lunedì 24 marzo 2025

Il nord della Bretagna

L'ABER WRAC'H, ROSCOFF, TRÉGUIER.

14 marzo 2025 da Aber Ildut a Aber Wrac’h,  26 miglia.

By Angelo

Foto by Antonella

Il passaggio dal naso della Bretagna ed entrare nel Canale della Manica è sempre complicato, incrocio di vento, incrocio di corrente e di mare.

Già l’anno scorso avevamo visto i sorci verdi partendo da Aber Ildut  ( https://ovni345.blogspot.com/2024/05/il-passaggio-finistere-e-lentrata-nella.html ) con un vento da nord intenso che si scontrava con la corrente direzione verso nord e non conoscendo bene la zona ci siamo ficcati nei bassi di Porsall centrifugandoci ben bene.

Quest’anno la previsione è ancor più complicata, AROME (modello meteo per la Francia Atlantica) ci da’ una previsone a macchia di leopardo, solo che invece di due colori ne ha tre, il tutto da nord est.

Macchie blu di totale assenza di vento, macchie verdi con vento a 23-24 nodi e macchie viola con raffiche a 33-34 nodi. A vederla non ci sarebbe da crederci e infatti non ci convinceva molto come previsione.

Partiamo alle 11:00 in bassa marea cippa, per beccare a breve la corrente di marea che, prima spinge verso nord e poi girando spinge verso est nella Manica.

Il nord est ci va’ bene fino ad arrivare al faro Le Four, poi mica tanto bene, perché ci arriverà sul naso.

Mare calmo, sole splendente e poco vento fino al faro, tant' è che ne approfittiamo per cucinare scramble eggs, intanto che c’è una tregua.

Appena passato il faro comincia la bussana: da 5 nodi di vento e con genoa 150% e randa piena, il vento sale repentinamente a 25 nodi, riduciamo genoa, ma teniamo la randa scarrellata.

Dopo 5 minuti, il vento sparisce, riapri genoa ecc.., e così via per 3 volte, poi si instaura il nord est intenso, 24/25 nodi apparente e raffiche a 33.

Decidiamo di non stare a cazzeggiare con bordi e controbordi, ma di fare un bordo lungo verso nord, abbastanza lungo per poter poi fare una virata e dirigerci verso l’entrata di Aber Wrac’h.

Abbiamo genoa ridotto a fiocco, ma esitiamo a prendere una mano alla randa, aspettandoci magari che il vento torni giù, lavoriamo quindi di randa, la barca è bella sbandata e sotto, le onde, ora di vento contro marea, ne arrivano anche in pozzetto, Antonella tiene duro e se pur con la barca davvero sbandata, non molla.

Filiamo come treni, 6/7 nodi. Avvicinandoci a terra il vento rinforza, forse dato dalla deflessione della costa, tocchiamo i 35 nodi sotto raffica, siamo troppo invelati, ma ormai siamo in vista della meda ovest davanti alla rossa di entrata e non ha più senso prendere la mano.

Rolliamo il genoa e proseguiamo solo di randa piena abbastanza sventata, ma anche così tra le onde e il vento la barca rimane bella orziera e Antonella deve tirare fuori i muscoli.

Arriviamo alla rossa di entrata del canale, ammainiamo randa e arriviamo all’ormeggio a motore, non chiamiamo neppure, è la terza volta che veniamo qui e conosciamo bene i pontili per i visitors.

Si è instaurata una grande alta pressione sul nord dell’Inghilterra, questo ci regala per i prossimi giorni venti abbastanza forti da nord est/est, non certo ideali per navigare verso est.

Decidiamo di aspettare 2/3 giorni fino all’arrivo del sud est. Andare contro vento con marea a favore alle sizigie con conseguente innalzamento delle onde e fare bordi piatti col vento gelido non è proprio una delizia.

Intanto ci godiamo come al solito i bellissimi sentieri della Bretagna e del GR 34 o sentiero dei doganieri.

 
Il track con il generoso bordo verso nord e rientro diretto su Aber Wrac'h

 

Stranizza ormeggiata a L'Aber Wrac'h

14 marzo luna piena.


Tramonto sul marina

Passeggiata all'interno de la Ria L'Aber Wrac'h, "Balade de l'Enfer"




Antico lavatoio. Secondo una leggenda le lavandaie morte appaiono di notte e chiedono ai passanti di aiutarle a strizzare la biancheria, se si strizza dal verso sbagliato il malcapitato muore.

Vista sul villaggio Plougastel



Ingresso Aber Wrac'h

Baie des Anges

Abbazia degli Angeli

Sullo sfondo il faro de la Vierge vista dalla baia degli Angeli








 

 

 

 

19 marzo 2025 da Aber Wrac’h a Roscoff 30 miglia

La corrente di marea sulla Manica direzione est comincia verso le 02:00 di notte e le 14:00 del pomeriggio, facciamo due conti e anche perché di alzarsi alle 2 di notte non ne abbiamo proprio voglia, decidiamo per le 14:00.

La previsone dopo 4 giorni di attesa da’ finalmente venti da sud est e non più da est sul naso.

Molliamo dal pontile alle 12:30 con l’ultima marea in uscita, dopo 100 metri issiamo vela e spegniamo il motore, il sole splende in un cielo blu profondo e finalmente essendo il vento da terra, la temperatura è salita ed è veramente piacevole stare in pozzetto.

Prevediamo di arrivare con il buio a Roscoff, ma lo conosciamo bene, vorremmo però evitare di passare col buio nel canale a sud dell’isola di Batz, perché bisogna fare diversi zig zag per i bassi fondali, ma non ci sono mede illuminate, molte volte solo dei pali.

L’uscita dal canale di Aber Wrac’h prevede di arrivare fino alla meda cardinale ovest prima di deviare verso est, questo girare intorno è di quasi 5 miglia, mentre la scorciatoia che conosciamo per averla fatta l’anno prima ci farebbe risparmiare 4 miglia.

Via che tagliamo, a vela passiamo lo stretto tra le rocce molto vicine…troppo vicine, le rocce, ci sventano un po’, la marea che spinge è ormai poca cosa e nella Manica non ha ancora girato, velocità al passaggio 2 nodi scarsi, diciamo un po’ in apprensione, questa scorciatoia ci permetterà poi, però di arrivare a Roscoff al tramonto.

Il vento è molto rafficato, proviamo un paio di volte con genoa pieno, ma non c’è verso e alla fine ci stabilizziamo con il fiocco al 110 % e randa piena che alla bisogna scarrelliamo.

Il mare quasi piatto, una giornata davvero splendida, unico inconveniente, a terra stanno concimando con letame i campi e ne veniamo investiti dal sud est, per fortuna non dura tantissimo.

Nel caso di trovarsi davanti al canale di Ile de Batz troppo tardi e doverlo affrontare di notte, avremmo deciso di circunavigare l' isola, naturalmente impiegando molto più tempo.

La previsione aveva chiamato vento da sud est, ma evidentemente ha qualche grado in più verso i 130/140 gradi, questo ci permette di fare un bordo unico mantenendo una buona media verso il canale di Batz e ci permette di essere all’imbocco del canale alle 18 circa.

Teniamo randa, accendiamo il motore facendo i zig zag tra le mede, che per fortuna con la luce si vedono chiaramente. Naturalmente abbiamo anche una rotta tracciata sul pc, per fortuna perché la corrente trasversale ci da’ un heading a dritta di 25 gradi rispetto al COG (Course On Ground cioè la rotta) praticamente andiam via a granchio e molte volte si ha l’impressione di non riuscire a prendere la meda per via della prua cosí spostata.

Passiamo il verde e il rosso di Roscoff alle 19:20 con l’ultima luce residua, tempo di ormeggiarci negli spaziosi e vuoti pontili visitors e cala la notte.

Overall, una grande giornata di vela e per fortuna non troppo fredda per via del vento da terra, il gran sole che ci ha sempre deliziato e mare piatto per via del vento da terra, una bellezza.

Il track da Aber Wrac'h a Roscoff


La scorciatoia tra le rocce

Il passagio nel canale tra l'isola di Batz e la terraferma

Il canale tra Île de Batz e Roscoff in vista





Île de Batz


Île de Batz

 

 

Île de Batz, la costruzione in primo piano è  quella del salvamento ( SNSM)

 

La meda Sud alla fine del canale prima di entrare a Roscoff

Tramonto sul canale a poppa

 ROSCOFF




 

22 marzo 2025 da Roscoff a Treguier: 42 miglia.

Abbiamo monitorato le previsioni al millesimo, vuol dire controllare tutti gli aggiornamenti di ECMWF, AROME, UKV , diciamo i tre modelli più attendibili per il giorno dopo.

Mentre le ultime due con griglie più strette entro un paio di giorni sono abbastanza attendibili e d’accordo, la ECMWF si allinea giusto il giorno prima avendo una griglia più larga, fermo restando che quando si parla di vento da terra, l’influenza che possono avere i vari rilievi sicuramente va’ a modificare i vari algoritmi.

Controllando poi anche le carte sinottiche, abbiamo visto che il 21 arrivava il fronte della depressione Martinho attiva al momento nel sud est della Bretagna.

Non era neppure il vento in se, anche se abbastanza alto a preoccuparci, ma più che altro l’arrivo a Treguier dove bisogna seguire il fiume per circa 7 miglia con il sud est sforzato a 30 nodi sul naso, con l’aggravante della marea in uscita, questa situazione rilevata alle 3 di notte dopo aver visto gli ultimi aggiornamenti ci ha fatto desistere e tornarcene a dormire per rimandare la partenza al giorno dopo.

La previsione del 22 ci da' un piccolo calo di vento, sempre molto rafficato, da sud est e all’arrivo 22/23 nodi di vento sul naso.

Il piano è di svegliarci alle 6 con il crepuscolo nautico e senza far colazione partire per le 06:30.

Alla sveglia, il vento da sud est ha rinforzato un po’ sui 22 nodi reali da sud est che ci schiacciano contro il finger.

Qua ce la dobbiamo giocare bene, la corrente a Roscoff marina è terribile, anche quelli del marina ci hanno avvisato di non provare ad uscire da soli senza assistenza del loro dinghy se la corrente ha un coefficiente di 75 e oltre, e memori dell’anno passato dove alla partenza finimmo miseramente schiacciati sulle barche vicine.

La mattina il coefficiente è 45, marea entrante da prua, vento a 22 nodi sul giardinetto di destra che ci schiaccia contro il finger, mica  micio micio bau bau.

Alle 6 visto che il finger sopravento è libero, decidiamo di spostare la barca tonneggiandola sul finger di sopravento, per eliminare almeno il problema dello schiacciamento e alla partenza quando si ha ancora poco abbrivio avere spazio per la prua che verrà in qualche maniera abbattuta dal vento.

Detto fatto, Antonella molla il doppino di prua, io quello di poppa, andiamo a marcia indietro nel canale tra i due pontili, poi gas avanti allegro e non ci facciamo prendere nè dalla corrente, nè dal vento e in un attimo, seguendo i pescatori, siamo fuori. Appena fuori il vento rinfresca sui 24 nodi decidiamo per randa piena e fiocco al 110%, mas o meno.

Sappiamo dalle previsioni che il tratto da Roscoff fino al passaggio tra l’isola di Bono e la terra ferma sarà super rafficato, forse per la conformazione terrestre che fa’ da “filtro” al forte vento proveniente da sud est.

Poi comincia la danza, vento da 20 nodi, in pochi secondi arrivano raffiche a 35 nodi, tutte le misurazioni del vento da qui in poi saranno in vento apparente, non avendo da anni l’indicazione del vento reale, che calcoliamo con i vettori.

Le raffiche a 35 nodi si fanno più persistenti, proviamo prima con lo sventare la randa, ma quando vediamo che insistono, prendiamo una mano alla randa e riduciamo il fiocco a 100%.

A tratti proviamo ad andare di autopilota, ma non ce n'è, sotto raffica parte all’orza come impazzita, alla fine Antonella si mette al timone e le cose vanno molto meglio.

Continuiamo così per un po’, vediamo peró grosse nuvole nere approssimarsi, le raffiche ora arrivano a 40/42 nodi, chiudiamo il fiocco e apriamo trinchetta che si difende come può. È da un po’ che discutiamo per farne una nuova, questa è ormai spanciata dai troppi anni che viene bastonata e originariamente era una trinchetta con i garrocci, convertita poi per il rulla fiocco, quindi il design non è proprio dei migliori. Ci aiutiamo con la scotta di sopravento per dargli una miglior forma, ma patisce comunque. Proseguiamo con ora la corrente di marea al suo picco che si scontra con il vento, e il mare cresce sul  metro e mezzo di onda, con grossi ingavonamenti e diverse onde che ci passano sopra all’ hard top.

In diversi momenti dobbiamo lascare anche randa, tant' è che ad un certo punto avevamo anche pensato di prendere la seconda mano, ma avevamo paura di perdere potenza contro le onde e preferiamo lavorare di randa.

Essendo il range delle raffiche così accentuato, ogni tanto per il calo drastico del vento, provavamo ad aprire un fazzoletto di fiocco dietro la trinchetta, ma per rimetterlo subito dentro appena le raffiche arrivavano.

Andiamo avanti cosi per 5/6 miglia finché non passiamo il passaggio dell’isola di Bono, poi piano piano il vento si da’ una regolata sui 24/25 nodi, chiudiamo trinchetta e apriamo fiocco. A circa un paio di miglia dall’ingresso del canale il vento scende a 20 nodi e apriamo completamente genoa e togliamo la mano.

Purtroppo l’ingresso del canale si posiziona nord ovest verso sud est e ci troviamo il vento sul naso a venti nodi con corrente in uscita contro, a motore spuntiamo 2.4 nodi di velocità, poi passato questo segmento di rotta il vento ci dara’ una mano sulla randa e procediamo sui 4 nodi.

Zig zaghiamo il bellissimo fiume, telefoniamo al marina e ci dicono che il sabato e la domenica d’inverno non c’è nessuno del marina,  ci dicono di ormeggiarci al pontile E dove vogliamo e ci si vede lunedì, ci danno i vari codici per cancelli e bagni.

L’idea iniziale era di ormeggiarci al pontile E con la prua rivolta verso l’uscita, ma la corrente contro e il vento contro ci costringono ad ormeggiare con prua al vento e alla corrente, ormeggio impeccabile, in giro pieno come al solito di Boreal 47, insomma un porto per “Alluminati”.

Track da Roscoff a Treguier

 

Sul fiume verso Tréguier

 

 TRÉGUIER, "petite ville de caractère".



Tréguier, zoccoli e altro appesi come decorazione.


















Stranizza in mezzo ai Boreal









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