sabato 10 giugno 2023

Da French port a Ballinaleama Bay

Da French Port a Keel Bay

5 giugno 2023

53 58.1736 N 010 04.4493 W

Tappa non troppo lunga sulle 23 miglia, la giusta misura per avere le maree a favore.
Vento sempre da NE ma non troppo, provato un po' tutte le configurazioni, con gennaker, con randa e genoa con solo genoa e naturalmente anche motore.
L`idea iniziale era di fermarsi a Keem bay circa 3 miglia prima di Keel Bay, ma quando arrivati nei pressi ci accorgiamo che è sí una bellissima baia ma sul tipo di White Strand, bella ma insidiosa con i catabatici, infatti è una bellissima baia ad anfiteatro con alte scogliere tutte intorno e con una bellissima spiaggia.
Titiamo dritto per altre tre miglia per arrivare a Keel Bay, baia immensa con una immensa spiaggia, riparata da NE e aperta dietro, ma queste sono le baie che piacciono a noi, riparate ma aperte, cosí se c`è da mollare veloci non c`è problema. Sotto, un gran sabbione di fondo e la Rocna non ha problemi, due conti sulla marea e ci si ancora in 5 metri con i soliti 30 metri di catena.

Da Keel Bay a Cleggan Bay

6 giugno 2023

53 33.4893 N 010 06.0645 W

L`idea era di andare a Inishbofin Island, molto evidenziata come posto turistico sul portolano, dalle foto aeree sembrava un gran posto e largo, un po' problematica l`entrata tra scogli affioranti e no, con un allineamento con un fanale a tre settori.
La giornata ancora molto variabile e anche oggi intercalate vela e motore.
Arriviamo a Inishbofin, ci allineiamo ed entriamo, non senza qualche apprensione del passaggio cosí ravvicinato agli scogli.
C`è un molo per carico e scarico dei pescatori, davanti al molo una micro baia con bassi fondali, già piena di due barche a vela piú una a motore, piú un numero imprecisato di boe e boette che non si riesce a distinguere le nasse dai gavitelli, di chi non si sa.
Il posto in sé è bello, ma a noi come ancoraggio non ci sconquiffera per nulla.
Proviamo comunque un ancoraggio dopo le barche già all`ancora, in 4 metri di fondo ma finiamo con la poppa vicino agli scogli, troppo vicino agli scogli, in piú in bassa marea finiremmo quasi in secco.
Non ci sfagiola per nulla, rapida ricerca e troviamo un fiordo con in fondo sabbia da buon ancoraggio a circa 3 miglia, detto fatto, su di ancora, riusciamo con l`allineamento e siamo fuori con un grande sosspiro di sollievo.
Nel frattempo il vento si è fatto gagliardo e il sole pure, il mare uno splendore, su di randa, fiocco e via che si pedala a piú di 6 nodi in bolina larga con la randa un po' lascata a rifutare un po', dovremmo prendere una mano, ma la timoniera se la spassa alla grande e con la falchetta in acqua in ¾ d'ora siamo già al fiordo.
Passiamo davanti la molo di cemento da dove partono i traghetti per andare a Inisbofin e arriviamo in fondo passando una barca a vela d' epoca già all' ancora.
Il fondo è basso e lontano da riva, cerchiamo di avvicinarci il piú possibile perché domani è di riposo e vorremmo fare due passi a terra. Ancoriamo in 5 metri e siamo a posto con la bassa marea.
Sul tardi verso le 22:00 siamo in bassa marea, esco in pozzetto per dare un' occhiata e sono sbucati con la bassa marea un gruppo di scogli appena a una ventina di metri da prua, usti! se ruotiamo siamo a scogli.
Prima che buio ci colga, issiamo ancora e ci mettiamo un po' piú lontani da riva per evitare altri inconvenienti.
La mattina dinghy in acqua, potremmo mettere il fuoribordo e arrivare al molo, ma normalmente ci piace andare a remi. Meno impazzimento e un po' di ginnastica.
La riva è lontana, ma in dieci minuti siamo a terra, troviamo una massicciata dove far passare il cavo di sicurezza e in un paio di chilometri camminando siamo nel piccolo paesello, troviamo un bel sentiero lungo la costa e ci facciamo una gran bella camminata, poi per pranzo al pub locale zuppa del giorno, un piatto di pesce locale e due belle Guiness.

Da Cleggan Bay a Ballinaleama Bay

8 giugno 2023

53 24.9399 N 010 08.6377 W

Con Gary e Debora dell Josi ci si tiene sempre in contatto, molte volte si va in posti diversi per poi ritrovarsi da qualche parte, una situazione che a noi piace moltissimo e anche a loro, cosí non ci sono vincoli sulle scelte o discussioni dove si voglia andare.
La sera dell' 8, ce li troviamo ad una cinquantna di metri all' ancora, si chiacchiera via VHF e via Whatsapp quando c`è segnale e ci si scambia informazioni e piani di navigazione e naturalemnte informazioni meteo.
La bazza sembra finita, sta entrando una bassa pressione piú o meno tosta che ci regalerà nei prossimi giorni venti forti da est per continuare la rotazione SE, S, SW.
Bisogna quindi programmare bene le prossime tappe dentro al grande golfo di Galway.
L' idea nostra era di entrare nel golfo ancorarci nella parte estrema nord, per poi il giorno dopo sfruttare i venti da est per attraversare il golfo in one go.
L' idea di Josi era di cercare di penetrare il golfo il piú possibile perché hanno in mente di andare a Galway, proprio alla fine del golfo.
In teoria oggi è l' ultimo giorno di NE iniziale per poi cominciare a buffare da est, loro partono un oretta prima di noi , noi seguiamo e si va a vela da subito con il vento e la corrente che ci spinge.
All' uscita del fiordo il vento gliela dà su e continuiamo per un bel tratto cercando di andare a 1.6 nodi sic!!!, poi ci scontriamo con una strana corrente menzionata anche dal portolano e non ce n'è piú per nessuno, via di motore e visto che andiamo di motore prendiamo la scorciatoia passando nell' High Islands Sound .
Nel frattempo vediamo Josi andare sempre piú verso il largo, pensiamo, mah avranno piú vento e la prendono larga, scopriremo poi all' arrivo che essendo un po' talebani per la vela cercano di estremizzare la cosa fino all' eccesso, insomma sono andati alla deriva non so' per quanto per non accendere il motore.
Dopo un oretta scarsa di motore entra bello arzillo l'est, partiamo con randa piena e fiocco per ridurci dopo un paio di ore di navigazione a randa con una mano e fiocco.
L' autopilota vecchiarello non ce la fa a tenere una bolina superaferrosenononprendiamoilcapo , Antonella al timone per le prossime N ore sempre a stringere sta bolina per prendere la famosa Slyne Head.
Continuiamo a vedere Josi molto al largo fare dei bordi e pensiamo, usti questi ne sanno di vela e di traiettorie, scopriremo poi all`arrivo che avevano preso delle super alghe nell' elica e nel timone e quindi andavano in qua' e in là dove potevano.
Arriviamo al capo e dobbiamo fare 4 bordi per avvicinarci all'entrata della baia, che poi non è proprio una baia ma diversi spiaggioni con dune a terra contornati da scogli piú o meno affioranti.
L' entrata è tricky ma ci aiuta la bassa marea che fà emergere scogli e scoglietti, aggiungendo poi quelle maledette nasse per aragoste, ma chi se le mangia tutte ste aragoste mi chiedo.
Arriviamo con difficoltà in 5 metri di fondo, giù ancora e prende bene.
Il vento nel frattempo ancora arzillo ci dice che con la protezione delle sole dune, l' indomani con 28/30 nodi non avremo un gran ridosso.
Pranziamo anche se sono gia' le 17, e pensiamo al da farsi.
C' è un' altra possibile baia a circa 15 miglia e un' altra a 20 miglia, alle 22:30 viene buio, ce la si potrebbe fare, ma il problema è che il vento praticamente ce lo avremo sul naso.
Tentiamo, faremo dei bordi, ma almeno quella delle 15 miglia ce la dovremmo fare, ora che terminiamo di pranzare e risistemiamo la barca si fanno le 18:00, il tempo stringe, issiamo ancora e usciamo dal dedalo di scogli.
Anche se credevamo che le dune non fermassero molto il vento, ci dobbiamo ricredere, fuori ci sono gia' 25/28 nodi, apriamo randa e fiocco e proviamo, nel frattempo anche il mare è un po' cresciuto e la marea ce l' abbiamo contro, insomma a 2.8 nodi non ce la faremo mai ad arrivare prima di notte, considerando che bisognerebbe fare un minimo di 4/5 bordi.
Ci sarebbe di fianco un altra baia, Bunowen Bay, con entrata piú semplice ma stretta in fondo e dà pochissimo ridosso dall' est , niente da fare, torniamo alle nostre dune cercando di trovare un posticino al meglio del riparo, sappiamo che non avremo tanto ridosso dal vento ma almenno saremo ridossati dal mare.
Rientriamo sempre zig zagando tra scogli e nasse e ancoriamo un po' piú sopravento di prima, giú in 6 metri di fondo e andiamo con 50 metri di catena, saremo a 7 metri in alta, ma domani saremo contro 30 nodi di vento.
Via whatsapp Josi ci avverte poi che dovevano arrivare ad un baia 15 miglia di distanza, ma il problema con le alghe nell' elica e nel motore li ha costretti ad entrare a vela con la corrente che li spingeva a 5 nodi ad ancorare nella baia un po' sui generis di fianco a noi la baia di Bunowen Bay, qua si fanno tanti piani, ma poi bisogna essere abbastanza elestici da cambiarli repentinamente alla bisogna, ora erano in discussione per chi doveva farsi il bagnetto sotto la barca per andare a libererare l' elica e il timone, non li invidio di sicuro, l' acqua è gelida.
Abbiamo nel frattempo passata la notte all' ancora con 30 nodi, buffava da matti, grazie agli eolici riusciamo a lasciare acceso l' allarme ancora su OpenCpn, oggi tutto il giorno a buffare dai 28 ai 33 nodi, la bassa sta impattando, domani ancora da est ma speriamo che cali, perché dobbiamo muoverci da qua la rotazione della bassa continuerá da sud est sud fino a sud ovest, e quí non siamo coperti da nessuno di questi venti, quindi domani mattina a bordi contro l' est dovremo cercare di arrivare ad Ard Bay almeno coperta dai venti da sud.

lunedì 5 giugno 2023

Da White Strand a Frenchport

Da White Strand Bay a Kellybegs

1 giugno 2023

54 38.0316 N 008 26.3514 W

Le belle baie possono essere molto insidiose.
Dopo aver passato la giornata nella bellissima baia di White Strand Bay, verso sera il vento ha cominciato a salire e posizionarsi piú verso Est Nord Est, questo ha posizionato la barca con la poppa verso gli scogli, mentre i nostri piani erano di avere la poppa in direzione dell´uscita.
Ci si aspettava un forza 6 come del resto annunciato dai forecast e noi sbagliando ci sentivamo al sicuro e protetti, ma la conformazione particolare della baia con alte pareti verticali e un altopiano al di sopra hanno fatto in modo che i catabatici venissero giú a 30/33 nodi, alzando anche onda all` interno della baia.
Noi vedevamo gli scogli a poppa sempre piú vicini, effetto anche della bassa marea che scopriva scogli prima coperti, ma ormai era l`imbrunire e non c`era tempo per manovre strane essendo anche la baia non troppo larga per manovrare agevolmente con 30 e passa nodi di vento.
Avevamo giú 6 calumi di catena in fondo sabbioso, forse troppo fine, ma sempre sabbia era, con la Rocna ci sentivamo abbastanza a nostro agio, questo non ha peró impedito di starcene alzati fino alle 24 sbevazzando birra ma con le orecchie superallerta al minimo rumore strano al di sopra del fischiare e ululare del vento.
Verso mezzanotte il vento è calato sui 20 nodi e ce ne siamo andati a letto tranquilli.
La Rocna non ci ha traditi neanche questa volta, la mattina la troveremo poi completamente sepolta sotto la sabbia.
Issiamo e ci dirigiamo verso Kellybegs, uno dei piú grandi porti naturali pescherecci dell`Irlanda. In questo bailamme di mega pescherecci di altura immensi, il comune è riuscito ad inserire un piccolo pontile galleggiante dove in testata ci sono 4 posti barca a disposizione per i visitatori.
È una sosta tecnica per fare un po`di provviste alimentari, un paio di taniche di gasolio e acqua nei serbatoi. Telefoniamo all`Harbour Master e ci assegnano un posticino in testata, ci ormeggiamo e richiamiamo, di modo che venga l`addetto a collegarci la luce in banchina e darci 200 litri di acqua, 10 Kw di luce e duecento litri d`acqua alla modica cifra di 2.5 euro, il costo per notte è di 2 euro metro, totale 24.5 euro per la nottata, scopriamo pure che il wi-fi del comune funziona e possiamo prenderlo anche dalla barca, a dir la verità abbiamo visto in molti posti wi-fi gestiti dal comune gratis, ma mai nessuno funzionante, questo con sorpresa è il primo che vediamo funzionare alla grande.
Partiamo da subito, gambe in spalla per il supermercato a circa un paio di chilometri, fatta la spesa chiamiamo un taxi per tornare in barca e arriva Wolfy, uno strano tassista che guida senza cintura di sicurezza con un cagnolino perennemente sulle ginocchia.
Ci deposita davanti all`ingresso del marina e gli chiedo se per lui va`bene andare al distributore e caricare due taniche di gasolio nel bagagliaio, no problem, detto fatto mi aspetta in auto mentre io e Antonella depositiamo la spesa in barca, io torno al taxi con le due taniche e andiamo a fare gasolio. Mi sfarfuglia qualche aneddotto, ma quando gli irlandesi parlano stretto non è cosí facile capire tutto.
Tornato in barca con il gasolio, facciamo la doccia in barca perché i bagni sono ancora in costruzione, forse ci saranno il prossimo anno. Riempiamo i serbatoi di acqua e siamo a posto.
La notte dormiremo come due bimbi, una pace totale, non si muove una foglia, un porto davvero superriparato.
Per pagare abbiamo due possibili soluzioni, se si vuole pagare con carta di credito bisogna andarsi a cercare l`Harbour Master di solito molto impegnato con i pescherecci, o sfruttare la honesty box sul pontile.
Sul pontile c' è un palo con attaccate due cassette, in una ci sono le buste grandi con dentro una busta piú piccola e un foglio dove scrivere i propri dati fare le somme del costo al metro piú acqua e luce se si è presa, a noi viene un conto di 24.5 euro, riempiamo il foglio, firmiamo inseriamo 25 euro nella busta piccola con il nome della barca su, chiudiamo la busta e imbuchiamo nella seconda buchetta, et voilá, tutto semplice basato sull`onore e l`onestà delle persone.

Da Kellybegs a Teelin Bay

2 giugno 2023

54 37.6233 N 008 37.7898 W

Sveglia con calma, non abbiamo nessuna fretta, dobbiamo fare solo 7 miglia per arrivare alla baia di Teelin per due motivi, uno per non dover stare nel marina che anche se carino ed economico non è nostra abitudine stare troppo nei marina, preferiamo di gran lunga starcene per i fatti nostri all`ancora e secondo perché vogliamo guadagnare un po` in longitudine e automaticamente scorciare un po' la tratta che ci aspetta l`indomani di 55 miglia per tagliare la Donegal Bay.
Non ci sono baie ad una distanza breve riparate dai venti da nord e piutosto che ficcarci in qualche buco preferiamo fare una tappa lunghina e trovare un buon ridosso.
Poco vento, ma quel poco che c`è lo prendiamo tutto, qualche tratto a vela e qualche a motore, arriviamo nella baia di Teelin, tutto supertranquillo e dentro molto bello, il tempo è dichiarato e non ci si aspettano sorprese, decidiamo di prender uno dei 4 gavitelli quasi sempre presenti nelle baie principali messi apposta per i visitors, naturalmente gratis.
Non lo abbiamo mai preso perché onestamente non sappiamo cosa ci sia sotto, questo sembra davvero robusto, sotto si vede una cima o catena che scende ma completamente piena di alghe e non capiamo se è cima o catena, sopra una gran boa circolare con un maniglione minimo da 16/18 mm .
Grazie al cancelleto che abbiamo nelle draglie di Stranizza sporgendomi riesco ad infilare la cime nel maniglione, da prua sarebbe impensabile, doppia cima per sicurezza e la notte passa supertranquilla.

Da Teelin a Broad Bay

3 giugno 2023

54 14.9915 N 009 52.6170 W

Vogliamo prendere la corrente in uscita alla partenza e la corrente e marea in entrata all`arrivo, e naturalmente vogliamo andare a vela piú che si puó, cosa che da quando abbiamo cominciato a scendere la costa ovest dell`Irlanda e anche prima in Scozia ci capita praticamente quasi tutti i giorni anche grazie ad un attento studio del meteo.
Sveglia alle 04:30, colazione e partenza alle 05:30, andiamo per rotta 252 T , inizialmente le previsioni ci davano est anche se un po` debole, nel tardi gira da nord, poi nord est.
Il tratto da est ci mette in un' andatura al gran lasco mure a sinistra e issiamo gennaker, finché entra il nord, via gennaker e si vá con il vento inizialmente traverso/lasco per passare poi al gran lasco.
Via con randa e genoa, è un alternarsi di intensità di vento, quando non ce n' è a sufficenza ci aiutiamo con un po` di motore, la cosa buona è che le vele continuano a portare e quindi i giri del motore rimangono sempre bassi, ma dobbiamo arrivare prima delle 18:30 pena trovarsi la marea uscente dal fiordo e mancano solo 3 giorni alle sigizie quindi la corrente è forte.
Arriviamo a Broad Haven Bay che sarebbe il baione prima di entrare nel vero fiordo di Broad Haven, e sono già le 18:10, vediamo sulla carta che ci sarebbe una baia prima di quella che avevamo scelto, circa un paio di miglia prima sulla sinistra, sulla carta sembra buona, ma và te a sapere. Decidiamo comunque di tentare, ci farebbe risparmiare un paio di miglia oggi e un paio domani mattina, viriamo e cerchiamo di dirigerci sulla nuova baia, ci accorgiamo subito che le cose non sono rosee come sembrano, pensavamo di andare a ridosso ma invece i catabatici picchiano duro a 30 nodi.
Teniamo duro e man mano che ci avviciniamo vediamo una barca a vela ancorata nella baia davanti a delle grandi scogliere e ci accorgiamo che prende delle enormi alambardate sotto la spinta dei catabatici.
Non ci sembra proprio un paradiso di baia, dietrofront e ci dirigiamo all`interno del fiordo di Broad Haven per andarci ad ancorare nella baia di Broadhaven bay nella parte est del fiordo in maniera di avere protezione dai venti da nord est e speriamo anche dalla risacca del nor ovest.
È una baia abbastanza aperta, ma bellissima e ridossata senza catabatici, ci avviciniamo con molta cautela, i fondali sono molto bassi già nel centro del fiordo, man mano che ci si avvicina alla baia il fondo cresce velocemnete, riusciamo a mettere l`ancora in 4.5 metri con i canonici 30 metri di catena, in giro nessuno, un zilenzio e una pace che fá rintronare le orecchie.
Siamo stanchi, ci siamo fatti piú di 14 ore di navigazione con in piú la paranoia delle nasse delle aragoste sempre presenti in fondali dai 70 ai 30 metri, sempre uno di guardia per vedere ste maledette boette, il problema quando si è controluce si fá davvero fatica a vedere qualcosa.
A letto presto, ormai la temperatura è piacevole, sono già 3/4 giorni che non accendiamo piú la stufa la sera e la mattina ci si sveglia con BEN 15 gradi in barca, finiti i tempi del risveglio con 8 gradi.

Da Broad Bay a French Port

4 giugno 2023

54 14.5751 N 010 04.8994 W

È prevista una tappa corta di soli 14 miglia, ma è un riparo disponibile su questa parte complicata di costa, per poi poterne fare 24 l`indomani per arrivare alla prossima baia protetta.
Ci alziamo e prepariamo con calma, fuori un bellissimo sole con cielo azzurro e una pace rurale intorno, un paradiso.
La marea comincerà ad entrare alle 12:30, quindi alle 11 issiamo ancora e ci dirigiamo verso l`uscita del fiordo, dentro è un lago, fuori si vede già il movimento del mare e del vento.
Appena fuori ci sitrova in 20 nodi di vento da NE e mare bello arzillo, dopo il faro di Gubacashel poggiamo e partiamo con randa piena e genoa al 150% , vediamo l`apparente salire a 24 nodi e la barca sbandare con falchetta troppo in acqua, ora di ridurre, riduciamo il genoa a fiocco e via che pedaliamo di bolina larga, la barca è equilibratissima, l`autopilota non fa nessuno sforzo e la ruota è quasi fissa, una bellezza di partenza, sole vento cielo azzurro e 4.5 nodi di velocità sotto la chiglia, cosa si puó volere di piú ?
Vedere sfilare la costa vicina è davvero un' emozione, coste vissute e tortuose dalla loro nascita, coperte di erbetta verde in contrasto con il nero delle scogliere e il blu del mare, un quadro.
Arriviamo al capo Erris Head, Antonella prende il posto dell`autopilota perché cambiamo andatura e siamo abbastanza vicino agli scogli e vento e mare tendono a spingerci contro.
Li passiamo con andatura al traverso per poi poggiare e cominciare a dirigerci verso sud ovest al gran lasco, ma Stranizza nelle andature cosí larghe non c`e`la fa a tenere gonfie entrambe le vele e quindi dobbiamo fare una scelta, presto fatto, Antonella va al vento, io cercando di non volare fuoribordo dal mare formato vado all`albero e in 30 secondi la randa è giú, siamo di nuovo in rotta con solo genoa tutto aperto con i nostri onesti 4 nodi di velocitá. Di issare gennaker non se ne parla, il mare è davvero confusionario, confermiamo quello che c`è scritto sulle carte dove indica delle ondine a significare un intensità e ingrossamento del mare.
Doppiamo lo scoglione di Eagle I dove sopra c`è un edificio molto strano tutto recintato da un alto muro di pietra, sul lato sud c' è un piccolo approdo e poi una lunghissima scala intagliata nella pietra che porta in cima e apparentemente c`è qualcuno che ci vive perché a metà della scala con il binocolo vediamo una persona che ci osserva.
Arriviamo nella baia di French Port, entrata molto scenica con rocce da entrambe le parti e molto vicine, ma c`è fondo e non c' è problema se non il solito di evitare le nasse.
Entriamo nella baia e sappiamo che i fondali sono estremamenti bassi, per di piú ci sono 5/6 peschereccini al corpo morto e altri fuori perché ci sono i tender collegati ai corpi morti.
Non rimane molto spazio in questa piccola baia, seguiamo una rotta parallela ai pescherecci e cerchiamo di avvicinarci a costa il piú possibile e di allontanarci dagli scogli di poppa il piú possibile, arriviamo in 4.5 metri e siamo alle prime due ore di marea crescente, calcoliamo che in bassa andremo sui 3.5 metri, anche se siamo lontani da costa caliamo l`ancora, i canonici 30 metri, l`ancora prende immediatamente senza problemi, abbiamo 20 nodi di vento che fanno un primo tiro sull`ancora, ma per sicurezza diamo un tirotto con il motore a confermare la presa.
Siamo nel vento, ma il mare è tranquillo e cosa piú importante sembra che non entra risacca, una bella pasta con broccoli e tonno e per oggi siamo a posto, ora riprende lo studio delle carte e dei portolani per le prossime tappe.

Sent by SSB radio

giovedì 1 giugno 2023

Le foto da Port Salon a White Strand Bay

 By Antonella,

Le foto che seguono sono relative all'utlimo post "Da Port Salon (Lough Swilly) a White Strand Bay" 


Lough Swilly

Macamish Bay Lough Swilly

Port Salon Loough Swilly

Port Salon Loough Swilly

Fanad Head all'uscita di Lough Swilly


Josi con il gennaker

Josi a Downies Bay, Sheep Haven


Downies Bay, Sheep Haven

Downies Bay, Sheep Haven


Sheep Haven verso Ard Bay


Horn Head all'uscita di Sheep Haven

Horn Head all'uscita di Sheep Haven

Horn Head

Josi passa Horn Head

Tory Island, davanti a Bloody Foreland

Bloody Foreland sullo sfondo con le isole Inish davanti


La montagna di quarzite in lontananza

Owey Island

Owey Island

Il faro di Aran Island lato Ovest


Verso Glen Head



Glen Head e l'isola Rathlin O'Brien

Passando tra l'isola Rathlin O'Brien  e Glen Head

All'ancora a White Strand Bay




La scala a White Strand Bay

Da Portsalon a White Strand Bay

Da Portsalon a Downies Bay

29 maggio 23

55 11.3517 N 007 50.3011 W

Partiti la mattina sulle 08:00 di conserva con Josi , si aspetta il NE ma inizia piano e blando, si intercala motore con vela.
Josi issano gennaker e riescono a muoversi, il nostro gennaker é imbucato sotto il letto della cabina di prua e le varie scotte in qualche gavone, é davvero molto tempo che non ci troviamo nella situazione di usarlo, va bè per oggi ce la caviamo cosi, domani attrezzeremo il tutto.
Una gran baiona con una spiaggia immensa, i fondali peró non permettono di arrivare troppo sotto riva, solito zig zag tra boe e boette varie e giú ancora in 5 metri
Sara´la prima notte dopo quasi una settimana che non avremo rollio, non ci sembra vero.


Da Downies Bay a Rossilion Bay

30 maggio 23

54 58.3012 N 008 30.7489 W

L' idea, daccordo con Debora e Gary del Josi, era di ritrovarsi all`ancora a sud dell`isola di Gola, anche se sapevamo entrambi che la baia è molto piccola e senza spiaggia, quindi presumibilmente senza sabbia sotto.
Usciti dal fiordo di Sheep Haven il NE debole arriva, questa mattina siamo pronti e dopo tantissimo tempo che non ci ricordiamo neppure quanto, issiamo a riva il gennaker.
Si viaggia a 3 nodi alle volte anche scarsi, ma chi se ne frega, la giornata è stupenda un gran bel sole, cielo azzurrissimo senza nuvole e la costa vicina bellissima e verde.
Josi ci precede, hanno un gennaker enorme per la loro barca superleggera, non hanno neppure il frigor.
Il nostro gennaker è un po' piccolo per la nostra barca e in piú la nostra barca è diventata pesante con gli anni e tutte le parti di ricambio a bordo per navigazioni estreme.
Piano piano il vento sale a 10 di apparente e siamo al gran lasco con mure a sinistra, la barca comincia a filare, ad un certo punto ci si presenta la scelta tra il doppiare da fuori il Bullogconnel Schoal 55 06.5008 N 008 22.6304 W o passarci dentro, un agglomerato di scogli e scoglietti peró con un passaggio all`interno possibile.
Ci farebbe risparmaire un bel po' di navigazione il passarci dentro, anche se con qualche rischio.
Decidiamo per il passaggio interno, ci prepariamo alla strambata di gennaker, che sará mille anni che non facciamo, strambiamo, ma viene fuori un casino e si incaramella il gennaker, naturalmente il vento è salito sui 12 nodi.
Torniamo sulle mure precedenti, scaramelliamo e riproviamo, stessa situazione, si incaramella senza riguardi, mi viene poi in mente che ho fatto passare la scotta di sopravento tra il genoa e il punto di mura del gennaker, per forza si incaramella.
Vado a prua e faccio passare la scotta fuori dal punto di mura, riproviamo a cambiare le mura e questa volta le cose vanno bene.
Siamo ormai sui 12 nodi di apparente e il mare comincia a montare un poco, arriviamo al traverso dell`isola di Gola e dovremmo entrare e dirigerci verso la baia dove Josi sono gia`ancorati, ma la barca va´come un treno la giornata è gloriosa ed è relativamente presto, anche perché qua`fá buio alle 22:30 passate , e in piú onestamente quella baia non ci sconquiffera per nulla, decidiamo di tirare dritto ed arrivare a Rossilion Bay, una bella baiona con una bella spiaggia e tanta sabbia sul fondale.
Passato l`isola di Gola già da un paio di miglia ci arriva un messaggio da Debora dicendo che la baia è una ciofeca con fondo roccioso e non c' è molto posto per due barche, siamo contenti di aver preso la decisione di proseguire.
Dopo un oretta il vento continua a salire sui 14/15 nodi di apparente e noi filiamo a piú di 5 nodi, ma quello che comincia a dare fastidio è il mare che tende a innescare delle piccole straorze.
Ora di ammainare, Antonella al timone lasca generosamente la scotta e io con la calza chiudo il gennaker, sistemiamo i circuiti, e apriamo di genoa per doppiare l`isola di Aran per andare al sud nella baia di Rossilion.
Arrivati nel sud dell`isola il vento diventa catabatico e viene giú a 30 nodi al traverso, via di genoa andiamo a motore per lùltimo miglio e apriamo anche trinchetta per aiutarci.
Per entrare bisogna seguire diversi allineamenti tra gli scogli, poi una volta dentro c' è spazio.
Prima di noi entra un trimarano francese che viene da sud, noi ci ancoriamo poco piú indietro di lui, sentiamo una ventina di nodi di vento ma niente mare e niente rollio.


Da Rossilion Bay a White Strand Bay

31 maggio 23

54 39.7533 N 008 46.5769 W

La previsione chiama venti da 14/15 nodi da NE in prima mattinata per poi aumentare fino a forza 6 durante il giorno.
Decidiamo di partire presto per evitare il grosso del vento, sveglia alle 5 con il sole gia´alto e partenza alle 6.
In preparazione per il rinforzo di vento e visto che saremo alle portanti decidiamo di partire dall`ancoraggio già con il tangone montato per tangonare poi il genoa senza randa.
Usciamo dalla baia e il vento è ancora debole, genoa tangonato al 150% , si va piano ma abbiamo pazienza .
Piano piano il vento arriva e presto ci troviamo a filare a più di 5 nodi, da NE gira leggermente da Nord, e ci troviamo vento e mare con onde da 2/3 metri complatamente da poppa, alziamo completamente la deriva e Stranizza viaggia come fosse su un binario, la giornata sempre gloriosa, c' è questa alta pressione che ci regala davvero un gran bel tempo e vento che ci spinge verso sud.
All`approsimarci al Sound tra Malin Beg e l`isoletta di Rathlin O`Birne il vento e il mare si incanalano nel restringimento. Avevamo paura della corrente contraria, ma mancano ancora 6 giorni alle Sigizie, quindi le maree non sono molto importanti, peró il vento accelera e il mare si ingrossa ulteriormente.
Riduciamo il genoa a fiocco, e cominciamo a serfare sulle onde, la barca anche con autopilota é stabilissima e si gestisce bene da sola, noi ci godiamo il panorama che è davvero grandioso.
Appena arrivati al WP che ci porterà in direzione della baia, rolliamo il fiocco e smontiamo il tangone, poi a motore costeggiando la costa cerchiamo sta baia, baia che non riusciamo ad individuare, sembrano tutte scogliere a picco senza entrata alla baia.
Seguiamo le coordinate del cartografico alla cieca, perché anche con il binocolo non si vede nessuna baia, poi piano piano vediamo un pezzettino di spiaggia e man mano che procediamo si apre la baia.
Incredibile e bellissima, un enorme anfiteatro con alte scogliere e una spiaggia semicircolare dorata, sembra un film di James Bond, naturalmente nessuna barca all`ancora e qualche persona sulla spiaggia che deve scendere attraverso una scala lunghissima da in cima alla scogliera dove c' è anche un parcheggio per le auto.
Non abbiamo piú avuto contatti con Josi da ieri, dentro la baia non c' è nessun segnale per il cellulare, e quindi non riusciamo a inviargli nessun messaggio, loro avevano detto che sarebbero andati in un altra baia a nord di dove siamo noi.
Mangiamo e facciamo un riposino, esco fuori e vedo che sono arrivati Debora e Gary e sono ancorati poco piu`in la`.
Ci sentiamo via VHF, con il ventone hanno stracciato per la seconda volta il genoa e hanno continuato a navigare con due mani alla randa e senza genoa.
Tenteranno per la seconda volta di cucirlo, ma ci sono poche speranze, il problema che da queste parti dove lo trovi un velaio ?
Poco dopo scendiamo in mare il dinghy e li andiamo a trovare per fare due chiacchiere e raccontarci un po`di avventure vissute, è bello questo navigare per poi ritrovarsi da qualche parte senza tanti programmi .
Col dinghy raggiungiamo la spiaggia, c'è gente che fa il bagno, la situazione è idiliaca, mare calmo e trasparente sole splendente, cielo azzurro, ma la temperatura dell`acqua è davvero bassa, solo a mettere i piedi a mollo all`arrivo in spiaggia col dinghy mi sembra che mi si debbano staccare i piedi dalle gambe da quanto è fredda l`acqua.
Ci facciamo la scalinata per ammirare la baia dall`alto e ne vale davvero la pena, riscendiamo in spiaggia e nel frattempo anche Debora e Gary sono scesi in spiaggia, ci addossiamo alle pareti verticali di una scogliera e spaparanzati al sole come lucertole passiamo un paio di ore a fare delle chiacchiere.
Un giornata davvero bellissima con tutti gli elementi della vela presenti, speriamo che questa alta pressione ci accompagni per un altro po´.

Sent by SSB radio

sabato 27 maggio 2023

Da Portrush a Ballymastoker Bay (Repubblica d´Irlanda)

Da Portrush a Ballymastoker Bay (Repubblica d´Irlanda)

26 maggio 2023

55 12.3726 N 007 37.1532 W

By Angelo

Dopo 5 giorni di inferno dantesco nel micro marina di Portrush, per il movimento da risacca, anche se c' e' da dire che i due ragazzi del marina ci hanno assistito alla grande scarrozzandoci in macchina per il gasolio, per la bombola campingas, e per l´acquisto delle lifejacket.
Completate tutte le necessita' , finalmente il vento non e' piu' terribile e decidiamo di partire con direzione nord ovest.
Abbiamo in andana una barca inglese con a bordo tre gentlemen dell' associazione RCCPF, che sapendo che molleremo alle 15:00, alle 14:30 mollano per dirigersi all´interno del fiordo verso Londonderry.
Con noi partono anche Debora e Gary, una coppia scozzese su una barca a vela di circa 9 metri con la nostra stessa intenzione di navigazione.
Il mare forecast prevede 1.9 mt di swelling, il vento debole da NW, appena usciti dal porticciolo, l' onda e' enorme per via dei bassi fondali,bsiamo non poco preoccupati, poi piano piano con l´ approfondirsi dei fondali la situazione migliora.
La strategia e' di partire alle 15:00 per beccare verso le 16:00 la corrente che porta verso NW dopo aver attraversato il Lough Foyle e pernottare nella baia di Culdaff 55 17.9000 N 007 08.9373 W, circa a meta' strada perche' non ce la si fa' a passare il capo di Malin Head, la parte piu' a nord dell´Irlanda giustamente chiamata anche il "Capo Horn2" dell´Irlanda, o almeno anche se ce la si puo' fare ad attraversare il capo in one go, ci si troverebbe poi la corrente contro per entrare nel grande fiordo di Swilly.
Dico giustamente perche' e' un passaggio davvero complicato, dove lo swelling da NW e' sempre presente, il vento sempre forte e in due direzioni diverse, dipende da che parte del capo e correnti forti accelerate dal passaggio nel Inishtraull Sound, tra il capo e l' isola omonima.
Navigazione tranquilla con alternanze di vela e motore e con la corrente di marea a favore.
Alle 19:30 siamo in baia e ancorati davanti ad una mega spiaggiona, il fondo e' buono e sabbioso, per avere poco fondo dobbiamo andare a circa 200 metri da riva, che se da un lato e' scenicamente bello dall' altro non e' il massimo della sicurezza, considerando che la baia e protetta dai settori 3 e 4, ma completamente aperta agli altri settori, naturalmente la risacca e' potente e tende a spingerci a terra.
La bellezza di essere in baie vuote ci permette di dare 6 calumi di catena, una bellezza, per noi ormai quando ci sono due barche in baia compresa la nostra ci sembra gia' una situazione affollata, non riusciremmo piu´a navigare in Mediterraneo neanche sotto tortura.
Poco dopo arriva anche Josi, la barca dei due scozzesi. La notte passa rollando parecchio anche perche' il vento sparisce completamente e la risacca ce la ritroviamo al traverso, ma per quanto si possa rollare non e' mai peggio di Portrush.
Per passare Malin Head abbiamo due possibilita', o partire alle 05:00 e passare il capo nella seconda ora di marea che ci spinge, pero´ci da´ uno swelling ( risacca) abbastanza alto, circa 1.8 metri contro la corrente e vento moderato, la seconda possibilita' e' di partire verso le 13:00 fare le prime 3 ore controcorrente per arrivare al capo verso le 16:00 in slack di marea, pero' con il vento da NW piu' arzillo anche se con meno swelling.
Cosa sia peggio, se contro corrente e lo swelling o il vento contro, anche chiedendo in giro non ne siamo venuti a capo, noi ci siamo fatti l´idea che sia peggio vento contro la corrente e quindi optiamo per la opzione 1.
Partenza alle 05:00, vorremmo partire anche prima, ma la costa e' sempre piena di lobster pot (nasse per le aragoste) poco segnalate e quindi partenza con la luce anche se gia' alle 04:30 la luce impera.
Sveglia alle 04:00 e piano piano ci prepariamo alla partenza, non sappiamo le intenzioni di Josi, perche' ieri sera non siamo riusciti a comunicare.
Alle 05:00 issiamo ancora e via che si va' e occhi aperti per le nasse in giro. Qua' non usano le bandierine per segnalarle, ma solo due boette collegate da una cima tra di loro, sarebbe meglio che la boetta fosse solo una, collegata al cavo che si immerge, ma ne mettono due collegate tra di loro da una cima per facilitarne il recupero con il mezzo marinaio, ma quella cimetta ad andarci dentro e' terribile per l´elica, naturalemnte boette piccole e colori diversi, dall´azzurro ...sigg!! al verde, qualcuna rosa o arancione.
Poco dopo il sole sorge sull' orizzonte ed e' una bellezza, con tutta la palla visibile, il tempo non e' una bellezza, grigio e pioggerella, il vento aiuta ma ci si aiuta anche con il motore, la marea spinge e va' bene, almeno i conti tornano, non si sa' mai, sbagliare la marea sarebbe davvero complicato.
Man mano che ci avviciniamo al capo lo swelling aumenta scontrandosi sempre piu' con la marea nel restringimento del Sound, il meteo cambia e la nebbia scende con pioggerella, proprio il meteo dei passaggi complicati.
Al traverso dell´isola Inishtraull le onde diventano davvero grandi dai 3 ai 4 metri, visibilita' poca e in piu' sale anche il vento sul naso, un delirio di passaggio.
Passato il sound, le onde da grandi diventano confuse e incrociate, lavatrice a 1400 giri, si procede e piano piano giriamo intorno al famigerato capo. Man mano che poggiamo il vento ci da' buono e finalmente spegniamo motore e via che si va' con randa piena e genoa 150%.
Il tempo migliora e si schiarisce, fino ad arrivare fuori il sole, la navigazione ora e' magnifica, 22 nodi di apparente e si vola con la marea a favore che ci spinge dentro al fiordo di Swilly.
C´e' una prima baia all´entrata, ma ci sembra abbastanza esposta anche se e' molto grande e invitante, decidiamo di proseguire per altre 4 miglia dentro al fiordo per andare a vedere un paio di baiette vicino ad una torre.
Passiamo una salmonera e arriviamo alle due baiette contornate di scogli, la larghezza massima solo two cable, pari a circa 360 metri, all´interno oltretutto pieno di nasse, niente da fare ci sembra una mousetrap, torniamo indietro e andiamo ad ancorare davanti a Port Salon , anche se di porto non c'e' nulla, solo un muro che spacciano per pier, ma nessuno si puo' attraccare li' non c´e' fondo e non ha nessun riparo.
Ci ancoriamo a sud del pier davanti ad una bellissima spiaggiona, in 4 metri, giu' 40 metri di catena, di catena ne abbiamo, perche' non usarla, di sicuro non diamo fastidio a nessuno in rotazione, non c' é anima viva.
Verso le 20:00 vediamo arrivare Josi, ci sentiamo via VHF e ci raccontano che sono partiti tardi per via di uno sfilacciamento al genoa che hanno dovuto cucire spezzando ben tre aghi.
Ancorano, ma domani mattina ripartono verso il fondo del fiordo dove c´e' un marina dove hanno fatto arrivare via Amazon il portolano dell´Irlanda dell´ovest che non avevano.
Noi la mattina scendiamo a terra col dinghi a remi, ormai siamo in 3.5 mt di fondo e la spiaggia e' davvero vicina.
Riusciamo a mettere il cavo di sicurezza incuneato tra due rocce e ci facciamo a piedi la lunghissima spiaggia.
Si fa' mezzogiorno e abbiamo i crampi dalla fame, nel frattempo aumenta il vento con una piogerrellina insidiosa che dopo poco uno e' utto bagnato.
Andiamo al micro paese e chiediamo ad un bar se fanno anche da mangiare, loro no, pero' possiamo andare al Golf Club e li' anno un ristorante.
Andiamo al Golf Club, da premettere che il golf da queste parti come in Scozia, non e' cosi' elitario come in Italia, il golf e' un qualsiasi altro sport accessibile ai molti, ci sono anche campi comunali.
Al ristorante diciamo che non siamo golfer ma sailor, non c´e' nessun problema, siete i benvenuti!
Ci sediamo al primo piano davanti ad un finestrone da cui si puo' vedere il campo da golf, ma piu' interessante, si puo' vedere Stranizza all´ancora.
Mangiamo da dio, fish and chips freschissimi e croccantissimi, due pinte di Guinness e per finire la torta di mele fatta in casa con la crema pasticcera tiepida, una leccornia.
Ora di rientrare in barca, riprendiamo il dinghi, 4 remate e siamo di nuovo a bordo.
Ci sentiamo un po' piu' rilassati nella Repubblica d´Irlanda, il Nord Irlanda ha ancora diversi problemi di identita' da risolvere, tanti si sentono Irlandesi, altri inglesi, di fatto pochissimi navigano con la bandiera, e' un problema anche issare la bandiera di cortesia, ci hanno detto che l´Union Jack va bene dipende dalla citta' , alcune citta' sono nazionaliste altre loyalist, poi e' arrivata anche Brexit a complicare ulteriormente le cose, tant' e' che ad un certo punto abbiamo rimosso la bandiera di cortesia per non incorrere nelle persone sbagliate.
Guai a incominciare un discorso a riguardo, si sente che c' e' ancora una profonda crepa da sanare.
Appena passati il confine abbiamo issato la bandiera d'Irlanda e ne siamo stati molto contenti e molto piu' rilassati.


Sent by radio SSB

lunedì 22 maggio 2023

Da Port Ellen Kilnaught Bay (Scozia) a Portrush (Irlanda del Nord)

Da Port Ellen Kilnaught Bay (Scozia) a Portrush (Irlanda del Nord)

20 maggio 2023

55 12.2382 N 006 40.1007 W

L' attraversamento tra la Scozia e l'Irlanda del Nord sono solo 30 miglia, ma sono 30 miglia complicate .
Le complicazioni derivano pricipalmente dall' incrocio di correnti di marea, una arriva su dall' Irlanda dell' Est e continua la sua corsa verso nord ovest, un' altra taglia il canale da est verso ovest e viceversa, dove esattamente comincia una e finisce l' altra non c'e' modo di saperlo.
Nella nostra strategia avevamo contemplato di prendere il tempo di quella piu' centrale che cominciava a darci buono dalle 15:00, da considerare che non volevamo arrivare col buio in un nuovo porticciolo abbastanza problematico di se'.
Issiamo ancora alle 13:30 per poter anticipare, un po' a rischio di prendersi l'ultima ora di corrente contro, ma come sempre bisogna mediare e cercare di fare contenti tutti.
La previsione dava SE che con rotta vera 213 gradi ci avrebbe dovuto dare un apparente di bolina larga/traverso.
Usciamo dal ridosso e appena lasciata la controcorrente sotto costa, impattiamo la corrente contro, motore e randa ma si fa' fatica, incrociamo un sacco di gorghi, c'e' uno scontro immane di correnti, da considerare che siamo alle Sigizie.
Da queste parti c'e' anche uno dei pochissimi punti nel mondo dove l' alta marea si eguaglia alla bassa marea, ora non ricordo il complicato nome che lo definisce, ma in tutto il mondo ci saranno al massimo una dozzina di questi punti, quali siano le conseguenze negative in navigazione non ci e' dato di sapere, ma intorno a noi vediamo forze gigantesche all'opera e noi soli soletti a cercare di gestirle al meglio.
Il meteo cambia e da brutto va' a schifoso, una nebbiolina con pioggerella intercalata da scrosci, ma sempre con nebbia e visibilita' a 200 metri.
Prendiamo un po' di vento, le vele grondano di pioggia e pioggerella, il genoa ha ormai tutte rigature verdastre di muffa, ma non troviamo mai il tempo giusto per dargli una pulita, scherzando l'altro giorno dicevamo che ci sembriamo ormai the "Flyng Dutchman" che continua ininterrottamente a solcare gli oceani con le vele a brandelli.
Passiamo davanti e non dentro alla TSS tra Scozia e Irlanda, un primo cargo da est a ovest non ci impensierisce, un altro da ovest a est ci da' qualche problema di CPA.
Poi con maniera veloce da' 10 gradi a sinistra per imboccare la TSS e ci libera dalla CPA, lo vediamo passare a 200 metri sulla poppa tra la nebbia ed e' immenso, sara' comodo comodo 200 metri di lunghezza.
Piu' ci avviciniamo a terra e piu' si infittisce la nebbia e la pioggerella non molla mai, con l'approssimarsi del buio la faccenda peggiora.
In tutto sto movimento abbiamo sempre avuto l'onda lunga da ovest di 1.5 metri al traverso, con l'avvicinarsi a costa e al traverso di una linea di reef, l'onda aumenta facendoci rollare pesantemente, mi accorgo di aver tracciato la rotta troppo vicino ai reef, se il motore ci dovesse piantare, l'onda lunga ci spingerebbe inesorabilmente a scogli.
Decidiamo di ammainare randa per prepararci per tempo all'entrata nel porticciolo, non faccio tempo ad andare all'albero che vedo a 30 metri di prua la coppia bastarda di boette per la pesca di aragoste, siamo dritti per prenderle, urlo ad Antonella di dare tutta dritta e le evitiamo per un pelo, non riesco a pensare se le prendevamo nell'elica con i reef sottovento in 50 metri di fondo che bordello sarebbe stato a venirne fuori.
Giriamo la punta e ci troviamo ora il mare di poppa che spinge, tra l'imbrunire e la nebbia riusciamo finalmente a vedere il rosso e il verde di entrata nel porticciolo.
Avevamo telefonato prima di partire all' Harbour Master per chiedere informazioni, praticamente c'e' solo un pontile galleggiante di 50 metri in parallelo al molo, pontile gia' pieno da tre barche a vela, due in andana e un' altra dove andremo noi in andana., fine del micro porto.
Ci mettiamo in andana con un Westerly di un local, che gentilmente se pur ormai sono le 22:00 ci prende le cime con gentilezza.
Finalmente arrivati, appena 30 miglia, ma come al solito intense, si balla da matti, la risacca da nord ovest/ovest entra e siamo tutti strattonati a destra e a sinistra.
Questo porticciolo e' considerato un po' come porto rifugio delle barche che normalmente stazionano all'interno del fiume Bann dove ci sono ben 4 marina, fiume stretto rivolto a nord ovest, cosi' quando c' e' risacca o vento dai settori nord la barra di sabbia all'entrata del fiume facendo montare i frangenti crea un onda brutta e non si puo' ne' entrare ne' uscire, quindi le barche si rifugiano qua' in attesa che la situazione migliori.
La situazione viene monitorata attraverso una web camera puntata sulla foce e ci si puo' mettere in contatto con i vari Harbour Master dei vari marina per avere qualche suggerimento.
Il giorno dopo, domenica ...sciolgono i cani: due barche a vela se ne vanno con direzione Bangor e noi ci spostiamo quindi al pontile, perche' la barca con cui siamo in andana continua a monitorare la situazione del fiume perche' vorrebbe tornare al suo marina all'interno del fiume.
Nel frattempo arrivano due grossi motoscafi alla io sono grosso e ce l'ho duro e vi spacco a meta', si ormeggiano dietro di noi, ma li' non possono stare perche' e' il posto delle barche commerciali.
Noi ci facciamo i fatti nostri all'interno della barca, perche' piu' li evito sti motoscafari cafoni e meglio sto'.
Ad un certo punto sento che qualcuno armeggia con le nostre cime e sentiamo la barca muoversi, sti COGLIONI (sorry about my french) di motoscafari per farsi spazio ci stavano muovendo la barca senza dirci nulla. Sono schizzato fuori come una molla e ho cominciato ad insultarli e a dirgli che non si permettessero di toccare la barca senza il nostro permesso, se mi fate incazza' chiamo anche la polizia. Non si aspettavano certo una reazione cosi' animata da un visitor, ma guai a chi tocca Stranizza senza permesso.
Dopo poco arriva l'Harbour Master a chetare gli animi e con le dovute cautele posizioniamo la nostra barca piu' avanti nel pontile, poco dopo arrivera' un 42 piedi da charter, Sun qualcosa, che ha avuto problemi con il gasolio e si e' dovuto far trainare, alla domanda da quanto tempo non pulisce il serbatoio del gasolio, candidamente risponde, mai pulito in 13 anni, quasi se ne facesse un vanto, ma ve un po' che gente.
Ora la situazione e' ancora peggiore, noi siamo ormeggiati al pontile e abbiamo in andana sto 42 piedi che l'indomani avra' a bordo un paio di meccanici per svuotare e pulire il serbatoio.
La risacca e' terribile e la notte non riusciremo a dormire, la sosta in sto posto e' una sosta tecnica, ci serve una bombola di campingas, fare gasolio, e fare bucato prima di dirigerci verso la selvaggia Irlanda dell'Ovest.
A bordo del 42 sono rimasti solo lo skipper e un pagante, in attesa che rientrino a Bangor, la sera naturalmente se ne vanno al pub e rientrano verso l'una di notte cercando di passare sopra la nostra barca per andare nella loro. Lo skipper e' imbriago, ma ancora ha qualche sprazzo di lucidita', il pagante e' completamente strafraccido, tant' e' che nel passaggio tra le due barche cade in mezzo e finisce in acqua con grandi urli e madonne, shit di qua' fuck di la', e ci credo l'acqua sara' a 4 gradi.
Lo skipper imperterrito dalla prua della barca gli dice cosa deve fare per tornare sul pontile, ma quello in acqua e' completamente in un altro mondo, lo skipper non pensa neanche per un attimo di andare a dargli una mano o tirargli una cima, io me la godo da sotto l'hard top, se spera che gli vada a dare una mano io, puo' stare li' e diventare un pezzo di ghiaccio.
In qualche maniera riesce a raggiungere la scaletta per risalire sul pontile, non si regge in piedi, barcolla , neanche fosse ubbriaco ah ah. A me sembra una situazione surreale, riesce dopo vari tentativi a togliersi la maglietta di dosso e rimane a torso nudo, io sto congelando tutto vestito, poi con "N" tentativi riesce finalmente a risalire sulla nostra barca, dopo mezzora e non so' quanti tentativi finalmente risale sul 42, immagino che l'indomani all'interno del 42 abbiano usato la pulitrice a vapore per rimuovere il vomito che avra' depositato su tutto il mobilio.
L'alcool e' un problema mondiale, ma al nord e' davvero un problema enorme, provano di tutto per limitarlo, ma non c'e' verso e dilaga sempre di piu', questa e' una delle parti oscure dei popoli nordici.
Sembra che gira che ti rigira siamo riusciti a trovare una campingas in un paese all'interno del fiume. Qua' le campingas sono merce preziosa, domani prenderemo il trenino per andarla ad acquistare, naturalmente dovremo cammuffarla dentro una borsa.
Questa mattina siamo andati al Lidl a fare la spesona e poi a seguire, con l'aiuto di un passaggio in macchina dell'Harbour Master, abbiamo riempito due taniche di gasolio, Antonella ci ha dato sotto con il bucato, visto che sia lavatrice e asiugatrice sono gratis, noi saremmo quasi pronti, ma il meteo non collabora, dovremmo muoverci verso nord ovest ma i prossimi giorni venti e mare da nord ovest/ovest.
Il problema che anche il mare si intensifichera' e stare in sta trappola per topi non e' un' opzione, ma in giro non c'e' altro se non andare in profondita' nel fiordo per arrivare a Londonderry, ma sono 25 miglia ad andare e 25 ad uscire con correnti mica tanto belle. Forse abbiamo trovato un porticciolo di pescatori, Greencastle, sull'altra sponda del fiordo, almeno ci potremmo mettere piu' a ridosso. domani dopo che avremo la bombola in mano proveremo a contattare l'Harbour Master e sentire se ha un posticino magari in andana con un peschereccio.
Abbiamo gia' visto che l'Irlanda Est e del nord e' complicata e dura, ma quello che ci aspetta nella parte ovest lo sara' ancora di piu'.

Send by SSB radio

giovedì 18 maggio 2023

Da Druimyeon Bay a Kilnaughton Bay

Da Druimyeon Bay a Kilnaughton Bay

16 maggio 2023

55 37.6148 N 006 12.9271 W

By Angelo

L' íntenzione era di attraversare il canale tra l'isola di Gigha e l´isola di Islay, la scelta era tra muoversi il 16 con forza 6 da NW o aspettare il 17 con niente vento e andare a motore.
La scelta e´naturalmente caduta sul forza 6.
Noi eravamo ancorati nella parte est dell´isola di Gigha per ripararci dal forte NW dei giorni scorsi, e valutando le varie strategie abbiamo visto che passando a sud dell´isola dovevamo tenere una rotta per 264 T, mentre passando a nord dell´isola la rotta era per 240 T.
Con il vento proveniente da 310 , non c´erano molte speranze andando da sud, qualche possibilita´ andando da nord a patto di stringere la bolina a ferro.
Bene, decisa la strategia di rotta, ora allo studio la corrente di marea, che comincera´ ad andare verso sud verso le 15:00 .
Alle 15 issiamo l´ancora e ci dirigiamo verso nord per doppiare l´isola e metterci per 240 gradi, ancora a ridosso dell´isola dobbiamo prendere una mano alla randa perche´ gia´ qui picchia, facciamo lo zig zag tra un paio di salmonere e ci presentiamo al passaggio tra il nord dell´isola e lo scoglio Au Dubh-sgeir, che crea un corridoio abbastanza stretto dove ci si aspetta vento sul naso e corrente contro.
Ci eravamo dimenticati che oltre vento e corrente contro avremmo avuto anche il mare contro, lo stretto passaggio intensifica e ingrandisce le onde. Cominciamo il passaggio, ma e´ dura, motore e randa contro vento, il passaggio non e´ molto lungo, ma non passa mai.
La velocita´crolla a 1.9 kts, ma teniamo duro, le onde sono feroci e la prua di Stranizza ancora compresa, vanno sotto spesso, troppo spesso, piantando ulteriormente la barca.
Piano piano passiamo e cominciamo a poggiare per metterci in rotta per 240 T.
Randa con una mano e genoa a fiocco, barca con falchetta in acqua, raffiche fino a 34 nodi, vento medio tra i 28 e trenta nodi, forza 6 dichiarata anche dai bollettini, Antonella riesce in tutto sto bordello a far filare la barca a 4 nodi, anche con qualche secchiata d`acqua.
Siamo tartassati dalle onde per via del fondo ancora basso e vicino a costa c`e`sempre una controcorrente che disturba sempre tutto.
Il sole splende, il mare e´ impressionante, ma bellissimo, procediamo, ma ci interroghiamo se si puo' fare o non si puo' fare, nella parte NW dell´isola c´e' la baia di Bagh Rubha Ruaidh (scusate i nomi terribili, ma il celtico non e´ una lingua facile) che alla bisogna ci darebbe un buon riparo.
Continuiamo per una decina di minuti, Antonella al timone, io a regolare vele e cercare di capire quanto scarrocciamo e se mai ce la faremo ad arrivare a destinazione, ci guardiamo in faccia per l´ultima decisione e siamo convinti entrambi, preoccupati..ma tranquilli, via che si va'.
Il vento e´gelido, ogni tanto cerco di strappare Antonella dal timone senza successo, quella non molla, io cerco di controllare tutto il controllabile, terra´ il rigging, terra´ il timone e via cosi´con una lista lunga e interminabile, al momento sembra che tutto regga, controllo a base d´albero e l´albero mi sembra a posto, la canaletta e' dritta e non c' é pompaggio anche se le onde picchiano.
Stringi e stringi perdiamo solo 0.36 di XTE rispetto alla rotta, nel frattempo siamo in fondali piu' profondi e il mare si e' dato un verso, in piu' comincia la corrente verso sud, che se proprio non e' a favore almeno ci aiuta un po'.
Alle 17 riesco a fare riposare un po' Antonella e prendo il timone per una mezzoretta, questo mi e' concesso, di piu' non molla neppure sotto tortura, ma a me va´bene, preferisco carteggiare o aggiustare le vele.Sento che la barca e' equilibratissima, il timone quasi neutro, praticamente starebbe in rotta da sola.

Continuiamo cosi', godendoci questa bellissima giornata di mare e di vela, fino ad arrivare sotto all' isola di Islay, poi andiamo in copertura e le ultime 4 miglia le facciamo a motore.
Entriamo nella bellissima ed enorme baia di Kilnaughton davanti ad enorme spiaggiona, andiamo in 5 metri di fondo, giu' 30 metri di catena, tanto non c' e' nessuno intorno e noi siamo piu' tranquilli .
Si sono fatte le 21:00, tempo di fissare il camino della stufa, farsi scramble eggs con bacon e salsicce con due Guinness e goderci questa serata dopo una grande veleggiata, stanchi ma felici.

L' indomani ripartiamo per andare ad investigare una baietta a detta di qualcuno con le foche dentro.
La cartografia e' praticamente inesistente e il posto e' un dedalo di rocce e roccette, abbiamo le indicazioni del portolano e delle carte Antares raster, ma quando arriviamo la' la realta' supera la fantasia.
Dobbiamo fare ben 2 allineamenti per poter entrare nel dedalo, il primo uno scoglietto allineato con la cima di una collinetta per 316 gradi e li´ci siamo, poi bisogna proseguire per ? e qui il portolano traccia una linea ma non ci da´ i gradi, interveniamo sul portolano tracciando la linea del nord e poi con un vecchio goniometro delle elementari ricaviamo i 33 gradi di direzione.
Dovremmo quindi proseguire per 33 gradi e siamo gia' attorniati da scogli e scoglietti per raggiungere l' allineamento tra un tripode e un segno bianco non bene specificato quale, arriviamo sull´allineamento e non vediamo una fava, non c´e´tripode e non c' e' nessun segno bianco a terra.
Decidiamo comunque di seguire le nostre rotte immaginarie e proseguire per 320 gradi come da allineamento teorico, a quel punto dovremmo trovare due boe non ufficiali e passarci dentro lasciandone una a sinistra e una a destra, boe non ne vediamo, ad un certo punto vediamo una micro boetta gialla e non sappiamo se lasciarcela a destra o a sinistra, nel frattempo siamo con tutta deriva alzata e il fondo sui 4 metri e gli scogli sembra che ci vogliano stringere tra una morsa.
Facciamo l´ultima svolta a sinistra che ci dovrebbe portare nell´ipotetica baietta, gli scogli sempre piu' vicini e il fondo che comincia a scende velocemente a 3 metri e scende ancora.
Proviamo a girarci a sinistra per uscire da sto cul de sac, ma la barca non ne vuole sapere per via della corrente, il fondo continua inesorabilmente a scendere, tutta marcia indietro, ma la barca e' ferma, non facciamo che contrastare la corrente.
In questa pseudo baia non ci si puo' ancorare, non ci sarebbe neppure spazio per ruotare.
Intensifichiamo la marcia indietro e finalmente, tra i miei sudori copiosi, la barca comincia ad arretrare e a guadagnare fondo, quando siamo sui 4 metri giro velocemente a dritta per far ruotare la barca ed uscire. Da questa parte e con l´abbrivio va' meglio e finalmente riusciamo ad uscire da sta galera, anche questa volta riusciamo a riportare a casa la barca, ma ce l´eravamo vista brutta.Tra le altre cose di foche neppure l´ombra.
Ci ridirigiamo verso la bella e sicura baia di Kilnaughton, il giorno dopo scendiamo a terra con il dinghy e andiamo all´ufficio dell´honesty marina, dove volendo con un paio di sterline si puo' fare la doccia o sedersi nella sala e avere i vari servizi gratis come wi-fi, libri da leggere o lo swap book anche senza essere ormeggiati ai pontili del mini marina, appena fuori dall´ufficio incontriamo un local che e' anche un velista e abita proprio vicino alla baia delle cosidette foche e ci conferma che neanche lui ne ha viste di foche e che in tempi recenti un catamarano che si era ficcato la dentro ha avuto un problema con l' ancora ed e' finito diretto a scogli.
Beh, questa l' abbiamo scampata, vediamo cosa ci riserva il futuro.

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