martedì 18 maggio 2021

Passaggio da Ilha Graciosa

By Antonella

12 maggio 2021

Partiti da Horta con le migliori condizioni di vento  ma con un maraccio residuo che come al solito si crea tra le isole del Triangolo ( Faial, Sao Jorge e Pico ) ci avventuriamo alla volta de la Graciosa, l'isola più a Nord dell'arcipelago delle Azzorre, distante circa 45 miglia da Horta. La giornata è bellissima, non ci ricordavamo più com'è navigare col caldino e il sole che però crea con l'umidità del vento da Sud una nebbiolina che riduce la visibilità.
Anche questa è una piccola avventura perché a Graciosa non c'è il marina e non sappiamo ancora dove ci ormeggeremo e se ci sarà posto nel porticciolo. Durante la navigazione Angelo avvista una tartaruga gigante, io purtroppo me la perdo perché ho fatto un pisolino.
Dopo esserci ormeggiati al molo, non ci preoccupiamo di andare dalle autorità a dichiarare il nostro arrivo, solo il giorno dopo due gendarmi della GNR ( Guardia Nazionale Repubblicana) si appostano gentilmente sul molo e aspettano che ci affacciamo per chiederci di passare in ufficio con i documenti. Nonostante la scomodità dell'ormeggio, il delirio della risacca e del vento che ci impedisce di dormire tranquilli e gli equilibrismi per scendere con la bassa marea riusciamo a fare qualche giretto.
Al porto ci informiamo dove si può comprare pesce fresco, io chiedo a una impiegata dell'ufficio della cooperativa pescatori con le unghie finte e piena di profumo se qualcuno li intorno vende il pesce, lei con un sorriso fa una telefonata e mi risponde di andare al supermercato  !!! Il giorno dopo scopriamo vedendo un equipaggio di charter che si può comprare direttamente dai pescatori!!!!
Dopo un giretto per Praia dove un volenteroso spazzino ci accompagna alla solita ferramenta per le cime d'ormeggio decidiamo di andare a Santa Cruz il giorno dopo. All'ufficio della GNR ci dicono di andare al bar  per chiamare il taxi. 

A  Santa Cruz  visitiamo il museo della storia dell'isola  con gli atrezzi agricoli, poi ci fermiamo in un bar per un caffé cogliendo l'occasione di assaggiare la specialità locale, la Quejada una specie di tartina ripiena  abbastanza dolce. Poi due passi a piedi fino al Cais da Barra dove moolto lentamente stanno facendo i lavori per il nuovo marina . C'è solo la sede del club nautico con le tavole apparecchiate ci dicono che forse il marina sarà pronto tra un anno e la cosa più lenta sono gli impianti di acqua e luce e l'installazione dei pontili galleggianti. Ci fermiamo in un ristorantino che sul retro ha una griglia, piatto del giorno sgombri e sardine ai ferri.

Il giorno dopo decidiamo di visitare la Caldeira principale una delle più grandi dell'arcipelago nonstante Graciosa sia la seconda più piccola per estensione. All'interno della caldeira ci sono diverse "furnas" grotte sotterranee, la più grande la Furna do Enxofre ha un lago all'interno.  All'ingresso c'è una costruzione, il centro di informazione dove si paga il biglietto ma noi non paghiamo essendo residenti. Poi si accede a una torre con una scala a chiocciola di 183 gradini  per arrivare all'ingresso della grotta. Ritorniamo al porto a piedi e ci fermiamo in uno snack bar  anche qui la griglia è sulla strada e piatto del giorno pollo alla griglia. sempre con due belle birre fresche. 

Il meteo per i giorni successivi è un po complicato non si capisce bene e varia in continuazione  soprattutto non ci spieghiamo la differenza tra vento normale e raffiche di più di dieci nodi. Poi capiremo il perché. 

Domenica  16 maggio decidiamo di partire con poco o zero vento che aumenterà in prosimità di Terceira. La giornata è decisamente bigia con una leggere pioggerella. Usciamo dal porto poco dopo le 7, i pescatori sono già tutti fuori, gli abbiamo sentiti nell'unica notte silenziosa uscire alle cinque. Il mare è forza olio e ci sono moltissimi uccelli marini, gli isolotti intorno e alcune coste dell'isola sono riserva naturale e protetta per la nidificazione.  Mentre  osservo il volo degli uccelli spunta improvvisamente una pinna. Sono deflini ma sembrano molto più grandi dei soliti. Uno spettacolo e una grande emozione. 

Continuamo a motore fino dopo mezzogiorno. Intorno sempre tutto grigio con qualche sprazzo di sole e grosse nuvole in movimento. Terceira non si vede fino all'ultimo avvolta completamente dalle nuvole. Sembra quasi che le attiri. Gli arrivi ad Angra sono spesso movimentati. sembra che il vento qui faccia giochi strani, infatti passa da 18-20 nodi a raffiche a 30 per fortuna non più da Sud Est ma ha finalmente girato da Sud Ovest e così non l'abbiamo più sul naso.




La punta Ovest di Sao Jorge


La punta di Sao Jorge  e Pico sullo sfondo

La Graciosa in vista







 
 

Ilheus da Baixo

 





Ilheu da Praia in vista ( a destra)


ORMEGGIO AL PORTO DI PRAIA da GRACIOSA

La barca in legno in secco di un finlandese che si è stabilito qui.






 

SANTA CRUZ DA GRACIOSA

















quejada (dolce tipico de la Graciosa con meia de leite ( cappuccino)


VERSO CAIS DA BARRA, IL FUTURO MARINA







 
 Cais da Barra, si intravede il nuovo molo sullo sfondo, in primo piano una lancia dei balenieri.
 
 
PRANZO AL RISTORANTINO
sardine e sgombro ai ferri ...
 


 

 15 maggio Passeggiata alla Caldeira e visita alla Furna do Enxofre







 




Fumarola  dentro la grotta




Il lago dentro la grotta ( sulla destra il barchino per ispezioni)













 

16 maggio,  VERSO TERCEIRA 

tra Ilheus da baixo e la costa de la Graciosa si vede Sao Jorge come una linea scura.







Da Horta a la Graziosa e poi a Tercera

 12 maggio 2021

 Da Horta a la Graziosa e poi a Tercera

 By Angelo

 Dormiamo in barca per poter partire presto la mattina seguente , avendo tirato vento da NW nei giorni passati si instaura all’interno del marina una gran risacca che ci fa’ rollare da matti.La mattina ci alziamo un po’ stravolti, e’ gia’ un mese che non navighiamo e anche solo il fastidioso rollio ci fa’ passare la notte in bianco .

Partiamo con poco vento , ci si aspetta il SW non troppo forte che con rotta 41 T ci metterebbe su un andatura di poppa/gran lasco.

Andiamo un paio di ore di motore poi arriva il vento aspettato, poppa piena ,su Stranizza randa e genoa non vanno d’accordo in poppa piena , a meno di non andare a farfalla con genoa tangonato .

Decidiamo di ammainare randa e di andare solo con genoa al 150% , e’ la giusta occasione per testare il nuovo (usato comprato dal vicino di barca) whisker pole telescopico.

Nel frattempo il vento rinforza e quando devo sfilare il whisker pole  non me la sento di estrarlo completamente …non vorrei romperlo alla prima uscita. Abbiamo la base del genoa di 5.9 metri , una J di 3.9 e un possibile angolo di uscita del tangone dall’albero di circa 45 gradi dato dalle sartie corte a prua , sarebbe necessario un tangone da 7 metri per poter estendere completamente il genoa a 150% dovremmo aprire il whisker completamente a 6,60 e magari rullare un po’ il genoa.Sfilo invece solo a 5 metri , apriamo il genoa sulla sinistra ,arrotolo un po’ il genoa , ma sto cornuto di vento ruota e si posiziona anche lui a sinistra muovendosi al lasco/gran lasco.Non possiamo piu’ mantenere su il whisker pole perche’ dovremmo fare cambiare le mura al genoa.Far passare il tangone da sinistra a destra e’ un po’ un bordello, decidiamo che il test e’ finito e rimetto a posto il whisker pole , facciamo passare il genoa e andiamo come fulmini verso la Graziosa.

La Graziosa e’ una delle poche isole dell'arcipelago a noi ancora sconosciuta, sappiamo che non c’e’ nessun marina ma bisogna ormeggiarsi dove capita a Praia piccolo porticciolo di pescatori.

Arriviamo verso le 17 nella parte est della Graziosa , in teoria sottovento , in pratica sotto catabatico sforzato , l’entrata e’ un po’ da brivido si passa dal porto commerciale …praticamente solo un molo direzione sud-nord e poi bisogna girare ad angolo retto a sinistra per infilare la stretta entrata del porticciolo, naturalmente con i soliti 20 e passa nodi che di solito appaiono all’ormeggio.

Lo spazio e’ poco c’e’ un molo di cemento sulla sinistra in parte occupato dalla barca dei piloti , poi c’e’ un pontile galleggiante con finger occupati quasi interamente da piccoli barchini da pesca.Decidiamo di infilarci in un finger data la situazione vento e poi andare a chiedere ai pescatori, detto fatto , appena la barca e’ ferma e ormeggiata Antonella parte e va’ a chiedere alla cooperativa dei pescatori dove ci possiamo sistemare.Ci accorgiamo da noi che il pontile e’ quanto meno fatiscente e sta perdendo pezzi, Antonella torna e le hanno detto che non e’ proprio consigliato stare su quel pontile perche’ se viene un po’ piu’ di vento molla tutto e andiamo a finire tutti a scogli.L’unica altra alternativa e’ mettersi nel molo di cemento davanti alla barca pilota.Antonella mi aspetta sul molo , io mollo dal finger e ci mettiamo all’inglese all’alto molo , in piu’ dovremo giocare con un metro abbondante di marea .Abbiamo il vento al giardinetto di sinistra che ci spinge verso il molo, tiriamo fuori tutti i possibili parabordi , anche uno grosso che teniamo di riserva per situazioni del genere.Cime , cimette e cimone per cercare di fermare la barca dalla risacca, dobbiamo pero’ aspettare le 21 che andra’ in bassa per cazzare a ferro tutte le cime che naturalmente andranno in bando con l’alta marea, ma del resto non e’ che possiamo stare tutta la notte a regolare cime, gia’ fatto in Patagonia quando ormeggiati ad un molo altissimo con escursione di marea di 7,5 metri  passammo tutta la notte a regolare le cime di continuo, fortuna volle che grazie alla cortesia dei pescatori argentini ci avevano regalato un secchio pieno di gamberoni freschi che cucinammo e passammo la notte mangiando gamberoni e aggiustando cime..

La prima notte all’ormeggio e’ problematica, un po’ per essere sicuri che le cime lavorino bene , una si taglia quasi immediatamente , riusciamo a proteggere le altre con delle cannette da elettricista rimaste in barca.Poi verso le tre , la cima di prua comincia ad andare sotto l’ancora e sollevandola fa’ un rumore terribile, vai fuori e fai scendere l’ancora da un lato in maniera che sia libera dalla cima, senza contare i tironi degli spring ecc…Altra notte regalata agli angeli.Naturalmente non abbiamo ne luce ne acqua nelle vicinanze.Rimaniamo al molo 3 giorni , con tutte le problematiche dello scendere dalla barca in bassa marea e risparmiare su acqua e luce, ma ne vale davvero la pena , capiamo perche l’isola si chiama Graziosa.

Antonella parlera’ poi della bellissima isola aggiungendo foto in un altro post.

16 maggio

Domenica mattina  decidiamo di partire direzione isola di Tercera verso il marina di Angra do Heroismo.Sappiamo che le prime ore saranno con poco vento per poi piano piano aumentare fino a posizionarsi a SW che con rotta 127 T ce lo troveremo al traverso.Piu’ o meno secondo i piani , a parte che il vento ruota in direzioni strane, poi un paio di ore prima dell’arrivo arriva il SW, 24/25 nodi con raffiche a 32 , una mano alla randa e fiocco e pedaliamo , Antonella al timone perche’ naturalmente il mare e’ cresciuto ad un paio di metri con frangenti che sconquassano la barca e l’autopilota non ne e’ molto contento.Stiamo una decina di gradi piu’ scostati da costa relativamente alla rotta originale, il vento e il mare ci spingono verso costa e vogliamo avere spazio di manovra in caso qualcosa non funzioni.Pedaliamo a piu’ di 6 nodi, arrivati a circa ad un miglio e mezzo dal monte Brasile, che dovremmo aggirare per poi entrare nel marina, decido che visto l’ennesimo aumento  di vento e mare di rollare completamente il genoa ed arrivare con solo randa.

Comincio a rollare ed e’ incastrato, la vela comincia a sbatacchiare sulla sinistra con un rumore incredibile, mi lego e vado a estrema prua per capire che cosa sia successo.

La cima dell’avvolgifiocco si e’ incastrata una spira sotto l’altra, provo a disincagliarla , ma non e’ possibile e’ cosi’ tirata che non ne vuole sapere.

Mi devo inventare qualcosa, istintivamente mi verrebbe da ammainare randa e a motore mettermi in un andatura piu’ comoda per lavorare, ma cancello subito l’opzione, dovro’ trafficare con scotte e cime e non vorrei avere problemi con l’elica. Decidiamo di prendere la seconda mano e di mantenere la rotta al traverso, di poppa non si puo’ perche’ andremmo a terra, di bolina con sto mare peggio che peggio, quindi con la seconda mano proseguiamo piu’ lentamente per avere tempo di strolgare qualcosa. Rivado ad estrema prua , e stavolta un frangente mi arriva addosso , ho solo la giacca della cerata e dei pantaloni normali, in un attimo sono completamente zuppo.

Vista l’impossibilita’ di rilasciare le spire dell’avvolgifiocco l’unica alternativa e’ cercare di avvolgere la vela rimasta fuori facendo ruotare la vela attorno al profilo, facile a dirsi , ma con 24 nodi non cosi’ semplice.

Provo a prendere il punto di scotta per avvolgere la vela, ma non ce ne e’ dopo un paio di tentativi che a momenti mi fanno volare fuoribordo, decido un'altra tattica. Per fortuna Antonella mantiene rotta costante, ma anche cosi’ a prua e’ davvero complicato rimanere in piedi. Riesco a rimuovere la scotta di dritta dal genoa , poi sfilo la scotta di sinistra dal winch e me la porto a prua. Faccio passare la scotta davanti al profilo, poi tirando come un matto la scotta mi dirigo verso l’albero e piano piano con una fatica della madonna riesco a far passare il genoa, ripeto questo sistema 4,5 volte finche’ la vela e’ tutta avvolta , sono letteralmente stremato, zuppo come un pulcino, ma non c’e’’ tempo di riposarsi , siamo quasi alla svolta del monte Brasile e dobbiamo prepararci ad entrare al marina di Angra. Sappiamo che dobbiamo andare al pontile G , in qualche finger , ma non sappiamo se a dritta o a sinistra, quindi dobbiamo preparare tutto doppio, 3 parabordi a sinistra , 3 a destra, due cime a prua e due a poppa.

Entriamo e prendiamo il finger sotto vento, in un attimo siamo all’ormeggio….uffff, anche stavolta e’ andata. Tra il bagno inaspettato e la sudata sono completamente zuppo, le docce hanno gia’ chiuso mezzora fa’, l’unica alternativa suggerita da Antonella e’ doccetta fuori a poppa con acqua calda, sono titubante per il vento , ma poi mi decido ed e’ una delizia.

Mangiamo alla “antipasto” , del buonissimo formaggio locale con aglio e prezzemolo, prosciutto crudo , pizza che avevo fatto prima della partenza, olive, maionese e due birre.Sono ormai le 20 , finalmente siamo tranquilli in un bel finger che segue la marea , ce ne possiamo finalmente andare a letto e riposarci per nuove avventure, senza doverci preoccupare delle varie cime di ormeggio.


Alla Graziosa ormeggiati al muro



A Tercera finalmente seguendo la marea sul finger.