giovedì 18 maggio 2023

Da Druimyeon Bay a Kilnaughton Bay

Da Druimyeon Bay a Kilnaughton Bay

16 maggio 2023

55 37.6148 N 006 12.9271 W

By Angelo

L' íntenzione era di attraversare il canale tra l'isola di Gigha e l´isola di Islay, la scelta era tra muoversi il 16 con forza 6 da NW o aspettare il 17 con niente vento e andare a motore.
La scelta e´naturalmente caduta sul forza 6.
Noi eravamo ancorati nella parte est dell´isola di Gigha per ripararci dal forte NW dei giorni scorsi, e valutando le varie strategie abbiamo visto che passando a sud dell´isola dovevamo tenere una rotta per 264 T, mentre passando a nord dell´isola la rotta era per 240 T.
Con il vento proveniente da 310 , non c´erano molte speranze andando da sud, qualche possibilita´ andando da nord a patto di stringere la bolina a ferro.
Bene, decisa la strategia di rotta, ora allo studio la corrente di marea, che comincera´ ad andare verso sud verso le 15:00 .
Alle 15 issiamo l´ancora e ci dirigiamo verso nord per doppiare l´isola e metterci per 240 gradi, ancora a ridosso dell´isola dobbiamo prendere una mano alla randa perche´ gia´ qui picchia, facciamo lo zig zag tra un paio di salmonere e ci presentiamo al passaggio tra il nord dell´isola e lo scoglio Au Dubh-sgeir, che crea un corridoio abbastanza stretto dove ci si aspetta vento sul naso e corrente contro.
Ci eravamo dimenticati che oltre vento e corrente contro avremmo avuto anche il mare contro, lo stretto passaggio intensifica e ingrandisce le onde. Cominciamo il passaggio, ma e´ dura, motore e randa contro vento, il passaggio non e´ molto lungo, ma non passa mai.
La velocita´crolla a 1.9 kts, ma teniamo duro, le onde sono feroci e la prua di Stranizza ancora compresa, vanno sotto spesso, troppo spesso, piantando ulteriormente la barca.
Piano piano passiamo e cominciamo a poggiare per metterci in rotta per 240 T.
Randa con una mano e genoa a fiocco, barca con falchetta in acqua, raffiche fino a 34 nodi, vento medio tra i 28 e trenta nodi, forza 6 dichiarata anche dai bollettini, Antonella riesce in tutto sto bordello a far filare la barca a 4 nodi, anche con qualche secchiata d`acqua.
Siamo tartassati dalle onde per via del fondo ancora basso e vicino a costa c`e`sempre una controcorrente che disturba sempre tutto.
Il sole splende, il mare e´ impressionante, ma bellissimo, procediamo, ma ci interroghiamo se si puo' fare o non si puo' fare, nella parte NW dell´isola c´e' la baia di Bagh Rubha Ruaidh (scusate i nomi terribili, ma il celtico non e´ una lingua facile) che alla bisogna ci darebbe un buon riparo.
Continuiamo per una decina di minuti, Antonella al timone, io a regolare vele e cercare di capire quanto scarrocciamo e se mai ce la faremo ad arrivare a destinazione, ci guardiamo in faccia per l´ultima decisione e siamo convinti entrambi, preoccupati..ma tranquilli, via che si va'.
Il vento e´gelido, ogni tanto cerco di strappare Antonella dal timone senza successo, quella non molla, io cerco di controllare tutto il controllabile, terra´ il rigging, terra´ il timone e via cosi´con una lista lunga e interminabile, al momento sembra che tutto regga, controllo a base d´albero e l´albero mi sembra a posto, la canaletta e' dritta e non c' é pompaggio anche se le onde picchiano.
Stringi e stringi perdiamo solo 0.36 di XTE rispetto alla rotta, nel frattempo siamo in fondali piu' profondi e il mare si e' dato un verso, in piu' comincia la corrente verso sud, che se proprio non e' a favore almeno ci aiuta un po'.
Alle 17 riesco a fare riposare un po' Antonella e prendo il timone per una mezzoretta, questo mi e' concesso, di piu' non molla neppure sotto tortura, ma a me va´bene, preferisco carteggiare o aggiustare le vele.Sento che la barca e' equilibratissima, il timone quasi neutro, praticamente starebbe in rotta da sola.

Continuiamo cosi', godendoci questa bellissima giornata di mare e di vela, fino ad arrivare sotto all' isola di Islay, poi andiamo in copertura e le ultime 4 miglia le facciamo a motore.
Entriamo nella bellissima ed enorme baia di Kilnaughton davanti ad enorme spiaggiona, andiamo in 5 metri di fondo, giu' 30 metri di catena, tanto non c' e' nessuno intorno e noi siamo piu' tranquilli .
Si sono fatte le 21:00, tempo di fissare il camino della stufa, farsi scramble eggs con bacon e salsicce con due Guinness e goderci questa serata dopo una grande veleggiata, stanchi ma felici.

L' indomani ripartiamo per andare ad investigare una baietta a detta di qualcuno con le foche dentro.
La cartografia e' praticamente inesistente e il posto e' un dedalo di rocce e roccette, abbiamo le indicazioni del portolano e delle carte Antares raster, ma quando arriviamo la' la realta' supera la fantasia.
Dobbiamo fare ben 2 allineamenti per poter entrare nel dedalo, il primo uno scoglietto allineato con la cima di una collinetta per 316 gradi e li´ci siamo, poi bisogna proseguire per ? e qui il portolano traccia una linea ma non ci da´ i gradi, interveniamo sul portolano tracciando la linea del nord e poi con un vecchio goniometro delle elementari ricaviamo i 33 gradi di direzione.
Dovremmo quindi proseguire per 33 gradi e siamo gia' attorniati da scogli e scoglietti per raggiungere l' allineamento tra un tripode e un segno bianco non bene specificato quale, arriviamo sull´allineamento e non vediamo una fava, non c´e´tripode e non c' e' nessun segno bianco a terra.
Decidiamo comunque di seguire le nostre rotte immaginarie e proseguire per 320 gradi come da allineamento teorico, a quel punto dovremmo trovare due boe non ufficiali e passarci dentro lasciandone una a sinistra e una a destra, boe non ne vediamo, ad un certo punto vediamo una micro boetta gialla e non sappiamo se lasciarcela a destra o a sinistra, nel frattempo siamo con tutta deriva alzata e il fondo sui 4 metri e gli scogli sembra che ci vogliano stringere tra una morsa.
Facciamo l´ultima svolta a sinistra che ci dovrebbe portare nell´ipotetica baietta, gli scogli sempre piu' vicini e il fondo che comincia a scende velocemente a 3 metri e scende ancora.
Proviamo a girarci a sinistra per uscire da sto cul de sac, ma la barca non ne vuole sapere per via della corrente, il fondo continua inesorabilmente a scendere, tutta marcia indietro, ma la barca e' ferma, non facciamo che contrastare la corrente.
In questa pseudo baia non ci si puo' ancorare, non ci sarebbe neppure spazio per ruotare.
Intensifichiamo la marcia indietro e finalmente, tra i miei sudori copiosi, la barca comincia ad arretrare e a guadagnare fondo, quando siamo sui 4 metri giro velocemente a dritta per far ruotare la barca ed uscire. Da questa parte e con l´abbrivio va' meglio e finalmente riusciamo ad uscire da sta galera, anche questa volta riusciamo a riportare a casa la barca, ma ce l´eravamo vista brutta.Tra le altre cose di foche neppure l´ombra.
Ci ridirigiamo verso la bella e sicura baia di Kilnaughton, il giorno dopo scendiamo a terra con il dinghy e andiamo all´ufficio dell´honesty marina, dove volendo con un paio di sterline si puo' fare la doccia o sedersi nella sala e avere i vari servizi gratis come wi-fi, libri da leggere o lo swap book anche senza essere ormeggiati ai pontili del mini marina, appena fuori dall´ufficio incontriamo un local che e' anche un velista e abita proprio vicino alla baia delle cosidette foche e ci conferma che neanche lui ne ha viste di foche e che in tempi recenti un catamarano che si era ficcato la dentro ha avuto un problema con l' ancora ed e' finito diretto a scogli.
Beh, questa l' abbiamo scampata, vediamo cosa ci riserva il futuro.

Post inviato via radio SSB

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