mercoledì 14 agosto 2019

Il viaggio di Stranizza nel giorno del suo diciannovesimo anno


11 Agosto 2019

Nel diciannovesimo compleanno di Stranizza, decidiamo di navigare dall'isola  Sao Miguel all'isola di Faial  nelle isole Azzorre.
Aspettiamo il passaggio di una bassa pressione per poter prendere la coda e sfruttare i venti da NE e poi E, miglia da navigare 152 con rotta 291 gradi.
Partiamo la mattina con calma , e alle otto doppiamo il fanale rosso del molo di Ponte Delgada, abbiamo sempre in sospeso la giusta sistemazione dell’invertitore, cioe’ al momento funziona bene …ma andrebbero fatte delle manutenzioni straordinarie, per questo cercheremo di sfruttare il vento e le vele al massimo cercando di risparmiare il motore e l’invertitore.
Filiamo bene al lasco/gran lasco, il vento e’ gagliardo in forza 5. tante’ che dopo un paio di ore ammainiamo randa per proseguire al gran lasco solo con genoa 150%..
Filiamo bene tutto il giorno e la notte, riusciamo a fare qualche piccolo nap durante la notte, ma a circa 60 miglia dall’arrivo, ci molla il vento, 5/6 nodi da SE, quindi poppa piena, riproviamo a issare di nuovo randa per vedere se migliora qualcosa , ma non c’e’ vento.
Abbiamo a 24 miglia sulla dritta l’isola di Tercera e a circa 60 miglia Horta nell’isola di Faial, per poter continuare a vela decidiamo in un primo momento con andatura al traverso di dirigerci su Tercera e aspettare tempi migliori, ma poco dopo una mezz’oretta ci vengono un sacco di dubbi, non abbiamo molta voglia di rifare tutto l’ambarambam di ormeggi al marina e rifare la trafila burocratica , perche’ anche se le isole fanno parte dell’arcipelago delle Azzorre, bisogna comunque fare check-in e check-out da polizia, e dogana, in piu’ allungherebbe poi di ben 24 miglia l’arrivo a Horta.
Cambio di direzione, si ritorna per 291 verso Horta, stiracchiamo fino alle prime luci dell’alba, poi rulliamo il genoa e issiamo il gennaker, che pero’ ci permette di fare dei bordi ma non di andare in poppa piena.Anche cosi’ e’ dura, velocità 2.7/3 nodi, ma ora la rotta si allunga notevolmente dovendo fare il zig zag, facciamo due conti e vorrebbe dire fare un'altra notte e arrivare il giorno seguente…non ne abbiamo voglia proprio.
Decidiamo di prendere il rischio e provare andare di motore, la velocità’ aumenta e la rotta ora dritta ci permetterebbe di arrivare prima del buio, incrociamo le dita..se si dovesse rompere ora l’invertitore saremmo proprio nella ca…a.
Va tutto bene per un paio di ore, poi sentiamo il motore calare di giri, lo spegniamo e nel riprovare a rimetterlo in moto, sembra che giri con gran fatica e non parte, in tutto cio’ sento un rumore strano dal motorino di avviamento.
Naturalmente penso subito a cose turche, nel frattempo con quel filino di vento che rimane , Antonella molto brava, riesce a far muovere la barca, intanto cerco di pensare a come organizzare la cosa, considerando che la notte scorsa avro’ dormito si e no 10 minuti, sento che le rotelle del cervello girano piano piano e ci vuole davvero una gran concentrazione per avere un course of action.Mi viene in mente subito una cosa abbastanza assurda, ma comunque provo a seguirla, penso che non so’ perche’ il motorino di avviamento sia rimasto ingranato e faccia far fatica al volano a girare, so da qualche parte nel cervello che e’ una scemenza, pero’ ci vado dietro.In 5 minuti smonto il motorino di avviamento, e con due cavi grossi lo testo e funziona perfettamente, bene , lo rimonto e penso alla seconda action, questa azione pero’ mi ha dato tempo di pensare qualcosa di piu’ sensato ,controllare il prefiltro del gasolio, che trovero’ completamente pieno di schifezze e penso anche di acqua.
Smonto il filtro del gasolio e lo trovo pure lui pieno di schifezze, lo sostituisco, ma ora non posso utilizzare piu’ il serbatoio, quindi preparo una tanica di gasolio e la sistemo nel bagno, scollego il tubo di mandata del serbatoio e lo inserisco nella tanica, smonto poi il ritorno del gasolio e lo ficco anche quello dentro la tanica.
So che prendo qualche rischio, ma non ho il tempo di spurgare iniettori e pompa, perche’ il vento e’ proprio poco e siccome siamo nel canale tra le isole di Pico e Sao George , Antonella mi avverte che stiamo derivando verso gli scogli.
Spero che non siano andate schifezze nei pistoni, spingo lo starter e il motore va’ in moto senza problemi , so’ che non e’ conclusivo, nel senso che magari qualcosina si puo’ essere danneggiato, ma onestamente non avevamo molte scelte.
Con una tanica siamo riusciti ad arrivare ad Horta alle 20:45, 15 minuti prima del buio, ci siamo ormeggiati al molo del distributore e buona notte a tutti.
L’indomani ci spostano in andana in terza fila dietro quello che viene chiamato semplicemente “The Wall”, cioe’ il molo di protezione, ora con calma mi toccherà svuotare completamente il serbatoio dal gasolio e buttare tutto via.
Sono comunque contento che anche in situazione di quasi emergenza in 20 minuti con un grande lavoro di team, siamo riusciti a rendere operativa Stranizza e arrivare ancora sani e salvi a destinazione, ora ci aspettano grandi manutenzioni.

BV Angelo e Antonella


 Sotto gennaker con l'isola di Sao George di prua



La soddisfazione dopo aver sistemato il motore


 La bellissima isola di Pico