L'ABER WRAC'H, ROSCOFF, TRÉGUIER.
14 marzo 2025 da
Aber Ildut a Aber Wrac’h, 26 miglia.
By Angelo
Foto by Antonella
Il passaggio dal
naso della Bretagna ed entrare nel Canale della Manica è sempre complicato,
incrocio di vento, incrocio di corrente e di mare.
Già l’anno
scorso avevamo visto i sorci verdi partendo da Aber Ildut ( https://ovni345.blogspot.com/2024/05/il-passaggio-finistere-e-lentrata-nella.html ) con un vento da nord intenso che si scontrava con la corrente
direzione verso nord e non conoscendo bene la zona ci siamo ficcati nei bassi di
Porsall centrifugandoci ben bene.
Quest’anno la
previsione è ancor più complicata, AROME (modello meteo per la Francia Atlantica) ci da’ una previsone a macchia di
leopardo, solo che invece di due colori ne ha tre, il tutto da nord est.
Macchie blu di
totale assenza di vento, macchie verdi con vento a 23-24 nodi e macchie viola
con raffiche a 33-34 nodi. A vederla non ci sarebbe da crederci e infatti non ci convinceva molto come previsione.
Partiamo alle
11:00 in bassa marea cippa, per beccare a breve la corrente di marea che, prima
spinge verso nord e poi girando spinge verso est nella Manica.
Il nord est ci va’
bene fino ad arrivare al faro Le Four, poi mica tanto bene, perché ci
arriverà sul naso.
Mare calmo, sole
splendente e poco vento fino al faro, tant' è che ne approfittiamo per cucinare
scramble eggs, intanto che c’è una tregua.
Appena passato il
faro comincia la bussana: da 5 nodi di vento e con genoa 150% e randa piena,
il vento sale repentinamente a 25 nodi, riduciamo genoa, ma teniamo la randa scarrellata.
Dopo
5 minuti, il
vento sparisce, riapri genoa ecc.., e così via per 3 volte, poi si
instaura il nord est intenso, 24/25 nodi apparente e raffiche a 33.
Decidiamo di non
stare a cazzeggiare con bordi e controbordi, ma di fare un bordo lungo verso
nord, abbastanza lungo per poter poi fare una virata e dirigerci verso l’entrata
di Aber Wrac’h.
Abbiamo genoa
ridotto a fiocco, ma esitiamo a prendere una mano alla randa, aspettandoci
magari che il vento torni giù, lavoriamo quindi di randa, la barca è bella
sbandata e sotto, le onde, ora di vento contro marea, ne arrivano anche in
pozzetto, Antonella tiene duro e se pur con la barca davvero sbandata, non molla.
Filiamo come
treni, 6/7 nodi. Avvicinandoci a terra il vento rinforza, forse dato dalla
deflessione della costa, tocchiamo i 35 nodi sotto raffica, siamo troppo invelati,
ma ormai siamo in vista della meda ovest davanti alla rossa di entrata e non ha
più senso prendere la mano.
Rolliamo il genoa
e proseguiamo solo di randa piena abbastanza sventata, ma anche così tra le
onde e il vento la barca rimane bella orziera e Antonella deve tirare fuori i
muscoli.
Arriviamo alla
rossa di entrata del canale, ammainiamo randa e arriviamo all’ormeggio a
motore, non chiamiamo neppure, è la terza volta che veniamo qui e conosciamo
bene i pontili per i visitors.
Si è instaurata
una grande alta pressione sul nord dell’Inghilterra, questo ci regala per i
prossimi giorni venti abbastanza forti da nord est/est, non certo ideali per
navigare verso est.
Decidiamo di
aspettare 2/3 giorni fino all’arrivo del sud est. Andare contro vento con marea
a favore alle sizigie con conseguente innalzamento delle onde e fare bordi piatti
col vento gelido non è proprio una delizia.
Intanto ci godiamo come al solito i bellissimi sentieri della Bretagna e del GR 34 o sentiero dei doganieri.
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Stranizza ormeggiata a L'Aber Wrac'h |
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14 marzo luna piena. |
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Tramonto sul marina |
Passeggiata all'interno de la Ria L'Aber Wrac'h, "Balade de l'Enfer"
Antico lavatoio. Secondo una leggenda le lavandaie morte appaiono di notte e chiedono ai passanti di aiutarle a strizzare la biancheria, se si strizza dal verso sbagliato il malcapitato muore. |
Vista sul villaggio Plougastel |
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Ingresso Aber Wrac'h |
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Baie des Anges |
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Abbazia degli Angeli |
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Sullo sfondo il faro de la Vierge vista dalla baia degli Angeli |
19 marzo 2025 da
Aber Wrac’h a Roscoff 30 miglia
La corrente di
marea sulla Manica direzione est comincia verso le 02:00 di notte e le 14:00
del pomeriggio, facciamo due conti e anche perché di alzarsi alle 2 di notte
non ne abbiamo proprio voglia, decidiamo per le 14:00.
La previsone dopo
4 giorni di attesa da’ finalmente venti da sud est e non più da est sul naso.
Molliamo dal
pontile alle 12:30 con l’ultima marea in uscita, dopo 100 metri issiamo vela e spegniamo il motore, il sole splende in un cielo blu profondo e finalmente essendo il
vento da terra, la temperatura è salita ed è veramente piacevole stare in
pozzetto.
Prevediamo di
arrivare con il buio a Roscoff, ma lo conosciamo bene, vorremmo però evitare
di passare col buio nel canale a sud dell’isola di Batz, perché bisogna fare
diversi zig zag per i bassi fondali, ma non ci sono mede illuminate, molte
volte solo dei pali.
L’uscita dal
canale di Aber Wrac’h prevede di arrivare fino alla meda cardinale ovest prima
di deviare verso est, questo girare intorno è di quasi 5 miglia, mentre la
scorciatoia che conosciamo per averla fatta l’anno prima ci farebbe risparmiare
4 miglia.
Via che tagliamo,
a vela passiamo lo stretto tra le rocce molto vicine…troppo vicine, le rocce,
ci sventano un po’, la marea che spinge è ormai poca cosa e nella Manica non
ha ancora girato, velocità al passaggio 2 nodi scarsi, diciamo un po’ in
apprensione, questa scorciatoia ci permetterà poi, però di arrivare a Roscoff
al tramonto.
Il vento è molto
rafficato, proviamo un paio di volte con genoa pieno, ma non c’è verso e alla
fine ci stabilizziamo con il fiocco al 110 % e randa piena che alla bisogna
scarrelliamo.
Il mare quasi
piatto, una giornata davvero splendida, unico inconveniente, a terra stanno
concimando con letame i campi e ne veniamo investiti dal sud est, per fortuna
non dura tantissimo.
Nel caso di
trovarsi davanti al canale di Ile de Batz troppo tardi e doverlo affrontare di
notte, avremmo deciso di circunavigare l' isola, naturalmente impiegando
molto più tempo.
La previsione
aveva chiamato vento da sud est, ma evidentemente ha qualche grado in più
verso i 130/140 gradi, questo ci permette di fare un bordo unico mantenendo una
buona media verso il canale di Batz e ci permette di essere all’imbocco del
canale alle 18 circa.
Teniamo randa,
accendiamo il motore facendo i zig zag tra le mede, che per fortuna con la
luce si vedono chiaramente. Naturalmente abbiamo anche una rotta tracciata sul
pc, per fortuna perché la corrente trasversale ci da’ un heading a dritta di
25 gradi rispetto al COG (Course On Ground cioè la rotta) praticamente andiam via a granchio e molte volte si
ha l’impressione di non riuscire a prendere la meda per via della prua cosí
spostata.
Passiamo il verde
e il rosso di Roscoff alle 19:20 con l’ultima luce residua, tempo di
ormeggiarci negli spaziosi e vuoti pontili visitors e cala la notte.
Overall, una
grande giornata di vela e per fortuna non troppo fredda per via del vento da
terra, il gran sole che ci ha sempre deliziato e mare piatto per via del vento
da terra, una bellezza.
Il track da Aber Wrac'h a Roscoff
Il canale tra Île de Batz e Roscoff in vista |
Île de Batz |
Île de Batz |
Île de Batz, la costruzione in primo piano è quella del salvamento ( SNSM) |
La meda Sud alla fine del canale prima di entrare a Roscoff |
Tramonto sul canale a poppa |
ROSCOFF
22 marzo 2025 da
Roscoff a Treguier: 42 miglia.
Abbiamo
monitorato le previsioni al millesimo, vuol dire controllare tutti gli
aggiornamenti di ECMWF, AROME, UKV , diciamo i tre modelli più attendibili per il
giorno dopo.
Mentre le ultime
due con griglie più strette entro un paio di giorni sono abbastanza
attendibili e d’accordo, la ECMWF si allinea giusto il giorno prima avendo una
griglia più larga, fermo restando che quando si parla di vento da terra, l’influenza
che possono avere i vari rilievi sicuramente va’ a modificare i vari algoritmi.
Controllando poi
anche le carte sinottiche, abbiamo visto che il 21 arrivava il fronte della
depressione Martinho attiva al momento nel sud est della Bretagna.
Non era neppure
il vento in se, anche se abbastanza alto a preoccuparci, ma più che altro l’arrivo
a Treguier dove bisogna seguire il fiume per circa 7 miglia con il sud est
sforzato a 30 nodi sul naso, con l’aggravante della marea in uscita, questa situazione rilevata
alle 3 di notte dopo aver visto gli ultimi aggiornamenti ci ha fatto desistere
e tornarcene a dormire per rimandare la partenza al giorno dopo.
La previsione del
22 ci da' un piccolo calo di vento, sempre molto rafficato, da sud est e all’arrivo
22/23 nodi di vento sul naso.
Il piano è di
svegliarci alle 6 con il crepuscolo nautico e senza far colazione partire per
le 06:30.
Alla sveglia, il
vento da sud est ha rinforzato un po’ sui 22 nodi reali da sud est che ci
schiacciano contro il finger.
Qua ce la
dobbiamo giocare bene, la corrente a Roscoff marina è terribile, anche quelli
del marina ci hanno avvisato di non provare ad uscire da soli senza assistenza
del loro dinghy se la corrente ha un coefficiente di 75 e oltre, e memori dell’anno
passato dove alla partenza finimmo miseramente schiacciati sulle barche vicine.
La mattina il coefficiente è 45, marea entrante da prua, vento a
22 nodi sul giardinetto di destra che ci schiaccia contro il finger, mica micio micio bau bau.
Alle 6 visto che
il finger sopravento è libero, decidiamo di spostare la barca tonneggiandola
sul finger di sopravento, per eliminare almeno il problema dello
schiacciamento e alla partenza quando si ha ancora poco abbrivio avere spazio
per la prua che verrà in qualche maniera abbattuta dal vento.
Detto fatto,
Antonella molla il doppino di prua, io quello di poppa, andiamo a marcia
indietro nel canale tra i due pontili, poi gas avanti allegro e non ci facciamo
prendere nè dalla corrente, nè dal vento e in un attimo, seguendo i pescatori,
siamo fuori.
Sappiamo dalle
previsioni che il tratto da Roscoff fino al passaggio tra l’isola di Bono e la
terra ferma sarà super rafficato, forse per la conformazione terrestre che fa’
da “filtro” al forte vento proveniente da sud est.
Poi comincia la
danza, vento da 20 nodi, in pochi secondi arrivano raffiche a 35 nodi, tutte le
misurazioni del vento da qui in poi saranno in vento apparente, non avendo da
anni l’indicazione del vento reale, che calcoliamo con i vettori.
Le raffiche a 35
nodi si fanno più persistenti, proviamo prima con lo sventare la randa, ma
quando vediamo che insistono, prendiamo una mano alla randa e riduciamo il
fiocco a 100%.
A tratti proviamo
ad andare di autopilota, ma non ce n'è, sotto raffica parte all’orza come
impazzita, alla fine Antonella si mette al timone e le cose vanno molto meglio.
Continuiamo così
per un po’, vediamo peró grosse nuvole nere approssimarsi, le raffiche ora
arrivano a 40/42 nodi, chiudiamo il fiocco e apriamo trinchetta che si
difende come può. È da un po’ che discutiamo per farne una nuova, questa è
ormai spanciata dai troppi anni che viene bastonata e originariamente era una
trinchetta con i garrocci, convertita poi per il rulla fiocco,
quindi il design non è proprio dei migliori.
In diversi
momenti dobbiamo lascare anche randa, tant' è che ad un certo punto avevamo
anche pensato di prendere la seconda mano, ma avevamo paura di perdere potenza
contro le onde e preferiamo lavorare di randa.
Essendo il range
delle raffiche così accentuato, ogni tanto per il calo drastico del vento,
provavamo ad aprire un fazzoletto di fiocco dietro la trinchetta, ma per
rimetterlo subito dentro appena le raffiche arrivavano.
Andiamo avanti
cosi per 5/6 miglia finché non passiamo il passaggio dell’isola di Bono, poi
piano piano il vento si da’ una regolata sui 24/25 nodi, chiudiamo trinchetta e
apriamo fiocco. A circa un paio di miglia dall’ingresso del canale il vento
scende a 20 nodi e apriamo completamente genoa e togliamo la mano.
Purtroppo l’ingresso
del canale si posiziona nord ovest verso sud est e ci troviamo il vento sul
naso a venti nodi con corrente in uscita contro, a motore spuntiamo 2.4 nodi di
velocità, poi passato questo segmento di rotta il vento ci dara’ una mano
sulla randa e procediamo sui 4 nodi.
Zig zaghiamo il
bellissimo fiume, telefoniamo al marina e ci dicono che il sabato e la
domenica d’inverno non c’è nessuno del marina, ci dicono di ormeggiarci al pontile E
dove vogliamo e ci si vede lunedì, ci danno i vari codici per cancelli e
bagni.
L’idea iniziale
era di ormeggiarci al pontile E con la prua rivolta verso l’uscita, ma la
corrente contro e il vento contro ci costringono ad ormeggiare con prua al
vento e alla corrente, ormeggio impeccabile, in giro pieno come al solito di
Boreal 47, insomma un porto per “Alluminati”.
Sul fiume verso Tréguier |
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Tréguier, zoccoli e altro appesi come decorazione. |
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Stranizza in mezzo ai Boreal |
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