giovedì 26 agosto 2021

Pornichet, Ile Houat,Port de Crousty

 

22 agosto 2021

 Pornichet   47 15.5269 N       002 21.3299 W

 By Angelo

 Decidiamo di fare un'altra tappa intermedia prima di arrivare alle isole bretoni.

Sveglia alle sette e partenza alle otto, e’ il momento migliore per il meteo perche’ la brezza non e’ ancora montata e in giro non c’e’ nessuno, in piu’ delle albe bellissime.

Ci aspetta il solito NO, che non e’ buono nella prima parte , ma poi girato il capo di Saint Gildas ci dovrebbe dare buono, non ci aspettiamo proprio un buono buono, ma almeno un bordo il piu’ vicino possibile alla nostra rotta.

Piano piano la brezza si intensifica sui 14 /15 nodi reali, benissimo per noi con randa piena e genoa 150%, si va’ che e’ un piacere, attraversiamo senza problemi il canale commerciale della Loira per poi lasciarci a sinistra una serie di mede cardinali irte di scogli che piano piano ci portano tra gli scogli e la spiaggia , a navigare in 3 metri scarsi di acqua, riusciamo a navigare le 17 miglia tutte a vela.

Come al solito all’ingresso chiamiamo il 9 e ci dicono di andare in andana ad un Bavaria 36 in testata del pontile N.

Ci sono davanti altre due barche in andana poi il Bavaria e dietro altre due barche in andana, considerando che il vento intensificato a 19 nodi  proviene dal pontile , non e’ proprio un ormeggio dei piu’ semplici.Riusciamo ad arrivare a fianco del Bavaria e il proprietario per fortuna a bordo ci prende le cime, in un attimo siamo ormeggiati…ma il tipo che scopriremo poi essere un irlandese con la moglie calabrese che pero’ al momento e’ in Calabria e lui da solo tra un paio di orette deve mollare gli ormeggi .

Proviamo insieme a trovare una possibile soluzione, per noi non e’ sostenibile mollare e aspettare finche’ se ne va’ , troppo vento e troppo poco spazio di manovra.pensa che ti ripensa decidiamo di chiamare l’omarino del marina col rib per discutere la cosa.Arriva e anche lui non trova una soluzione , finche’ ci propone di trovarci un posto in un qualche finger.Mi carica sul rib e andiamo in cerca, finche non trova una barca che se ne andra’ di li a mezzora e noi potremo prendere il suo posto, e l’irlandese sara’ libero di partire quando vuole.

Si libera il posto al finger e molliamo l’ormeggio , in un fazzoletto di acqua riusciamo a ruotare la barca di 180 gradi senza per fortuna fare danni, ci dirigiamo al finger , il canale tra i due pontili e’ strettissimo , praticamente largo come la nostra barca, in piu’ abbiamo la corrente al massimo da poppa e siamo alle sigizie con coefficiente alto di marea e il vento che ci spinge da poppa e sara’ al traverso nel momento che cercheremo di infilare il finger, ciliegina sulla torta sopravento c’e’ ormeggiato un 14 metri con il tender agganciato al rollbar  che sporge un paio di metri limitandoci cosi’ la curva di entrata , sottovento c’e’ un Benetau ultima generazion con i foil e con un metro e mezzo di bompresso in carbonio che sporge da prua.

Ci proviamo, riusciamo ad infilare meta’ barca , ma la meta’ di poppa rimane fuori preda del vento e della corrente entrante.per fortuna i tre ragazzoni del Benetau si fiondano a salvare il bompresso e quello del 14 metri ci ferma la barca di prua prima che gli demoliamo lo scafo.Alla fine striscia e bussa riusciamo a fare entrare Stranizza al finger anche qui senza fare danni ne a noi ne agli altri.

Paghiamo per una notte perche’ la mattina vogliamo partire presto da questa  perla di posto, un posto orribile con palazzoni e tutti i tipi di intrattenimenti acquatici che si possono immaginare e meta’ del marina con acqua rossa. L’indomani il vento girera’ a NE, lo avremo cioe’ di prua in uscita dal finger, gia’ penso a come fare la manovra tenendo conto che la barca non ci sta’ in lunghezza nel canale.

Durante la notte sentiamo buffare il vento e siamo ultrapreoccupati come venire fuori da sto ormeggio.

 

23 agosto 2021

 Ile Houat 47 22.8918 N         002 57.6779 W

 L’idea e’ di svegliarci alle 7 per partire alle 8 dopo colazione, ma appena alzati vediamo che c’e’ una piccola tregua del vento ora soffia sui 9/10 nodi , e siamo quasi in stanca di marea, prendiamo la palla al balzo, saltiamo la colazione e molliamo, indietreggio fino a quasi a sfiorare la barca ormeggiata nell’altro pontile, gli andiamo cosi vicini alla loro poppa che quando do’ marcia avanti schizza fuori una donna spaventatissima perche’ probabilmente ha sentito il rumore dell’elica quasi dentro la cabina di poppa. Non  riesco pero’  ad uscire con una manovra, perche’ a prua rimane solo mezzo metro di spazio dall’altra barca, faccio un paio di manovre e grazie al poco vento ne veniamo fuori…madonna che bordello sti marina

Appena usciti dal marina il vento rinforza ma nello stesso tempo cala giu’ una nebbia coprente, si vede abbastanza e continuiamo , intanto facciamo la colazione persa con un bel caffettone d’orzo e il favoloso pain au chocolate francese che ci premuniamo di avere tutte le mattine a bordo.Procediamo a vela con poco vento con velocita’ folli da 2,5 a 3 nodi, saltuariamente a 4 , ma va’ bene sono anni che ci sognamo navigazioni tranquille con mare calmo e leggera brezza, non abbiamo fretta anche perche’ andremo finalmente all’ancora a sud dell’isola di Houat.

In giro sempre un mare di barche a vela, speravamo che dopo il 15 agosto ci fosse un calo , ma cosi’ non e’ , ci dicono che succedera’ dopo il 31 agosto.

Arriviamo alla baia Treach Salus, i nomi sono in bretone perche’ qua’ e’ tutto bilingua, un mare di barche all’ancora, questa non e’ l’ancoraggio piu’ eclatante dell’isola ma e’ ben protetto da NE che girera’ e intensifichera’ questa notte, quindi tutti si vanno a riparare qui’.

Riusciamo a trovarci un posticino in 8 metri di fondo che saliranno a 10 in alta e scenderanno 5,5 in bassa, piano piano riusciamo a scaricare 50 metri di catena insinuandoci tra varie barche , speriamo che la rotazione non ci crei dei problemi, avremo 5 calumi in HW e quasi 10 in LW.

Il posto e’ bellissimo, una enorme spiaggiona e dune di sabbia a terra solo un villaggio dall’altra parte dell’isola, domani mattina scenderemo col dinghy in caccia della calda baguette e del delizioso pain au chocolate, considerando anche le scorpacciate di ostriche , cozze , vongole  pesci vari e la frutta con il sapore di frutta, sapori che tra il Sud America e le Azorre ci eravamo dimenticati. ….ah la France,  et' magnifique.

 

 

25 agosto 2021

 Port de Crouesty  47 32.1326 N        002 54.8278 W

 Dopo un paio di giorni all’ancora nella stupenda baia di Treach Salus siamo pronti a ripartire.

Il problema di queste bellissime baie con sabbia fine e’ che sono molto piatte e con quasi 5 metri di marea , quando si tira su il dinghy bisogna farsi dei chilometri per mettere all’asciutto il dinghy tra le due maree. Questa volta siamo scesi con il fuoribordo , anche per ogni tanto metterlo in moto e provarlo, se no’ normalmente scendiamo a remi.arrivati in spiaggia trascinarsi i 17 kg di fuoribordo + il peso del dinghy rigido e’ stata davvero un impresa titanica, urgono assolutamente le ruote da mettere a poppa del dinghy.Ci andiamo a visitare l'unico villaggio dell'isola Houat, una chicca , sembra di entrare in una cartolina, prossimamente Antonella pubblichera' le foto che davvero valgono la pena di vedere.

Ha buffato da NE tutta la notte sui 25 nodi, scegliamo di partire sulle 11 per arrivare a Port de Crouesty dopo le 14 , cioe’ quando la marea comincera’ ad entrare, perche’ essendo l’ingresso davanti all’entrata del famoso golfo di Morbihan dove normalmente si puo’ trovare corrente anche a 5 nodi, non vogliamo rischiare.

La giornata si presenta bellissima cielo blu e sole , vento a 23/25 raffiche da NE, la nostra rotta ideale per Port Crousty sarebbe 04, ma vedremo come va’.

Antonella al timone e io a prua a smazzare la catena dentro il gavone , tirare su i 50 metri non e’ cosi’ facile con tutte le barche in giro, pero’ ne veniamo fuori.

Appena fuori dall’ancoraggio su di randa piena e genoa al 100%.

Facciamo un bordo verso est per prendere acqua e doppiare l’isola, arriviamo vicino ad una meda di pericolo generico con una serie di scogli sott’acqua , poi cominciano i bordi , tira dentro il genoa , vira e riapri il genoa , una volta virato ci troviamo esattamente a 180 gradi dal bordo precedente, stiamo facendo bordi piattissimi.Nel considerare le molte cose da controllare non abbiamo fatto caso al fatto che siamo a meta’ marea discendente contro, la marea ci impedisce di tenere un angolo decente anche se il vento buffa.

Riviriamo dopo un po’ e poco dopo ci ritroviamo esattamente nella stessa posizione senza riuscire a passare la maledetta meda, riiviriamo e proviamo ad aprire tutto il genoa per avere un angolo migliore e piu’ potenza, la barca sbanda , falchetta in acqua e questa volta per pochi metri riusciamo a passare la meda dei nostri incubi.

Quando pero’ proviamo a riivirare , non c’e’ ne e’, il tempo che impiego a rollare completamente il genoa per permettergli di passare davanti alla trinchetta . e’ troppo , ( braccia e spalle protestano) e quando arriva il momento di virare la barca non ha piu’ abbrivio e ci fermiamo al vento.Riapro il genoa e andiamo a strambare per poi orzare sul nuovo bordo.d’ora in poi useremo questa tecnica .

Finalmente riusciamo a scapolare l’isola di Houat e prendendo la leggera rotazione del vento grazie al fatto che e’ aumentato di intensita’riusciamo a tenere una rotta di circa 10 gradi , e possiamo allentare un po’ la bolina .Come al solito in giro centinaia di barche a vela che vanno a vela (ribadisco il fatto , perche in molti, troppi posti in particolare in Mediterraneo e Carabi , si vedono sempre piu’ barche andare a motore anche con venti gradevoli.

Arriviamo davanti a Port Crousty , Antonella chiama e ci assegnano gia’ un posto al pontile Delta 28, per fortuna il primo bacino, considerando che questo marina e’" huge "come riporta il portolano, ci sono ben 6 bacini con non so quante migliaia di barche.

Ormeggiamo e siamo a posto, tutti ammaccati, io per le virate e Antonella sempre nel vento al timone…che stiamo invecchiando ?

Va beh , scramble eggs con bacon due birrette a testa , riposino e poi in Capitaneria .




Da Pornic a Ponichet



L'ultimo pezzo tra gli scogli e la spiaggia in 3 metri scarsi di acqua




Da Pornichet a Ile Houat



nella baia di Trech Salus


Questo l'affollamento intorno all'isola di Houat, da considerare che quelle sono le barche a vela con AIS, ce ne saranno altrettanto senza AIS, posto rinomato.



Da Ile Houat a Port de Crousty



I bordi piatti contro la forte corrente e le strambate al posto delle virate.


l'immenso marina di Port de Crousty






 

 

mercoledì 18 agosto 2021

Pornic

 

18 agosto 2021

 Pornic  47 06.4967 N 002 06.8237 W

By Angelo

 Partendo dal presupposto che ad agosto non bisognerebbe andarsene in giro in barca ma rimanersene tranquilli da qualche parte, al marina di Ile Yeu contrariamente a tutti gli altri marina mai visti , una volta riempiti i finger vacanti cominciano con l’aiuto di due rib ad impaccare barche in ogni dove , bloccando l’uscita alle barche dei pontoni bravo e alpha.la mattina dalla 9 in poi comincia l’operazione di lento sgombro per fare uscire le varie barche e cosi’ finalmente liberare i due pontili.Una pratica penso al limite del legale ma che sicuramente riuscendo a parcheggiare una trentina di barche in piu’ per notte ad una media di 40 euro moltiplicato per i due mesi di alta stagione fanno una bella sommetta.

Noi siamo al pontile bravo e cosi’ “prigionieri “ con altre barche che avrebbero voluto uscire prima , ma tocca aspettare almeno fino alle 10 perche' ci sia spazio sufficiente per muoversi.

A parte la pratica barbara dal nostro punto di vista, il lato positivo e’ che tutto il marina compreso i due tender che manovrano le barche come fossero fuscelli e’ gestito da teen agers  2/3 ragazzine alla reception in contatto via VHF con i due ragazzini ai rib, tra le altre cose tutti gentilissimi e professionali, una bella cosa che fa’ sperare per il meglio per il genere umano.

Alle 10:00 finalmente abbiamo la possibilita’ di muoverci, il canale tra i pontili come al solito e’ ristretto, abbiamo il finger a sinistra e il vento sui 15 nodi che entra a ore 11 da prua, appena usciti dal finger ci abbatterebbe la prua e non avremmo scampo. Chiamiamo il ragazzino col rib verde, che non avra’ piu’ di 14 anni, ma appare subito sveglio e ci mettiamo d’accordo sulla manovra, si posiziona sulla dritta della prua  e appena liberi dal finger ci spinge  la prua a sinistra mettendoci in linea con il canale di uscita.Peccato che nei giorni scorsi avevo lavorato sul filtro dell’acqua salata pulendolo e nel richiuderlo si era scaricato, nel momento di uscire al finger mettiamo in moto all’ultimo secondo essendo strapieni di barche tutte intorno.Mi accorgo immediatamente dal rumore che non sta’ circolando acqua nel raffreddamento, ma non posso fermarmi avendo gia’ iniziato l’evoluzione per l’uscita.

Vado avanti al minimo sperando che non parti l’allarme di eccessivo riscaldamento, man mano che sfiliamo le altre barche diversi ci avvertono che non esce acqua dal motore, thanks , I know it.

Appena girato l’ultimo pontile per fortuna c’e’ il pontile del distributore, in un attimo ci ormeggiamo, apro il filtro riempio e siamo di nuovo in business .

Usciamo insieme ad altre 20 o trenta barche dal porto, sembra quasi l’inizio di una regata, ma e’ solo un altro giorno nella francia atlantica.

Il vento e’ ora sui sui 16-17 nodi da NW , apriamo randa e genoa al 120% e cominciamo con i nostri bordi per una rotta ideale di 353 T con un vento che entra da 310, ci aspettano taaaanti bordi , complicati dai vari bassi fondali, mede cardinali e quant’altro, questa parte di mondo a vela e’ bella tecnica. .Avremmo voluto partire alle 7 di mattina ma non c’era verso , la rotta diretta sara’ di circa 25 miglia , ma a bordi diventera’ comodamente di 35.

A parte l’imbottigliamento nei marina, ma in giro non ci sono molti ancoraggi per proteggersi dal NW, una volta in mare e’ una meraviglia, barche a vela …che vanno veramente a vela , a perdita d’occhio, molti incroci con precedenze rispettate e grandi saluti, qualche motoscafino, ma non si vedono in giro che barche a vela di tutte le fatture e qualita’.

Il vento tiene sul NO per poi girare leggermente da ONO, l’intensita’ varia leggermente fino a darci la possibilita’ di aprire completamente il genoa al 150% , si sbanda un po’ di piu’ ma la barca e’ equilibratissima e tiene meglio l’angolo di bolina, la cosa meno positiva e’ che ogni virata devo mettere dentro completamente il genoa, Antonella vira con solo randa e poi riaprire sulle nuove mura, il genoa e’ grande e a sera avro’ braccia e schiena incriccate, mentre Antonella sempre al timone (per sua scelta) avra’ anche lei braccine dolenti, la bellezza della vela che ci fa’ sentire che abbiamo ancora un corpo con dei muscoli poco usati.

Arriviamo nel SE dell’isola di Noirmoutier circondata da bassi fondali, scogli e relitti vari, dovremmo rispettare le due mede cardinali la prima sud e la seconda ovest, o almeno quella era la nostra rotta sicura che avevamo tracciato , col bordo a perdere pero’ ci saremmo allontanati  enormemente dal target, davanti a noi vediamo sull’AIS una barca a vela di 14 metri probabilmente di locals che si infila tra le due mede passando per un tratto dove la carta riporta 2,1 mt.Siamo quasi in bassa marea pero’ c’e’ un metro in piu’ di marea non essendo alle sigizie, estendo il suo track AIS a 30 minuti e sopra ci metto la nostra rotta e lo seguiamo , la barca si chiama Skerzo, speriamo bene che non ce ne tiri uno.

Il vento si fa’ piu’ fresco e si viaggia ora con falchetta in acqua , il sole risplende l’acqua ha un colore meraviglioso..cosa si puo’ desiderare di piu’.

Avevamo chiamato via telefono in mattinata il marina di Noirmoutier dove ci avevano detto che non accettano prenotazioni e quando si arriva chiamare sul 9 e si vedra’. Vediamo davanti a noi un plotone di barche sia da sud che da nord, cominciamo a preoccuparci un po’ di trovare posto, nel caso non ci fosse il prossimo sarebbe a 14 miglia sempre controvento e considerando che saranno le 18:30 quando saremo davanti al porto non rimane molto spazio.

Poggiamo per l’ultimo miglio e filiamo come treni fino al rigoroso allineamento per entrare in porto, rolliamo genoa , ammainiamo randa acceso motore, e Antonella chiama via radio.Rispondono sempre molto gentilmente, ma i nostri presagi si sono avverati, non hanno posto neanche per uno spillo.Col telefono Antonella chiama il marina di 1000 posti barca di Pornichet a 14 miglia, pieni che non entra neanche un capello.Qua’ si fa’ dura, non ci sono ancoraggi in vista , ci viene in mente il marina di Pornic che avevamo scartato inizialmente perche’ molto in dentro e con problemi di bassi fondali fino a 1,1 mt all’entrata in bassa,

Ultima risorsa, Antonella chiama e le dicono che si c’e’ posto ma che loro se ne vanno alle 19:45 e che dobbiamo muovere il cosiddetto.

Rissiamo genoa e randa e motore e a circa 7 nodi ci scaraccoliamo verso Pornic insieme ad una altra barca a vela a noi di fianco.

Alle 19:35 entriamo nel marina e ci assegnano temporaneamente per la notte un posto in testata del pontile F.

Ma si puo’ fare sta vita , basta, mai piu’ navigheremo ad agosto, l’avevamo fatto anni fa’ in Grecia e fu un delirio …ma ci si dimentica delle cose , e ora ci siamo ricaduti.

Il posto e’ carino anche perche’ per la sua posizione e’ un po’ fuori dalle rotte abituali, ci hanno ora trovato posto in un finger che per entrarci abbiamo dovuto fare i salti mortali da quanto e’ stretto il canale, pero’ almeno siamo piu’ tranquilli ed evitiamo il rischio che ci venga qualcuno in andana.

Ora un po’ di belle passeggiate facciamo passare un paio di giorni e speriamo che piano piano i ragazzini tornino a scuola e i genitori al loro onesto lavoro lasciandoci a noi un po’ di campo libero in barca a vela.

Alla fine abbiamo navigato 40 miglia praticamente tutte a vela a parte le ultime 5, e siamo un po’ provati, pero’ la bellezza di arrivare e farsi una cena frugale in pozzetto e’ davvero impagabile.


L'impacchettamento dietro al pontile bravo


Alle 09:30 si aspetta finche' i primi della fila non escono




Il track passando tra le mede a SE dell'isola di Noirmoudier con arrivo a Pornic


sabato 14 agosto 2021

Ile D'Yeu

 12 agosto 2021

 By Angelo

 Da Les Sables D’Olonne a Anse de Vieilles sul l’Ile D’ Yeu

46 41.5520 N  002 18.7062 W

 Un po’ stanchi della grande citta’ , decidiamo di partire anche se c’e’ poco vento verso Ile D’Yeu.

Saranno 25 miglia per fortuna a favore di corrente con randa che portava un filino , ma soprattutto motore.

Arriviamo in baia ed e’ molto affollata, agosto e’ davvero un mese terribile per navigare, speriamo che passi un'altra settimana e che la maggior parte dei francesi (spero) torni a lavorare.

La baia e’ ben gestita, una serie di grandi boe gialle perimetrano la zona bagnanti, e un lungo canale con altre boe per l’accesso alla spiaggia con i tender.

In qualche maniera riusciamo a trovare un posticino in 6 metri con bassa marea, diventeranno 11 con l’alta, riusciamo a malapena a calare 30 metri per avere 3 calumi in alta marea, e’ un po’ frustrante, eravamo abituati in Sud America ad avere baie immense solo per noi, o a navigare per settimane senza vedere anima viva, qua’…come penso in tutta Europa c’e’ una folla perenne , in questa folla naturalmente c’e’ sempre il solito francese (questo dappertutto in tutto il mondo) che ti arriva ad ancorare a 4 metri dalla prua con la sua supereconomica ancora FOB che tiene come terrebbe un martello appeso alla catena.

Questo il prezzo della civilta’, per fortuna il lato positivo e’ che ovunque troviamo roba da mangiare di qualita’.

Dopo un paio di ore , la baia e’ ballonata, e va beh, camma a fa’, una bella birretta in pozzetto al tramonto e’ molto piacevole, di notte arriva l’incubo della brezza di terra da nord e la risacca da ovest.Un rollio terribile , questa e’ la normale situazione di ancorare in isole piccole, dove il mare riesce a girare intorno all’isola e arrivare dal traverso. Non si riesce a dormire, in altre situazioni avremmo messo l’ancora di poppa per allineare la barca alla risacca, ma qui’ e’ impossibile creeremmo uno scompiglio.

In qualche maniera arriviamo a mattina, e’ venerdi’ e ci immaginiamo che a breve continueranno a popolare la baia un altro centinaio di barche, decidiamo di andarcene al marina a nord dell’isola.

Abbiamo il problema dell’invertitore, che ha cominciato a perdere olio in abbondanza, senza purtroppo riuscire a capire da dove, in prima battuta avevamo pensato di tornare a Les Sable dove si puo’ trovare di tutto e di piu’, e di smontare l’invertitore per capire il problema.ma onestamente sono stanco di continuare ad aggiustare sto motore, sto invertitore, aggiusto una cosa e subito dopo un'altra si rompe.Il motore ha 21 anni e ormai piu’ di 7000 ore e l’invertitore ha passato diversi problemi , da me risolti, ma non sono sicuro al 100%. Prendiamo la decisione di arrivare ad Arzal in cantiere , dove con altre 4 tappe dovremmo arrivare, rabboccando alla bisogna e usando il meno possibile il motore.

Ci si sta’ facendo largo l’idea di sostituire il tutto con un motore nuovo e nuovo invertitore, e’ una bella cifra, ma ci sembra che ormai siamo alla frutta, si coglierebbe anche l’occasione per rifare l’in sonorizzazione della sala macchine che anche lei ormai e’ distrutta.

Insomma ci aspettano grosse cifre di spesa, ma del resto se si vuole poi navigare su rotte non proprio canoniche bisogna investire nel futuro.

 13 agosto 20214

 Da Anse de Vieilles a Port Joinville

46 43.5526 N  002 20.6206 W

Nell’idea di usare poco o niente il motore, cogliamo l’occasione di partire con un nord sui 14 nodi, passando dalla parte SE,  riusciamo a fare un bordo in fuori con randa e genoa al 120%, poi il vento gira ulteriormente e dei 3 bordi previsti ne riusciamo a fare solo uno grazie alla valente timoniera.

Bellissima giornata con sole e vento , in un paio di ore siamo davanti al porto, Antonella chiama via VHF sul 9, tutti i marina da queste parti lavorano sul 9, semplice ed effettivo.

La ragazzotta ci dice di  fermarci al pontile del gasolio per poi esserci assegnato il posto, quando arriviamo al pontile c’e’ invece la ragazzotta che col tender ci scorta al B 29 , dove ormeggiamo al solito finger senza neanche un problema.

Nel pomeriggio continuano ad affluire barche al marina, trovano un posto per tutte mettendole all’inglese in andana di tre in un lungo pontile dietro al nostro, noi piu’ tutte le barche del pontile B siamo praticamente prigionieri finche’ la lunga fila di barche in andana non se ne andra’.

Abbiamo voglia di starcene su questa che sembra davvero una bella isola, 3/4 giorni, aspettando il NW per poter risalire verso nord.

Da Les Sable alla baia Anse de Vieilles


Dalla baia a Port Joinville


Il bel tramonto in baia



Arrivo a Port Joinville



Un mare di barche in andana di poppa, tutto il pontile "prigioniero"





mercoledì 11 agosto 2021

21 anni di avventura

11 agosto 2000 - 11 agosto 2021:

21 anni di avventura

 By Antonella

Les Sables d'Olonne 11 agosto 2021

Eravamo entrambi, Antonella e Angelo nell’incertezza totale sulle nostre vite future ma avevamo un unico punto fermo e sicuro in comune: la passione per la vela. (…) Poi nel 2000 è arrivata Stranizza, Ovni 345 Alubat, e con lei la svolta. Con qualche certezza in più nella nostra vita e la voglia di condividere dei sogni abbiamo iniziato a costruire pezzo per pezzo il nostro progetto partendo da Le Sables d’Olonne dove siamo andati a prendere la barca nuova dal cantiere Alubat  per portarla via mare a Marina di Ravenna.”

Stranizza è stata scelta per il progetto di navigare per il mondo. Inizialmente pensavamo al giro classico Atlantico Panama Pacifico Asia e rientro dal Mar Rosso ma poi un po’ l’aumento
della pirateria un po’ la “noia” del Pacifico, la banaità dei Caraibi il complicato e costoso passaggio di Panama, ci hanno fatto cercare altre mete e altre rotte e abbiamo iniziato a
documentarci su questo luogo mitico ( la Patagonia).
Dal prologo del nostro libro “ Piccola ma onesta verso il grande sud”:

(Vedi anche qui:Il libro di Stranizza: ”Piccola ma onesta verso il Grande Sud”)

Chi l'avrebbe mai detto l'11 agosto del 2000, del grande viaggio che avremmo fatto, delle 45000 e più miglia navigate e che ci saremmo ritrovati qui allo stesso pontile dopo ventun anni!

In tutto questo tempo ci sono stati imprevisti e cambi di piani ma mai improvvisazione, l'idea e il progetto di navigare non ci hanno mai abbandonato e ci siamo sempre impegnati per organizzarci al meglio anche per gli imprevisti.

Il nome è stato scelto dalla canzone in siciliano di Franco Battiato “Stranizza d'amuri” che esprime la passione, il semtimento d'amore.

Nel corso di questi anni abbiamo fatto parecchie modifiche sul modello base adattandolo alle varie esigenze. (La barca).Ci abbiamo lavorato talmente tanto, in particolare Angelo, da conoscerla in ogni suo minimo dettaglio e particolare e in ogni piccola vite. Last but not the least, la cappotta in alluminio costruita su design del Mago Olegna con l'aiuto di Luis un bravo saldatore e il suo team a Faial e dopo ventanni, Angelo ha coibentato le cabine.

A volte ci è sembrata piccola e siamo anche stati sul punto di venderla con l'idea di comprare una barca più grande ma poi per una serie di motivi e ripensamenti non ce la siamo sentita, per noi è diventata una persona di famiglia con un' anima che ha influenzato le nostre decisioni.

Come ad esempio al ritorno in Europa dalla Patagonia e Grande Sud, Stranizza si è fermata alle Azzorre facendoci capire che quello era un buon posto e che era il momento di fermarsi a fare il punto. Noi abbiamo capito il segnale al volo. Eravamo stanchi di Malta e con poca voglia di tornare in Mediterraneo e abbiamo colto l'occasione per trasferirci.

Nell'ultima “lunga traversata”, l'idea era di arrivare diretti a Lorient in Bretagna, anche se inizialmente avevamo pensato di passare da La Corugna e da Les Sables per rinnovare il ricordo del primo viaggio e goderci posti che non avevamo avuto modo di apprezzare al momento, ma ci avevano consigliato per avere vento migliore di puntare dritti a Nord ma anche in questo caso in qualche modo Stranizza ci ha fatto deviare verso La Corugna e anche se non è stato facile e abbiamo fatto molto a motore aumentando già le moltissime ore del Volvo, alla fine ci siamo goduti i posti e siamo contenti di essere qui a Les Sables d'Olonne patria della vela francese e città natale di Stranizza. Anche se non amiamo molto i centri affollati è stata una vera emozione rientrare dal canale d'ingresso dove inizia e finisce la Vendée Globe. 

Dopo ventun anni e tante miglia e per  navigare ancora, Stranizza ha bisogno di un buon refitting e di un cantiere specializzato che si trova ad Arzal, in Bretagna dove siamo diretti.

La storia non finisce qui e domani ripartiremo per proseguire il viaggio e l'avventura.




11 agosto 2000, Les Sables d'Olonne Marina Port Olona pontile H

 

 


11 agosto 2021, Les Sables d'Olonne, Marina Port Olona pontile H


 





domenica 8 agosto 2021

Da Ars en Re a Les Sables D'Olonne

 

8 agosto 2021

 Les Sables D’Olonne    46 30.1754 N           001 47.4384 W

 Da due giorni buffa serio da Ovest, dopo attento studio decidiamo di partire domenica 8, vento da ovest 20-25 nodi , onda da 2 a 2,5 mt la rotta ideale sarebbe per 315 , ma sara’ dura e sara’ bolina cippa per le 20 miglia dirette o 30 e piu’ con bordi.

L’alta marea a Ars en Re l’8 agosto e’ alle 05:46 , il gate rimarra’ aperto fino a 3 ore dopo, decidiamo di partire verso le 06:30.

Sveglia alle 6, il vento entra ancora da ovest sui 23 nodi, all’ormeggio ci arriva dal gran lasco di dritta ,schiacciandoci contro il pontile e il finger, la partenza non si presenta proprio agevole, considerando che questo essendo un piccolo marina ha male appena circa 12 metri nel canale tra i due pontili.

Pensa che ti ripensa ce la giochiamo cosi’, molliamo tutto il sottovento e rimaniamo sulle cime a doppino di prua a dritta e lo spring di prua sul finger, io sul finger e Antonella molla il doppino di prua e si fionda al timone e al motore, io spingo la barca distante dal finger e mi accorgo che il vento ha girato improvvisamente venendo ora da poppa, bene , penso cosi’ andiamo meglio a mollare.la barca e’ ora un mezzo metro dal finger e salto a bordo mentre Antonella continua in retromarcia.vado io al timone, arriviamo con la poppa praticamente a toccare quasi la barca ormeggiata di fronte , do’ tutta a sinistra e motore , ma dato dal fatto che la deriva e’ completamente su e il vento ora picchia al traverso cominciamo a derivare verso le barche sottovento .Do’ tutta a sinistra ma c’e’ poco da fare ora il vento al traverso spinge sempre piu’, alla fine sfioriamo un Pogo 30 e con il tender appeso ci agganciamo alla sua antenna GPS sul pulpito, non posso fermarmi perche’ finiremmo completamente addosso alle barche , alla fine l’antenna molla e si spacca  e siamo liberi, sfioriamo al pelo un motoscafo con due motori fuoribordo enormi e finalmente abbiamo di nuovo manovrabilità per uscire dal gate.

Ci e’ dispiaciuto tantissimo per il GPS del Pogo che verremo poi a sapere che dovrebbe fare la regata Lorient to Madera, comunque alle 08:30 chiamiamo il marina e gli spieghiamo l’incidente dandogli il nostro numero di telefono e email per farci contattare dal proprietario del Pogo, proprietario che ci contattera’ la sera quando siamo gia’ a Les Sable D’Olonne , ringraziandoci per l’onesta’, ora ci fara’ sapere quanto costera’ riparare il danno.

Questa Francia Atlantica e’ bellissima , ma complicata e mettere insieme correnti vento sostenuto e spazi ristretti non e’ cosa facile, ma stiamo imparando…e come tutto quello che si impara ha un costo.

Tornando alla veleggiata, usciamo dal gate e ci immettiamo nel canale di uscita di circa 4 miglia, siamo ancora a ridosso dall’ovest e quindi mare calmo e vento moderato.

Appena usciti dal canale e cominciamo a perdere il riparo dell’isola arriva vento e mare, 20/25 di reale con onda bella formata almeno a 2 metri per il momento ancora abbastanza ripida , sappiamo che dovra’ crescere un po’ ma speriamo anche aumentare il periodo.

Decidiamo per randa piena e genoa ridotto al 110% , barca con falchetta in acqua , ma se si vuole avere velocita’ contro l’onda non ci sono alternative.Antonella al timone , che non mollera’ mai fino all’arrivo dopo 7 ore.

Qualche groppo intermedio ma Antonella riesce a gestirlo bene col timone e non c’e’ necessita’ di ridurre, dopo un oretta il cielo si schiarisce anche se sempre con nuvole bambagione , ma con un bel sole , il mare con dei colori magnifici sempre in cambiamento dato dalle nuvole, insomma una bellezza.

Ci stupiamo tanto di vedere veramente una gran quantita’ di barche a vela in giro, normalmente siamo abituati che gia’ con questo range di vento e di mare non vediamo mai nessuno in giro, ma qua’ la vela e’ una cosa seria, siamo almeno 3/4 volte all’incrocio con altre barche , ma e’ davvero una festa.

Intorno all’una siamo davanti ai due poderosi moli di Les Sable, la marea e’ da due ore entrante, quindi non ci sara’ problema per il fondo e la corrente perche’ sara’ a favore.

C’e’ un divieto di non entrare a vela nel canale, teniamo su tela fino alla fine , proprio poco prima di attraversare la linea tra il rosso e il verde, dato il basso fondale le onde aumentano e per fare gli ultimi metri per entrare nel ridosso con solo motore e’ un po’ scarry.

Dopo esattamente 21 anni rientriamo a Les Sable D’Olonne con Stranizza dove la varammo , e’ una grande emozione ritrovare questi mitici luoghi della vela dopo cosi’ tanto tempo.

Vorremmo prendercela con comodo a fare il lungo canale di ingresso, ma siamo praticamente spinti dalla corrente a 4,9 nodi, arriviamo all’ingresso del Porto di Olonne, e anche con vento e corrente riusciamo senza troppi patemi ad ormeggiarci al pontile reception, in ufficio per le pratiche e assegnazione del posto , ormeggiati al pontile e due fili in pozzetto con il solino che ci scalda un po’.

Giornata partita un po’ male per l’incidente, ma poi per fortuna proseguita alla grande, Antonella tutta dolente per le 7 ore di bolina cippa , io ancora un po’ scosso dell’antenna GPS divelta, ma tutto sommato una grande giornata di vela oceanica.




Il venerdi, un paio di basse pressioni in arrivo



La domenica , tra una bassa passata e un altra in arrivo navighiamo su Les Sables



Il track finale, ce la siamo cavati con un paio di bordi, nella rotta iniziale avevamo preventivato 8 bordi


All'ingresso con solo motore e onda.





L'eroina del giorno con le mani incollate al timone  per 7 ore




Col mitico faro rosso di Les Sable sullo sfondo.



                                 Io al timone solo per dare tempo ad Antonella di scattare delle foto









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venerdì 6 agosto 2021

Ars-en-Re, Ile De Re

 By Antonella

 L'Ile de Re è collegata a La Rochelle da un ponte e da vari traghetti, è una meta di vacanza molto frequentata probabilmente perché ha un'offerta molto varia tra gastronomia siti storici e natura ed ha potenziato con una organizzazione incredibile un circuito di piste ciclabili con una rete noleggi di biciclette nei punti strategici. Sull'isola ci sono  10 centri abitati. Ars- en- Re è un paese nella lissta del Patrimonio Unesco anche per il suo campanile particolare bianco e nero. 

Ad Ars en Re ci sono due porti: il marina de La Crée più esterno dove siamo noi e il vecchio porto in centro città, entrambi regolati da un cancello che si chiude tre ore prima e tre ore dopo l'alta marea.

Pare che in origine l'isola era suddivisa in sette isolotti che sono stati unificati  nel corso dei secoli con la creazione delle saline. 

Il paesaggio lineare, le pozze d'acqua salmastra chiamate marais sono affascinanti e anche molto rilassanti per noi dopo il bagno di folla de A Coruna e La Rochelle. Avevamo veramente bisogno di un po' di natura. Una lunga spiaggia percorre tutta la costa Ovest, bellissima. Abbiamo apprezzato la temperatura mite quasi freschina il tempo molto variabile e il movimento delle nuvole che contribuiscono a creare un paesaggio particolare. 

Ma quello che abbiamo apprezzato tantissimo è la varietà del cibo e soprattutto del pesce, molluschi e crostacei come le ostriche coltivate in tutta la zona. 

Ad Ars en Re come anche a La Rochelle e negli altri villaggi dell'isola c'è un mercato molto grande dove di trova di tutto  che oltre agli stand all'aperto ha anche un' area coperta  con tanto di angolo degustazione. Siamo rimasti colpiti dalla varietà di cibo disponibile. Non eravamo più abituati a tanta abbondanza e soprattutto varietà. Dalla frutta al pesce, pesche che sanno di pesche e che non marciscono il giorno dopo che le hai comprate, le baguettes croccanti, il pesce fresco, ma soprattutto le cozze che anche se in apparenza più piccole sono saporitissime. Insomma una festa.

 

 

 

Alba su La Rochelle



Il traghetto per l'Ile de Re
 
 






Saint Martin de Re  ( da dove partivano i reclusi per il bagno penale della Guyana Francese)









Ars en Re: il porto e il paese


 

 
 
 
 


















Il laghetto degli Optimist di fianco al Marina la Crée







Le marais e le saline

 


 







Il mercato

 
 

Giostra con cantastorie




Saponi artigianali

grande varietà di cibi...

 Tra ostriche, scampi e cozze il miglior ristorante è sempre su Stranizza




 
 

 

Le spiagge a Ovest dell'isola 

 





 


Le vigne!!!