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domenica 15 maggio 2016

Caribbean chandleries ovvero .........


...... i Caraibi in barca a vela.

I Caraibi sono un luogo mitico della vacanza e "fuga" dell'immaginario collettivo in particolare se uniti all' altro sogno , quello della barca a vela.

Per noi i Caraibi sono stati un  passaggio per riprendere la nostra rotta verso il grande Sud dopo i tre lunghi mesi passati in cantiere a Trinidad per attrezzare la barca.
Abbiamo visto posti bellissimi si, ma non eravamo mai tranquilli, un po' per il timore degli  assalti, un po' per la forte risacca di molti ormeggi , un po' per l'assalto pacifico ma fastidioso dei charter e delle altre barche. Inoltre dovevamo completare il nostro equipaggiamento e ricercare atrezzi e materiali nei chandleries.  La ricerca  e acquisto del Walker Bay ( dinghy rigido ) è un esempio, la seconda àncora Fortless, la verifica dell'Epirb, il galleggiante del serbatoio del gasolio , etc etc.
Insomma, andare in barca a vela è, oltre visitare luoghi di sogno, una attenzione costante per la manuntenzione e i pezzi di ricambio, quindi spesso quando si va a terra i primi posti che si visitano sono proprio i negozi di articoli nautici, le ferramenta, idraulici elettricisti ed elettronica.


Vedi anche Giro turistico da velisti



 scritto e disegnato da Antonella

clicca sull'immagine sotto per vederla più grande.

sabato 1 agosto 2015

I Signori Rossi in barca a vela




Di coppie in giro in barca se ne vedono parecchie, di tutte le età e di tutti i tipi.
Nell'immaginario collettivo di solito i velisti sono tutti scafati marinai con la pelle incartapecorita dal sole, che ha girato mezzo mondo- sopratutto isole deserte e selvagge - etc, etc.
In realtà con la disponibilità sul mercato di barche a prezzi abbordabili e  e con modelli più vicini alla casa di vacanza al mare che alla barca marina, ci sono coppie che acquistata o noleggiata la barca normalmente sui 40 piedi o più se ne stanno sempre negli stessi posti ( vedi Caraibi ) se non addirittura non lasciano mai l'ormeggio e questo gli basta per vivere il sogno. In alcuni  casi il sogno è di lui mentre lei segue per quieto vivere, ma in realtà non capisce e non sopporta la navigazione  passando il tempo in cuccetta per uscire solo all'arrivo. 
( vedi anche Una tranquilla vacanza al mare)




di Antonella



mercoledì 29 luglio 2015

La navigazione a vela favorisce il dialogo

 di Antonella

Di questi tempi c'è chi si lamenta che c'è poca comunicazione nella coppia o si comunica attraverso il telefono,(!?!) o manca il dialogo e molti ci chiedono se non ci annoiamo a stare in mare tanto tempo senza tv  (?!?).
Durante le lunghe navigazioni, può sembrare strano, ma non ci si annoia, c'è sempre qualche argomento di discussione che ci tiene impegnati....


sabato 25 luglio 2015

Galleria di personaggi

di Antonella  


Qui di seguito una serie di  personaggi incontrati durante questo viaggio, catturati dalla mia mente  poi tornati fuori  sulla carta attraverso la mia mano. Non sono tutti, e alcuni  sono solo passanti. 

Sciacca

Cominciamo dall'inizio: il primo della serie è il proprietario del ristorante alla Lega Navale di Sciacca,  colto mentre ci spiega  il succulento menu.


 

Si passa poi a Caleta de Velez, in Andalusia

Nel piccolo ma accogliente marina  avevamo un vicino proprietario di un motoscafo che sembrava uscito da una balera di flamenco degli anni settanta, soprannominato dentino perchè nonostante la cura maniacale con cui teneva la barca e il suo abbigliamento aveva pochi  denti di cui uno solo visibile, quando parlava o sorrideva. Gli altri due a fianco sono turisti vacanzieri teutonici, sempre a Caleta de Velez, nelle due versioni di Biker e tedesco sandalo con calzino.

 



Gibilterra

Qui le vicine   e i passanti  mentre ci gustavamo il nostro fish & chip a Gibilterra. Il signore a  destra era basso ma superelegante anni 50 o 60  con tanto di foulard al collo
  
Canarie

IL LEAK   Il folletto dispettoso che si divertiva a far scattare le spie dei contatti elettrici -rosso-..... e poi a spegnerle - verde- prima che noi riuscissimo a capire quale era il problema.
( Leak in inglese  vuol dire perdita, in questo caso di elettricità)


La Graciosa e Gran Tarajal.
La signora a sinistra è la tipica turista inglese, la durezza dei lineamenti in contrasto con la frivolezza del cappello.  
Il signore a destra uno dei tanti personaggi misteriosi  incontrati; solo in un barcone di 40 o 45 piedi insomma enorme sulla sessantina  ma perfettamente abbronzato, con abiti di lino molto eleganti  e zainetti high tech. Non abbiamo mai capito se aspettava qualcuno, dove andava  etc. sappiamo solo che doveva sistemare il motore.


 



Qui siamo a Capo Verde  
Anche qui il primo a sinistra  è il nostro vicino in quel posto infernale di Mindelo. Angelo non aveva molta simpatia per lui e in effetti aveva un'aria inquietante, l'aspetto fragile e malaticcio si muoveva a fatica e la barca  non era proprio in buone condizioni, diceva di venire dal Sud Africa e di voler tornare la ma aveva uno strano accento francese, anche se non voleva parlarlo.Di simpatico aveva solo il cane di nome Tin Tin.

A fianco a lui Veronica , skipper professionista romana  con la sua piccola barca" Brivido" anche lei  con un cagnolino e anche lei ferma   per riparare l'autopilota   messo fuori uso  da un barca stoppista. 
Lei diceva del nostro  vicino che era un guru della navigazione ma noi non abbiamo avuto quell'impressione.


  

Arrivo in Brasile, nel Rio Paraiba a Jacaré

appena arriviamo  vicino all'ancoraggio vediamo una piccola barca a vela rossa che arriva quasi insieme a noi, salutiamo ma vediamo solo due facce stravolte. Poi faremo conoscenza con Andy  e Loris e andremo con loro alla dogana e capitaneria e scopriremo che venivano dal Sud Africa dopo aver preso di tutto e con il boma scassato da un 'onda,  Avevano la faccia stravolta. lasceranno li la barca e si faranno un giro a terra per riprendersi. Il caso vuole che li riincontreremo ai Caraibi a Marie Galante sulla barca di un francese poco simpatico.




Attilio è il tuttofare di  Jacaré, romano, sposato a una brasiliana, parla sempre . A noi sembra un personaggio di Asterix.


Brasile, Maceio, il passaggio alla nostra barca sulla lancia del pescatore, con le taniche di gasolio e la spesa e dopo aver perso il telefono. 


BAHIA
Baia di Todos os Santos, Itaparica


Il solitario bretone Frank che riincontreremo  in varie parti fino a Horta  che ci ha seguito nel nostro primo spiaggiamento e poi il mitico CRISPIN che io non sono riuscita a fotografare , che ci ha tolto dai pasticci liberando  con grande sforzo sott'acqua, la deriva che si era incastrata e che quando l'abbiamo pagato ci ha fatto un sorriso da un'orecchio all'altro.






Guyana Francese, Saint Laurent du Maroni


All'ancora eravamo insieme a una barca di danesi li ormai da sei mesi. 
Sul pontile per arrivare a terra  sembriamo tutti in divisa, cappello a tese larghe, pantaloni corti, sandali sportivi, occhiali da sole, polo e zainetto.




Trinidad, Chaguaramas 


All'immigrazione. Gli uffici di dogana e immigrazione sono molto  formali. Hanno fuori un cartello  con l'elenco dell'abbigliamento vietato. 
In particolare alcuni velisti hanno un concetto molto personale di eleganza e  si coprono come credono e  possono.







KIKKA e ANDREA  di MAISTRACC

Abbiamo conosciuto Kikka e Andrea  che venivano a riprendere la loro barca dopo aver lavorato come crew in una barca di lusso. 
Qui Kikka che mi ha chiesto di ritrarla alle prese con montagne di roba da lavare.



Chaguaramas , Port of Spain,


Accompagnati da Jesse James a sentire gli steel pan ( bande musicali che suonano bidoni di  metallo) , in un circolo popolare a Port of Spain. In questo giro abbiamo ritrovato  un'altra coppia inglese incontrata in Brasile nel mitico Jacaré Village. Marcus e Margie con Island Kea, con la quale ci ritroveremo a Grenada.
Qui sotto la presentatrice e animatrice dello show.




Bequia, ( Saint Vincent and Grenadines)

Bequia è un'isoletta accanto alla più grande Saint Vincent, famosa  per il diving e le spiagge. Noi per evitare la massa di barche e turisti e anche il rischio di aggressioni, abbiamo cercato  una baia isolata. L'atterraggio con il tender è stato un po avventuroso per via dell'onda e della mancanza di un pontile.
Una volta a terra abbiamo raggiunto la strada per prendere il minibus o maxitaxi per raggiungere il centro abitato Port Elizabeth per fare provviste, e qui mi cimento nella descrizione dei passeggeri pigiati nel pulmino.

Wallillabou   ( Saint Vincent)

Wallillabou è un un altro luogo mitico, descritto come una baietta paradisiaca dalle guide e dai portolani,  in realtà infestato  da  barche,catamarani charter, e turisti da terra anche perché  qui hanno girato il primo Pirati dei Caraibi, e tutti si fanno le foto. Poi all'arrivo c'è una serie di indigeni col barchino - uno anche con una semplice tavola da surf e la  pagaia, che vengono a offrire i  propri servigi, aiuto nell'ormeggio- o a venderti qualcosa.
In teoria ce n'è uno solo autorizzato dal ristorante per l'ormeggio, ma è troppo lento e non  ha il motore, mentre quello che si accaparra più ormeggi è un ragazzotto magrissimo e scattante con un potente motore da noi soprannominato lo smilzo. Infine gli skipper da charter- molti francesi o francofoni - con l'aria scocciata per la routine dei turisti da scarrozzare in giro e le pratiche doganali da espletare.












Marie Galante, Guadalupa

A Grand Bourg di Marie Galante siamo rimasti a lungo per vari motivi.
L'acqua la prendevamo al rubinetto del mercato del pesce che consiste in una serie di banchi e lavandini all'aperto protetti da una tettoia. Il rubinetto dell'acqua viene chiuso alle 4 del pomeriggio  e riaperto al mattino presto. Per cortesia noi chiedevamo sempre il permesso di riempire le taniche ai pescatori, neri, nerboruti e con espressioni minacciose, quando andavo io il contrasto tra la mia gentilezza, il mio colore e loro era evidente. 


Le donne di Marie Galante,
mi hanno colpito per la loro grazia e a volte eccentricità.
La prima è la commessa di un negozio di abbigliamento  che vendeva anche le ricariche del telefono, sempre gentile, sorridente e disponibile. 
La seconda è una signora che stava appoggiata a un muro di una via che vendeva la verdura con la sporta  ai suoi piedi, cercando di non dare troppo nell' occhio. La prima volta che l'ho notata  pensavo si fosse fermata per una pausa e si guardasse intorno poi l'ho rivista sempre nello stesso punto   e ho capito che vendeva gli ortaggi della sua borsa.
Le ultime due infine sono, l'impiegata dell'ufficio del turismo con il copricapo tradizionale  che sembrava una bambolina, la seconda una gigantessa  con tanto di tacchi alti e vestiti leopardati  che si è rivelata essere l'impiegata della farmacia. 




















venerdì 24 luglio 2015

OPERAZIONE MARE PULITO 1 & 2

 Scritto e disegnato da Antonella

Giusto come intrattenimento in attesa di nuove navigazioni mi diletto con i disegni in arretrato e riprendo il tema della coppia ecologica per metà e a metà tra il desiderio di preservare la natura e l'istinto primordiale di pescare e mangiare il pescato.....

Ecco qua OPERAZIONE MARE PULITO  1 & 2



giovedì 2 aprile 2015

Souvenir di S'Espalmador e Baleari


 PREMESSA

A un anno di distanza  solo adesso trovo l'occasione di pubblicare questo post come souvenir (con la cartolina )di uno dei posti bellissimi dove siamo stati. 
Prima non sapevo bene come giustificarlo perché era fuori tempo.
Rivedendolo soprattutto nel video finale, trovo un filo conduttore con gli ultimi ancoraggi selvaggi circondati dai reef.



Dall’ “attascé culturale”, Antonella 
Nel programma iniziale  era previsto di arrivare direttamente a  Puerto Espalmador, Formentera,  dalla  Sardegna, ma poi  abbiamo dovuto fare i  conti con la stagione e la velocità delle perturbazioni particolarmente  violente nel Golfo del Leone e abbiamo dovuto inserire delle tappe intermedie dandoci  così l’opportunità almeno di vedere  più da vicino le isole dell’arcipelago.

Navigare e spostarsi in barca a vela è già un viaggio in se e comporta  in primo luogo abituarsi  e vivere il mare. Spesso  sbarcare  a terra è una necessità  e ogni volta, specie dopo lunghe navigazioni, è una specie di trauma.
Questo per dire che dopo un certo periodo in mare e dopo aver vissuto  l’emozione dello spettacolo della natura, le “cose terrene”  come i monumenti, i musei, o i luoghi famosi  perdono di interesse, i luoghi dove fermarsi vengono scelti in base alla funzionalità del percorso e soprattutto del meteo. Inoltre l’idea di prendere altri mezzi tipo bus, taxi  treni o aerei diventa assolutamente impensabile e fastidiosa.
Se c’è qualcosa da vedere deve essere possibilmente all’aperto e poco distante o almeno raggiungibile a piedi. Le grandi città o le capitali sono spesso da evitare perché luoghi caotici e inquinati, che accrescono l’attrito con la terra.

In compenso si ha una vista privilegiata del paesaggio dal mare  che, soprattutto nel caso  del Mediterraneo, offre una  visione della natura e della storia   non scritta  nelle normali guide turistiche.

Minorca


Mahon

La rotta più breve dalla Sardegna ci ha  portato a Mahon, nell’isola di Minorca.
Mahon è uno dei più grandi porti naturali esistenti al mondo e come altri porti strategici del Mediterraneo ( Malta e Gibilterra) è stato sotto il controllo degli inglesi per molto tempo. E’ un’ immenso fiordo naturale costellato da fortificazioni, residenze aristocratiche – tra cui una villa abitata da Nelson, piccoli villaggi di pescatori e antichi insediamenti preistorici. Non ci sono molte spiagge e le rive sono a picco sul mare. 










El Castel, altro paese nel fiordo di Mahon




Il paese è molto ben curato e il  Real Club Nautico molto attivo con la scuola di vela e di canoa.
Il centro storico  è un po’ un crogiuolo di stili, ma almeno non ci sono mostri edilizi moderni.

Mahon Arc de SantRoc unico esempio rimasto dell'epoca medievale






Mahon La piazza del Municipio

 Mahon Il Municipio



Una nota:
a Mahon non siamo riusciti a trovare  il latte fresco al supermercato e i piccoli negozi non erano molto forniti. Solo “ cibi tipici” a prezzi alti.
I negozi di articoli nautici, sono nella zona industriale detta “Poligono” quelli che sono al porto o al Molo di Ponente fanno solo apertura stagionale.
La zona industriale è raggiungibile a piedi in una mezzoretta circa di cammino.

Baia Binibeca


Baia Binibeca, Il villaggio 


Il vantaggio di andare in giro fuori stagione è quello di trovare spiagge deserte là dove
d’estate c’è il carnaio. La baia Binibeca, a Sud di Minorca è famosa come luogo turistico anche per il finto tipico  villaggio con casette bianche. Sulla guida dice che a dispetto delle apparenze  è stato costruito negli anni settanta dopo che Minorca ha cominciato ad aprirsi al turismo. 
Pare che Minorca abbia conservato il suo aspetto caratteristico  anche grazie a Franco che ha ostacolato il suo sviluppo a differenza delle altre isole dell’arcipelago per motivi politici.

Un altro aspetto che mi affascina di Minorca, come del resto, di molte isole del Mediterraneo e delle coste spagnole e francesi, sono i siti preistorici e misteriosi.
A Minorca ci sono delle costruzioni particolari, non presenti in nessun altro luogo,
risalenti al 2000 A.C. Si chiamano Taula e hanno la forma di una T.
Mi sarebbe piaciuto vederle dal vivo, ma avremmo dovuto prendere un autobus. Mi sono accontentata delle foto.

Maiorca


Maiorca è la più famosa, turistica  e ricca delle isole Baleari. Abbiamo fatto solo due soste tattiche nella rotta per Puerto Espalmador, dal momento che abbiamo deciso che per fare delle tratte lunghe era ancora troppo freddo e non avevamo nessuna scadenza ristretta.
Abbiamo sempre cercato, laddove possibile, di andare all’ancora.

La prima baia è stata baia Canamel. Mi sono risparmiata di fotografare gli orrori edilizi sullo sfondo della baia che si sono ripetuti lungo la costa, insieme alle antiche torri di avvistamento che ci accompagnano dall’inizio del nostro viaggio.

Maiorca, in vista della baia Canamel

Abbiamo visto  delle grotte  con turisti sul roccione del capo ma non sono riuscita a scoprire  di che cosa si tratta esattamente.
Pare che la parte più selvaggia di Maiorca sia quella Nord Ovest, dove c’è la Sierra di Tramontana, che abbiamo evitato soprattutto  perché esposta al temibile Maestrale (Nord-Ovest).

La seconda sosta è stata Porto Petro, una delle calette della costa orientale che in certi punti è stata risparmiata dagli orrori edilizi.

Portopetro: albergo e casetta di pescatori trasformata in villetta

Le foto che seguono illustrano la costa da Baia Canamel a PortoPetro.

 Barca tipica

Ingresso a Cala D'Or, approdo per yacht di lusso.

 Ingresso a Puerto Colon


Tra i vari approdi  possibili  sulla costa  Est avevamo  visto anche Cala Mondragò, altra meta turistica nonchè riserva naturale, per cui l'abbiamo scartata anche perché non aveva un porto dove proteggersi in caso  di vento da Est. Abbiamo poi scoperto che le riserve d'estate non sono  molto "protette"  da barche e turisti. L'unica cosa protetta è la Poseidonia.

Ibiza e Formentera
Come già spiegato sopra, abbiamo evitato Ibiza (o Eivissa) e da PortoPetro siamo andati diretti a Puerto Espalmador, a Formentera, arrivando di notte e vedendo il bagliore di Maiorca e Ibiza nonchè il traffico di  traghetti e navi da crociera diretti al porto.

Sulla guida c’è scritto che a Formentera di storico c’è “solo” qualche torre di avvistamento.
A me le torri di avvistamento piacciono moltissimo  anche perché si vedono da lontano, sono un interessante punto di riferimento e sono poco invadenti.
Per il resto è quasi tutto parco naturale. A noi è sembrato un paradiso.
Poi altri velisti inglesi ci hanno detto che d’estate, il paradiso si trasforma in inferno, affollata di  mostri nudi, panzoni  e rossicci che si aggirano sulla spiaggia….. Che sia una nuova razza di fauna protetta in estinzione, una specie endemica o una invasione pacifica?

Il sito ministeriale spagnolo con le informazioni e la cartina dei parchi delle Baleari è questo:  http://www.caib.es/sacmicrofront/contenido.do?mkey=M34&lang=ES&cont=21475

Qui di seguito  un piccolo filmato di Espalmador in attesa del  tempo buono. Apparentemente non ci sono ridossi, ma i bassi fondali da cui è circondato lo proteggono dal mare.
Il rumore de vento  e del mare  e i colori delicati non hanno bisogno di commento.

https://youtu.be/zPNtMVWZrZ8