martedì 19 marzo 2019

Baie de Grand Case



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From: Blogger <no-reply@blogger.com>
Date: 18 March 2019 at 15:32:58 GMT-4
To: antonellaa12@gmail.com
Subject: [Stranizza] Baie de Gran Case

18 marzo 2019
Baie de Gran Case
18 06.32 N 063 03.39 W
Marigot bay presa di assalto , mega motoscafi , mega yacht, charter a badilate e ciliegina sulla torta una cruising ship.
Il moto ondoso in aumento per il continuo traffico…si rolla, decisione presa proviamo la baia piu'a nord sperando in meno casino.
Dopo colazione , disancoriamo e sotto randa con una mano e fiocco ci facciamo due bordoni in fuori per arrivare a Baie de Gran Case dopo un paio di ore.
Eravamo preoccupati di trovarci la stessa fauna di Marigot….ma stranamente solo 6/7 barche e quasi tutte padronali…non charter.
La baia e'grande e riparata dal mare di est ma non dal vento, I colori del mare magnifici.Ci ancoriamo in 4 metri di fondo con 30 metri di catena …non si sa'mai.
Il paesaggio e'agreste, poche case e quelle che ci sono in riparazione per il post Irma, sembra proprio la baia che fa'per noi, poco casino e tutti polleggiati, mentre da riva si leva un bel fumo da barbeque.
Oggi siamo stanchi per la notte rollosa, ma domani un saltino a terra per un bel barbeque ci sta'.
Bagnetto per togliersi la curiosita'dell'ancora, la grande Rocna non tradisce mai, e'completamente immersa nella sabbia.
BV A&A

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Postato da Blogger su Stranizza il 5/29/2010 06:52:00 PM

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domenica 17 marzo 2019

Finalmente via dalla palude

16 marzo 2019 San Martin
18 04.24 N  063 05.58 W
Finalmente dopo una settimana di tira e molla la Yamaha ci ha consegnato il fuoribordo sistemato…spero.
Per fare il test al motore ci filiamo subito dall’immigrazione per fare I documenti per il giorno dopo.
La mattina sveglia alle 06:45 per sistemare I doppini, scollegare il cavo e fare colazione.Alle 08:00 molliamo gli ormeggi con unagran voglia di uscire da sto shithole della laguna di Sint Marteen.Alle 08:30 il ponte mobile apre per l’outbund, usciamo dal canale del marina con l’allarme fondo impazzito, penso che non ci sia piu’di 1.5 mt di fondo.Una volta nei 4 metri ci prepariamo a fare scendere la deriva che avendola issata al suo massimo ha la tendenza a bloccarsi nelle guance laterali di derlin, la soluzione sarebbe estrarre le guance per assottigliarle un po’, ma si puo’poi correre il rschio che in navigazione siano troppe lasche e facciano battere la derica contro la scassa, quindi per il momento teniamo questo sistema.
Sistema non proprio comodo, perche’mi sono inventato un sistema che accedendo nella parte superiore della scassa dove tempo fa’avevo praticata una apertura con flangia, posso inserire un tubo con terminale in alluminio per non rovinare la deriva e puntandomi contro il celino con un piccolo martinetto idraulico posso fare scendere la deriva quel tanto che diventi libera e quindi puo’scendere da sola.Piu’complicato a spiegarlo che a farlo, in 5 minuti tutto e’a posto.
Facciamo un po’di circling davanti al ponte tra 3 megayacht e un altro paio di barche a vela, alle 08:30 spaccate il ponte si solleva e noi in seconda posizione ci involiamo verso la bellezza del mare aperto….via via da ste lagune fetenti.
C’e’un gran sole e man mano che ci allontaniamo da Sint Marteen entra il vento, passata la Punta de Cannoier , vento sul naso da est, poco male , randa con una mano e fiocco e via che si bolina .
In 4 bordi siamo a Marigot Bay, sembra davvero un altro pianeta rispetto al bordello della parte olandese.Giu ancora in 5 metri e finalmente col fuoribordo ora funzionanete andiamo a terra approdando all’interno del marina al dinghy dock dedicato.
Rispetto agli olandesi qua’e’davvero un paradiso, subito scesi dal dinghy si trova free internet del marina sui pontili, andiamo all’uffico del marina dove hanno un PC per fare l’entrata, in 5 minuti tutto fatto…davvero un sogno.
E’ormai quasi l’una e quei pochi ristoranti attivi dopo l’uragano sono strapieni, andimo pero’davanti ai traghetti dove troviamo un posticino molto local, col barbeque che sfrigola sulla strada, 4 tavoli sotto una tettoina fatta con materiale di risulta.Ribs al barbeque e patatine fritte e una bottiglia da litro di acqua gasata…da ste parti merce rara.Mangiamo divinamente e torniamo in barca per la lenta digestione, si ballonzola un po’, ma si puo’fare il bagno a poppa, ci sono molte barche ma molto distanziate essendo la baia enorme.
Ora un po’di relax e vedremo come meglio organizzarci.
BV A&A

lunedì 11 marzo 2019

Arrivo a Saint Martin-Sint Maarten

Blue Pearl Marina, Cole Bay, Sint Maarten.
By Antonella

All' inizio è sempre così, si ha fretta di partire. Stavolta non ci siamo preparati molto bene, sottovalutando un po' il tragitto e pensando che dopo il grande Sud è tutto più facile che se da una parte è vero che i venti sono costanti e non ci sono grossi rischi di burrasche, al massimo qualche groppo, è anche vero che il mare richiede rispetto e il mare al traverso è fastidioso soprattutto dopo cinque mesi a terra. Il primo tratto Trinidad Grenada è spesso una lavatrice e ci mette il dubbio se cambiare piano e fare piccoli tratti, ma sarebbe come prolungare un'agonia e rivedere posti già visti che non ci hanno particolarmente entusiasmato in passato. Guardando e riguardando gli ancoraggi sono sempre esposti a rollio con il rischio di trovarli anche affollati.
Il passaggio da Grenada sottocosta, mentre controlliamo la rotta per non incappare in bassi fondali, è affascinante: la luna ormai all'ultimo spicchio, finalmente sorge sopra le luci di Grenada in una notte nera come la pece.
Resistiamo nostro malgrado sempre più decisi a ripartire da dove eravamo rimasti quattro anni fa, Sint Maarten che non avevamo visto neanche bene a causa del disguido di Caronte inviato per errore ad Antigua. In realtà le notizie sulla situazione post uragano Irma che ha colpito duramente nel 2017 queste isole, non sono molte. Alcuni hanno detto che le attività di ricostruzione fervono, ma non si sa ancora esattamente quali marina siano aperti. Siamo anche un po' sfortunati perché scopriamo che al nostro arrivo è in corso la regata Heineken e al Marina Fort Louis è tutto strapieno.
Un altro momento magico è stato avvistare terra dopo tre giorni. Prima Monserrat in lontananza , poi di seguito una dopo l'altra Nevis e St Kitts , il passaggio di Statia al tramonto con le luci sfavillanti del terminal e lo spettacolo notturno delle luci a 360° di tutte le isole insieme: Statia, Saba, St Barth, Saint Martin e Anguilla che sembrava quasi un prolungamento di St. Martin.
La baia di Marigot è molto più bella e tranquilla di Simpson bay e a terra non ci sono ne i mostri edilizi della speculazione edilizia ne i mostri nautici dei megayacht.
Il centro di Marigot mostra ancora i segni dell'uragano e nel lato della laguna interna si vedono spuntare relitti. Il bacino del Marina Port Royal è ancora pieno di relitti e il marina chiuso.
L'atmosfera ci piace ma siamo costretti a spostarci nella parte olandese.
Ancora non abbiamo recuperato la stanchezza del viaggio e ogni tanto ci diciamo che abbiamo bisogno di una vacanza, ma riusciamo comunque a goderci piccoli momenti preziosi come la birra in pozzetto, le costolette alla brace nel chiosco per strada, o internet al bar con musica e una birra Corona. Inoltre il caldo non è soffocante come a Trinidad.
Piano piano stiamo ritrovando la gioia di navigare e l'entusiasmo, nonostante la fatica. Siamo contenti di aver fatto la diretta fino a qui.
Siamo contenti anche che Stranizza ci permette di ormeggiare al Blue Pearl Marina, lontano dai super yacht e catamarani chiassosi del Simpson Bay Marina. Qui davanti passano ogni tanto i rib e i dinghy che fanno un po' di onda ma per il resto è tutto tranquillo.  
  
la rotta sul IPAD  da Grenada, come la corda nell'arco delle Piccole Antille



1 marzo, ore 4 del mattino, la luna calante sorge sulle luci di  Grenada. Cambio rotta.


Trinidad - Saint Martin: il terzo giorno resuscitò.... e mangiò.

Trinidad- Saint Martin tramonto del 2  marzo 

3 marzo, Terra!  Monserrat si intravede nella foschia

3 marzo: arcobaleno tra St Kitt ( sulla destra) e Statia

St. Kitts

Statia in lontananza


Marigot bay 

4 marzo,  all'ancora a Marigot bay , Saint Martin

Marigot bay al tramonto

Marigot  il lungomare, sullo sfondo il Marina Fort Louis.


 le strade del centro

 Le tracce di IRMA...

 La piazza del mercato





 Café au lait, croissant, pain au chocolat e internet al Plongeoir uno dei pochi bar aperti.

Marigot bay, Stranizza all'ancora.


Verso Simpson bay, lato olandese, Sint Maarten. L'aeroporto in vista

Super yacth mostruosi ovvero la barca più brutta del mondo davanti a Simpson Bay

L'estensione mobile del sedile su Caronte per bilanciare i pesi della remata

Smontaggio  e successiva pulizia della cucina.


Incontri straordinari al Simpson bay Marina: Francesco 


venerdì 8 marzo 2019

Crossing da Trinidad a San Martin 490 NM


28 febbraio 2019

Stanchi della sosta forzata in cantiere a Trinidad ,finalmente in acqua,una volta sistemate le vele decidiamo di muoverci verso nord , le opzioni sono due , o si risalgono tutte o molte delle isole di sopravento con gran fatica e dispendio di energie stringendo la bolina a ferro e molte volte aiutarsi col motore. Per rivedere poi isole gia’viste 4 anni fa’, o si fa’un dritto su San Martin con andatura piu’larga dalla bolina larga al traverso .
Non abbiamo esitazioni, si va’per il dritto.
Partiamo in mattinata dopo le pratiche di uscita, la giornata e’bellissima, sole e un vento da 20/25 nodi da est.Sappiamo che I primi due giorni saranno di assestamento, ma questa volta sembrano piu’tosti del solito, forse complice il fatto che sono ormai 5 mesi che non navighiamo e ci troviamo con forza 5/6 …piu’delle volte 6, al traverso con un maraccio con 2.5/3 metri di onda , che non aiuta certo gli stomachini a sentirsi a proprio agio.Onde importanti con frangenti, la barca sbatacchia da tutte le parti finche’uno dei perni che sorregge la cucina basculante ci molla e la cucina si accascia.Niente uso della cucina per I prossimi 4 giorni avendo la barca perennemente sbandata con falchetta in acqua.
Partiamo con una mano alla randa e genoa ridotto a fiocco, per un po’va’bene, ma presto diventa troppo abbondante, finche ci arriva addosso un groppone con vento a 30 e passa nodi che affrontiamo con due mani alla randa e trinchetta.Di seguito terremo sempre le due mani con trinchetta e alla bisogna aggiungeremo parte del genoa, visto che la barca e’ un cutter. .
Arrivata la prima notte si fa’dura, il fastidio si intensifica con la sparizione della visuale dell’ orizzonte, siamo in luna nuova e non si vede una cippa.
Decidiamo di buttarci sottocosta a Grenada con una mezza idea di cambiare I piani e una volta superata Grenada rifugiarci a Cariacu’per far contenti gli stomachini.Risalendo la costa il vento rimane a tratti e il mare si tranquillizza un po’, questo ci da’un po’di respiro.
L’alba ci trova a nord di Grenada , ma per raggiungere Cariacu’bisogna bolinare all’inverosimile piu’motore…basta andare controvento, non se ne puo’piu’.Visto il miglioramento fisico generale poggiamo decisi e riprendiamo la rotta su San Martin.
Due giorni di passione , sempre con banda sbandatissima e rollate a non finire senza contare I frangenti che ci passavano sopra la testa, e’questa una rotta non molto frequentata e comune, infatti lungo il tragitto incrociamo solo una vecchia signora del mare a vela di 40 metri , anche lei due mani alla randa e olimpico, due chiacchiere via VHF e via che si continua.
Al terzo giorno , come qulach ún altro 2000 anni fa’fece, resuscitiamo, in particolare io, Antonella contrariamente ad altre volte e’sempre stata in gran forma, mentre io mi mangiavo lo zenzero .
Arrivo previsto la mattina presto col buio del 4 marzo nella baia di Marigot a San Martin parte francese, e’una baia che si presta benissimo anche ad arrivo notturno, baia immensa con fondali da 6/7 metri ovunque.
A circa 8 miglia dall’arrivo sentiamo sul 16 una richiesta di soccorso/traino da parte di una barca a vela di 27piedi americana, dopo poco risponde la Cross francese e comincia a chiedere che tipo di problemi hanno a bordo.Vele a posto condizioni delle due persone a bordo eccellenti, unico problema..il motore non parte.Fuori ci sono 15/18 nodi di vento da est…una bellezza, quello della Cross gli chiede per ben 5 volte se e’sicuro di richiedere un traino con quelle condizioni ideali di vento, l’americano piu' incaponito che mai , fissato con sto traino.Parte il Pan Pan della Cross …alle 3 di notte sig !! Noi nel frattempo passiamo a circa 2 miglia dalla barca in questione , non ci sogniamo affatto di rispondere non essendoci nessun pericolo per la vita ‘e il Cross che sicuramente ci monitorava via AIS si guarda bene dal contattarci, se lo avesse fatto ci saremmo rifiutati ribadendo che se I soldi del traino li avessero spesi in un bel corso di vela sicuramente avrebbero risparmiato.
Alle 4 arriviamo a Marigot, non si vede una cippa avendo le luci di terra negli occhi, ci fanno da riferimento le barche a vela all’ancora con AIS…sperando di indivduare le altre all’ancora anche senza luci di ancora (pratica molto comune ai Caraibi).Ci teniamo abbastanza fuori e in 7 metri di acqua caliamo l’ancora, tutto bene c’e’vento ma non mare…una delizia, finalmente possiamo mangiare qualcosa di caldo e fiondarci a dormire.

5 marzo 2019
Ci si presenta un piccolo grande dilemma, dobbiamo scendere a terra per fare le pratiche , ma sopratutto per entrare nell'unico marina per poter riparare la cucina e aggiustare il fuoribordo che ha qualche serio problema al di la' delle mie possibilita' non avendo parti di ricambio adeguate.
Il problema e' come scendere a terra con 20/25 nodi di vento a remi su un barchino di 8 piedi in due persone a bordo.
Ci spostiamo di ancoraggio per metterci piu' sottovento possibile alla grande massicciata del marina, poi costruito un altro sedile temporaneo in legno per Antonella per distribuire i pesi piu' al centro possibile...si va'. Abagnale e fratello sarebbero rimasti stupiti della performance a remi.
Si va' all'ufficio del marina,non sanno dirci nulla perche' tutte le prenotazioni vanno fatte via internet.Scendiamo e andiamo al bar a gustarci un pan au chocolate con capuccino e usare il loro wi-fi.Facciamo la prenotazione, torniamo dall'harbour master che ora puo' accedere al piano prenotazioni sul pc..non ce' nulla, tutto pieno almeno per una settimana...acch danaz..malediz, peccato perche' Marigot paese e' proprio carino, purtroppo ci tocca passare nel girone infernale di Sint Marteen , la parte olandese.
Detto fatto , altra Abalagnata per tornare in barca, issiamo ancora e via che voliamo verso Sint Marteen.
Arriviamo a Simson Bay dove sgomitando troviamo un ancoraggio abbastanza fuori, un rollio da matti, non chiuderemo occhio tutta notte.Purtroppo e' ormai troppo tradi per entrare in laguna attraerso il ponte mobile, bisogna aspettare la mattina.
In teoria prima di entrare in Laguna bisognerebbe fare le pratiche di entrata e pagare il pedaggio del ponte...ma senza fuoribordo , non se ne parla proprio.

6 marzo 2019
alle 09:30 comincia l'inbound al ponte, già' dalle 9.10 noi siamo a girone a fare i cicling per prepararci all'entrata, bisogna essere pronti perché' non gli piace molto che si ritardi nel passaggio, per aprire il ponte devono bloccare la strada principale di Sint marteen creando file lunghissime di automobili.
Passiamo e ci ancoriamo nella gia' affollata laguna interna , riusciamo a battere sul filo di lana uno degli eterni condomarani all'ancoraggio fregandogli forse uno degli ultimi posticini in due metri di fondo.
Via sul dinghy e sfruttando i vari ridossi dei mostri di superyacht , arriviamo all'immigrazione e dogana.
Il problema di Sint marteen e dei vari marina e' che nessuno risponde mai al VHF, siamo cosi' costretti a ripartire a remi per raggiungere il piu' vicino marina .
Ci proviamo ...ma non c'e' ne e' , il vento incattivito si incanala e non riusciamo a procedere a remi, ci buttiamo a costa e ormeggiamo il dinghy in un pontoncino, di li' raggiungiamo a piedi Simson bay marina.
Hanno posto, alla"modica cifra" di 50 dollari al giorno LADRONES.Non abbiamo pero' molta scelta al momento.torniamo in barca e andiamo ad ormeggiare al marina.
Facciamo venire il meccanico Yamaha a prendere il fuoribordo...che purtroppo necessita di pezzi di ricambio dall'America, nel frattempo in una giornata campale, smontiamo la cucina e riusciamo a sostituire i perni con due bulloncini inox, aiutandoci di flessibile.
Su uno dei pontili Antonella incontra Francesco, conosciuto 4 anni fa' a Horta dove lui arrivava su una barca in trasferimento assieme a Roberto Ritossa, grandi festeggiamenti , anche se non possiamo nenache offrirgli un caffe' visto che la cucina e' tutta smontata in pozzetto.
Nel frattempo riusciamo a comprare dal solito supermarket dei cinesi una SIM e grazie a varie riviste cominciamo a telefonare ad altri marina per avere un prezzo migliore, visto che dovremo stare almeno un altra settimana in attesa dei pezzi.
Finalmente troviamo Blue Pearl Marina, proprio a poca distanza e praticamente attaccata alla Yamaha, cosa piu' interessante 25 dollari al giorno con wi-fi, acqua e luce a parte, ma ai Caraibi e' uguale dapertutto.

08 marzo 2019
check out da Simson Bay Marina e check in a Blue Pearl Marina, lo torviamo mezzo vuoto..ma capiamo subito il perche', fondo 1.7 mt , o cagamarano o deriva mobile.
per noi va' benissimo, e' un marina nuovo ancora in costruzione , ma tutto funzionante , ora attendiamo i pezzi di ricambio del fuoribordo nel frattempo i soliti 10500 lavoretti da fare.

BV A&A



martedì 26 febbraio 2019

Ritornati in acqua per l'anniversario


Ieri 24 febbraio finalmente siamo andati in acqua dopo la “prigionia” di 24 giorni in secco per via del ripristino della buca di alaggio/varo.
Sono comunque stati gentili e non ci hanno fatto pagare nulla in piu' si sono prodigati a riempirci bombola del gas con attacco strano e mettendoci a disposizione lo shuttle per andare al mercato.
Nel frattempo una marea di lavori in sopseso da tanto tempo, il piu' grosso e importante il cambio delle batterie dei servizi.Batterie che avevano gia' 5 anni e state maltrattate alle basse temperature.Di colpo una delle tre si e' ritrovata con 8 volts, trascinandosi dietro anche le altre due.
Era da molto tempo che c'era il progetto di aumentare il pacco batterie e da tre portarle a 4, spostando la batteria motore in un altra zona.Abbiamo comprato 4 batterie sigillate a ciclo lungo da 105 Ah l'una , naturalmente c'e' stato un po' da brigare con i cavi per lo spostamento della batteria motore.Tra l'altro batteria a motore Optima acquistata nel 2006 e ancora non perde un colpo.
Guerre con formiche, zanzare e quant'altro , insomma mica si dorme bene ai Caraibi.
Ieri tra l'altro e' l'anniversario della nostra partenza in barca da Malta di 5 anni fa', festeggiato degnamente con birre e noccioline finalmente nel pozzetto di Stranizza mentre galleggia come una paperella.
Ultimi preparativi poi mercoledi o giovedi' si parte verso nord, abbiamo intenzione di fare una media/lunga per toglierci dalle Piccole Antille e risalire un po'.




sabato 16 febbraio 2019

La maglietta con il logo di Stranizza !!

Peake Yacht yard , Chaguaramas, Trinidad

di Antonella

Era da tempo immemorabile che avevamo in mente di fare le magliette di Stranizza, ma c'erano sempre altre priorità e mai l'occasione. 
Dovendo aspettare la riparazione della buca e dovendo fare le nuove striscie blu per lo scafo da rimettere dopo la pittura, abbiamo approfittato del servizio stampa di Custom Sign Design  ( www.customsigndesignstt.com ) vicino al Crews Inn che conoscevamo già dall'altra volta e che ci aveva stampato altre cose e le cartoline. 
Dati gli spazi essenziali di Stranizza e non avendo scopi di marketing, il numero delle magliette è limitato allo stretto necessario del team e quindi abbiamo dovuto comprarle noi e portarle a stampare. Poi già che c'eravamo abbiamo stampato anche qualche copia delle cartoline di Stranizza per completare l'immagine coordinata.
Il logo era già pronto da tempo creato da me medesima. L'unico problema è che il blu chiaro d'ordinanza non era disponibile e così abbiamo dovuto optare per un blu "navy" che sembra quasi nero. Ero preoccupatissima del risultato, ma alla fine sembra tutto ok e sono felicissima!











giovedì 14 febbraio 2019

Aspettando la riparazione della buca di alaggio/varo

Siamo tornati in barca in cantiere il primo febbraio, per scoprire che causa un terremoto si era danneggiata la buca del travel lift , e praticamente siamo rimasti prigionieri in cantiere.
Ieri sera dopo aver finito i vari scavi sono riusciti finalmente a fare la gettata che pero' necessita di un minimo di 10 giorni per far prendere bene il cemento, se va' tutto bene quindi in acqua il 24.
Nel frattempo chiaramente non siamo rimasti con le mani in mano ma continuato nella eterna lista dei lavori, aggiungendo anche una infestazione di formiche rosse , incazzate come non mai che beccavano in ogni parte del corpo a cui riuscivano ad accedere.
Migliaia e migliaia di formiche , dapprima aspirate con l'aspirapolvere poi varie combinazioni di acido borico miscelato con spray anti-zanzare...efficacissimo e altri intrugli.Qualche disperato lo troviamo ancora in giro , in linea di massima sono pero' sparite.
Ora l'attesa prima della risalita verso nord.
BV A&A