&A

La prima bassa pressione che colpisce le Azzorre che proseguendo poi fara' dei danni in Bretagna con evaquazione di un paio di equipaggi con l'elicottero.
Noi partiremo il giorno dopo sulla coda ma ci beccheranno comunque venti a 40 nodi.




In partenza Horta di poppa



Il passaggio a NW dell'isola di Sao George




Si cominciano le operazione del montaggio del whisker pole



Come si vede chiaramente , i due tubi telescopici con solo 15 nodi piegano pericolosamente.



Rimontato tra le sartie  il fido e inossidabile tangone di spi di Stranizza 



L'inizio del ventone




I nuovi bellissimi pannelli solari della Solbian incollati sul hard top.


La bellezza dell'hard top sotto burrasca


Ci passa davanti il rimorchiatore italiano sicuramente responsabile del MAAARIOOOO lanciato sul 16.


L'approccio alla TSS


Sperando che non abbiano registrato il nostro track a zig zag tra le corsie, se no ci aspetta una mega multa.
nello stesso momento l'aereo del SAR ci sorvolava 






mercoledì 2 giugno 2021

Sospensione servizio ricezione post di Stranizza via email

A tutti coloro che ci seguono tranite email.

Google e FeedBurner ci avvisano che a partire da luglio 2021, il servizio di iscrizione al blog via email non sarà più disponibile. ( vedi modulo bianco a destra Segui via email)
A partire da luglio non verranno più inviati i post via email.
Al momento sembra che il servizio non verrà ripristinato.
La cosa più semplice è salvare il blog sui preferiti e controllare ogni tanto aggiornando la pagina.

Avvisiamo ora per fare in modo che possiate provvedere.

Buon vento

Antonella e Angelo

martedì 1 giugno 2021

S.Maria- Horta, Faial

 By Antonella

Il 28 maggio partiamo alle 6 di mattina da Vila do Porto.
Le previsioni meteo non sono un granché perché avremo vento solo per un terzo del lungo percorso di 192 miglia nautiche in direzione Nord Ovest ( 299°). Avremo vento da Nord Est in rotazione a Nord.
Il famoso anticiclone delle Azzorre si è assestato e questa è l'unica finestra meteo per almeno quindici giorni per fare una diretta su Horta. Il lato positivo è che non ci sarà maraccio, tutto molto tranquillo ma quasi tutto motore.
Al pomeriggio atterra sui pannelli solari una tortora. Non sappiamo bene come abbia fatto ad arrivare così lontano da terra, probabilmente il vento. Non ce la sentiamo di cacciarla perché morirebbe non potendo posarsi sull'acqua e non avendo le ali plananti come i cagarros che possono sfruttare le correnti del vento deve sbatterle in continuazione, quindi la accettiamo come passeggero.
Verso sera il vento diventa variabile da 10  a 20 nodi e la barca si pianta. Decidiamo di tenere acceso il motore per la notte e riavvolgere il genoa in previsione del calo di vento.
Andare a motore ci permette di provare anche la radio ( vedi post precedente) e il sistema dei due computer di bordo per AIS e per il track funziona.
La luna compare verso mezzanotte  preceduta da un cielo stellato bellissimo. Nonostante il rumore persistente del motore riusciamo a riposare e anche a mangiare decentemente  grazie anche alla pizza di Angelo preparata il giorno prima.
Ci sembra incredibile vedere il mare così calmo dopo le navigazioni di questo inverno.
I delfini non mancano mai e in prossimità di Pico e Sao Jorge vedo anche il soffio di una  probabile balena in lontananza.
Arriviamo al traverso di Lajes do Pico verso le 8 di sera e il vento è sempre poco. La tortora finalmente se ne va dopo essersi spostata sulle crocette e  averci lasciato svariati regalini soprattutto quelli sui pannelli solari non graditi.
A metà di Pico l'allarme AIS ci avvisa del catamarano spaziale milionario che arriva a 11 nodi verso di noi. Non capiamo come con così poco vento possa andare così veloce. Ci dimentichiamo che il vento da Nord in un certo punto della costa Sud di Pico si incanala e raddoppia o triplica di velocità. Quando raggiungiamo quel punto il vento passa in un attimo da  6- 7 nodi a 30. Per fortuna abbiamo solo randa  e trinchetta e quindi la barca sbanda solo un po'. Per fortuna è solo un breve tratto poi il vento si stabilizza sui 15 - 18 nodi   purtoppo sul naso.
Lo spettacolo del tramonto è sempre incredibile. Le nuvole basse sembrano minacciose ma  a parte il punto fetente è tutto tranquillo.
Verso sera e telefoniamo al marina per chiedere dove ormeggiare e ci dicono di andare in andana nel molo con un'altra barca. Arriviamo in porto alle 11e 30 del 29 maggio, dopo 40 ore di navigazione,  cerchiamo di fare meno casino possibile ma quelli della barca a cui ci attacchiamo sono infuriati per l'orario e ci accolgono  urlando. Per fortuna il mattino dopo le cose si chiariscono ci scusiamo e facciamo pace.
Siamo soddisfatti di  Stranizza e soprattutto il motore ha tenuto bene tenednolo il più possibile a giri bassi  anche per non consumare troppo gasolio che ci siamo accorti  essere poco. Il serbatoio di poppa non era pieno e avevamo solo una tanica in più da 20 litri, ma per fortuna c'è bastato. 

Partenza all'alba da Vila do Porto - Santa Maria


La tortora sui pannelli solari


Giochi di luce del sole verso il tramonto


Tramonto. Dal policarbonato dell'hard dodge si vede benissimo !!!


29 maggio. Copertura nuvolosa che si espande da Est verso Ovest




Pico e Sao Jorge in vista

Mare forza olio 



La tortora sulla crocetta

Al traverso di Lajes do Pico







Faial sullo sfondo