sabato 18 agosto 2018

Amyr Klink, Salvador de Bahia e la chiusura del cerchio

By Antonella

17 agosto
Bahia Marina, Salvador de Bahia

Tanti anni fa, in  preparazione del nostro progetto di viaggio in barca a vela, iniziai a pensare di leggere qualche libro  di navigazione  sulle traversate oceaniche e comprai in libreria "Il Brasile dal mare. A remi dalla Namibia a Bahia " di Amyr Klink.  Inizialmente non diedi molta importanza a questo libro anche perché non  trattava di navigazione a vela, ma lo tenni da parte.

Quando, dopo essere partiti, iniziai a leggere il portolano del Brasile, ritrovai il nome di Amyr Klink nella pagina di Parati  e mi ritornò in mente il libro. Ma presi come eravamo dal progetto Patagonia, non avrei mai pensato che ci saremmo fermati nel suo marina, che lo avremmo conosciuto di persona  e che sarebbe addirittura salito su Stranizza.

Il Brasile è stato per noi, fino all'ultimo, un passaggio  obbligato senza particolari interessi, anzi da passare il più velocemente possibile a causa del pericolo degli assalti, della burocrazia, dei borrachudos e dei porti un po' complicati tanto che quando siamo partiti da Piriapolis per tornare verso Nord, pensavamo di fare solo un paio di tappe, ma poi il meteo e il nostro corpo ci hanno fatto capire che era meglio fermarsi.
E così abbiamo rivisto e apprezzato le soste e i luoghi. Ilha da Polvora a Rio Grande do Sul, l'ancoraggio nella spiaggia vicino a Ilha Bela, e Parati dove abbiamo conosciuto Amyr Klink in carne e ossa che ci ha fatto addirittura i complimenti!
 Alla fine ho scoperto che non solo è stato il primo ad attraversare l'Atlantico a remi ma ha anche circumnavigato il pianeta dalla circonferenza più piccola alle alte latitudini e da Polo Nord a Polo Sud e che continua a progettare viaggi e a scrivere libri.
L'ultimo giorno prima di partire da Parati abbiamo scoperto che la grande casa di fianco al marina do Engenho è la casa della madre di Thomas Mann ed è di proprietà di Amyr insieme al marina.
Quando è salito su Stranizza non me la sono sentita di fare una foto, mi sembrava di rovinare il momento, di rompere una magia. Così anche per la grande emozione delle balene, che ci hanno accompagnato da Ilha Grande a Salvador, troppo veloci e troppo lontane per riuscire a riprenderle, e tutte le volte siamo rimasti immobili, incantati a guardarle per non perdere un attimo dello spettacolo.

Le altre magie non fotografabili di questa tappa sono state il passaggio di notte al traverso di Rio de Janeiro, le luci bianche e arancio che bucavano il grigio e il nero della notte interrotte dalla sagoma delle montagne e più vicino  a noi le luci delle navi in movimento e dei pescherecci, -la città enorme come una creatura distesa-  il rumore delle onde nella notte e il cielo stellato, il mare e la luna, la magia del profilo di Salvador che appare dalla notte avvolto in una nuvola multicolore.

Brasile paese di forti contrasti, cielo sereno da una parte e nuvole minacciose dall'altra, foreste pluviali dietro a grattacieli a perdita d'occhio, ricchi e poveri, bianchi e neri, inferno e paradiso tutto nello stesso attimo tutto brulicante di energia.
A Guarapari, Praia do Morro la spiaggia dei ricchi con i grattacieli e Santa Monica per i poveri.
Nei porti i pescatori con le barchette di legno  e i motoscafi di lusso nei marina o Iate Clube.
A Ilha Grande, le  ricche ville nascoste tra la vegetazione nel parco naturale.
A Salvador le residenze di lusso con le guardie armate di fianco alle catapecchie e alla gente che vive per strada.
Anche per questo il Brasile nonostante la grande bellezza, lascia un po di amaro in bocca, in fondo noi con il nostro "iate" siamo sempre ricchi gringos.


Salvador non era prevista nel piano iniziale, ed è stata un'emozione tornarci per la terza volta.
Ogni volta qui è stato un momento importante: nel 2014  la decisione di tornare indietro per preparare la barca, la seconda a  gennaio 2016, l'arrivo dalla traversata Atlantica e ora il ritorno da un grande progetto e l'inizio di un' altra fase.


La casa della madre di Thomas Mann di fianco al Marina do Engenho.








Baia di Parati



Ilha Cotia





Il  barco bar a Ilha Cotia




Verso  Ilha Grande 




Navi all'ancora, vicino al terminal, nel canale tra Angra dos Reis e Ilha Grande, come altrove l'inferno e il paradiso uno di fianco all'altro



Le baie di Ilha Grande invase dai turisti




Saco do ceu, Ilha Grande 


il porticciolo dei pescatori  a Saco do Ceu, a terra le ville private recintate





30 luglio si riparte verso Nord  


Abrao, in teoria l'unico centro abitato di Ilha Grande, in realtà in quasi ogni baia c'è un chiosco bar, un ristorante  e ville nascoste.



... A vela con vento in poppa !!!!!


31 luglio, visto da poppa l'ingresso alla baia di Praia do Forno, quella a destra è la punta di Cabo Frio



Arraial do Cabo Frio , il paese



Praia do Forno al mattino presto.






1 agosto. Si riparte per  Guarapari


in lontananza Buzios, -reso famoso da Brigitte Bardot-



Quella che segue è la sequenza dei giochi di luce su Cabo Frio nella stessa giornata.







Il rimorchiatore inarrestabile sulla nostra rotta









Le nuvole si tingono di un blu incredibile per poi diventare di mille grigi il giorno dopo e scaricare pioggia.




Ensenada de Guarapari in vista 






3 agosto. 
 Dopo una notte agitata andiamo ad ancorare nell'ensenada do Perocao  a ridosso del Morro Una
girato il Morro da Pescaria



l'ancoraggio a Ensenada do Perocao


     3 agosto. Light breakfast

4 agosto, finalmente un po di sole si va  a terra per la spesa.
Stranizza all'ancora a ridosso del Morro Una . Ensenada do Perocao



 Vista del Morro da Pescaria dalla spiaggia di Santa Monica, Ensenada do Perocao Guarapari








7 agosto si riparte verso Salvador




Genoa tangonato e ... navi all'ancora

Il porto industriale di Tubarao-Vitoria , stato di Espirito Santo



dopo una settimana di cielo coperto , di nuovo il sereno





11 agosto, arrivo a Ilheus.



La linea di scogli parallela all' ingresso

l'isolotto all'ingresso

    Il molo frangiflutti


Ancoraggio davanti allo Yate Club








12 agosto, domenica di relax allo Iate Clube
Il Nettuno

l'uomo seduto al tavolo è un fantoccio 


Davanti allo Iate Clube, Stranizza nell'angolo a sinistra



la barca appoggio "Yaya"  all'  approdo 

Granchi a pranzo per il vicino...


e filetto con patatine per noi




di ritorno su Stranizza su Yaya


un'altra barca a vela in arrivo.

13 agosto, verso Salvador




14 agosto ore 6 del mattino, Salvador de Bahia



Baia di Todos os Santos, Itaparica 



Al Bahia Marina 




Camminando verso la capitanìa,  l'ascensore Lacerda

e la chiesa del a Concezione


Ricchezza e ....
povertà










ingresso al Bahia Marina


con Derly,  in posa per la foto ricordo da inviare agli amici di Malta conosciuti qui due anni fa.

Stranizza, Angelo e Derly


mercoledì 15 agosto 2018

Da Ilheus a Salvador de Bahia

15 agosto 2018 Salvador de Bahia   12 58.8037 S  038 31.2011 W

Il 13 siamo partiti di buon ora da Ilheus , avremmo voluto partire un po' piu' tardino, ma un peschereccio arrivato la notte si era posizionato molto...troppo vicino e se perdurava l' est la nostra ancora sarebbe stata sotto il suo scafo.Durante la notte con la bussola in cabina ho visto che il vento era ruotato da SE liberandoci dal peschereccio , cosi' appena abbiamo potuto siamo partiti sfruttando cosi' il SE debole (ma piutost che gnit, le mei piutost).Navigazione tranquilla SE tutto il giorno con genoa e randa, per poi calare durante la notte, la mattina arrivo sulle 07:30 , prima al distributore e poi all'ormggio nel Marina di Bahia.Strapieno di motoscafari, solo 3/4 barche a vela, ma ha il vantaggio rispetto al Marina del Terminal (forse piu' economico e piu' centrale) che ha Derlin che gestisce i pontili che parla un perfetto inglese e ci da' un grande aiuto nel ricercare le varie cose, tipo caricare la bombola del gas , meccanico per il fuoribordo ecc...In piu' e' molto meglio come security, e l' acqua del pontile e' decente, mentre al terminal era cosi' gialla che ci aveva macchiato i serbaoi dell' acqua e in piu' aveva una risacca che non si stava in piedi in barca, ricordo che dovemmo mettere i molloni per ammortizzare un po' , a Marina di Bahia ...tutto tranquillo.
Questa e' la terza volta che atterriamo a Salvador e ci sembra come essere a casa , rivedendo facce note e sapendone gia' la geografia.
Ora una settimanina di riposo ,si fa' per dire, perche' bisogna preparare la barca per le prossime tappe.

BV Angelo e Antonella

domenica 12 agosto 2018

Da Perocao a Ilheus

11 agosto 2018 Porto Ilheus 14 46.8837 S 039 02.1424 W
Scriviamo solo ora , senza aver potuto scrivere in real time la nostra navigazione, ma I temporali vari con fulmini che ci costringevano a scollegare di continuo l'antenna della radio e la bassa propagazione data anche dal fatto che siamo circa a meta'strada tra la stazione radio del Cile e quella di Trinidad, ed e'quindi difficile beccare la stazione.
Abbiamo pero'avuto una disceta ricezione con il collegamento radio con Grande Laguna, la ruota degli italiani naviganti.
11 agosto 2000 giorno in cui varammo Stranizza in quel di Les Sable d'Ollonne, oggi 18 anni dopo …ormai maggiorenne se la cava alla grande.In questi 18 anni ci ha portato in giro per I sette mari in sicurezza e piacere, che dire …una grande barca, auguri Stranizza
Dopo aver provato tutte le baie possibili e immaginabili tra Guarapary e Perocao per potersi riparare dallo swelling…purtroppo senza successo , finalmente il 7 agosto complice un bel SE siamo partiti con destinazione Salvador de Bahia, circa 514 miglia.
Il primo giorno alla grande , partiti con randa piena e poco dopo genoa tangonato con andatura a farfalla, poi il vento ha continuato la rotazione e ci siamo trovati col vento in poppa piena con rinforzo, nel tardo pomerigio abbiamo deciso di ammainare la randa con andatura di poppa e tenere per la notte solo il genoa tangonato che continuava a darci comunque 5/6 onesti nodi di velocita'.
Verso mezzanotte ennesima rotazione del vento e ce lo troviamo al traverso , dobbiamo togliere il tangone , anche perche' il moto ondoso in aumento fa'oscillare la barca e avvicinare pericolosamente la punta del tangone alle onde.All'albero con luce del ponte e barca che rolla come una matta, la problematica del nostro tangone quando lo si usa con il genoa e'che avendo un armo tradizionale con crocette dritte e quindi sartie basse medie e alte , in particolare le basse davanti ne impediscono l'apertura totale.Dobbiamo quindi ïncastrarlo" tra la bassa anteriore e l'alta opportunamente controventato dal basso e prua e il braccio a poppa.
Cosa abbastanza semplice con mare calmo …ma di notte e mare formato …roba da circo Togni.
Arriviamo all'arcipelago Abrolhos, scortati letteralmente dalle balene, siamo sulla rotta delle balene che dall'Antartide vanno verso il nord del Brasile, dopo aver passato l'estate australe al sud per ingozzarsi di crill, ora migrano verso acque calde con bassi fondali per la riproduzione.
Passiamo quindi due giorni con balene da tutte le parti , anche a poche decine di metri, e naturalmente loro seguono I loro riti di accoppiamento, salti in aria con ricadute da sollevare montagne di spruzzi, codate sull'acqua …poi la bellezza di vedere transitare una coppia a poche decine di metri …insomma il miglior realistico documentario che uno potrebbe immaginarsi.
Dopo Albrolhos il vento non ci aiuta ed entra da NE, vorremmo cercare un ridosso a terra, ma non e'affatto semplice, qua'gli pseudo porti o ancoraggi sono quasi tutti dentro dei fiumi,e c'e'sempre una barra di sabbia all'ingresso piu'o meno segnalata, per cui bisogna entrare obbligatoriamente di giorno e nella seconda parte di marea entrante, mica facile considerando che il giorno dura solo 12 ore .
Resistiamo un altro giorno ma la situazione e'stresante, tra I soliti pescatori che di notte ci fanno impazzire, la barca che batte sull'onda con gran fracasso, quindi le notti a dormire poco o niente.
Identifichiamo alla fine un possibile ridosso, anche perche'il meteo prevede altri due giorni di NE, nel porto di Ilheus a circa 100 miglia da Salvador.
Da portolano e da carte ufficiali Brasiliane e da Navionics, Il Porto di Ilheus ha un lungo molo direzionato sud / nord per proteggere dal NE e all'interno un piccolo porticciolo con un moletto per proteggersi dal nord…che pero'purtroppo sparisce con l'alta marea, all'esterno del moletto alla sua radice lo Yacht Club di Ilheus con qualche gavitello ma esposto sia al NE che al Nord.
Fatti un po'di calcoli e arriviamo all'ingresso del porto verso le 7 di mattina con gia'un ora di luce, ci infiliamo seguendo in parallelo il lungo jetty , dove ad un certo punto dovremmo trovare una meda cardinale est ad indicare la punta del moletto che sparisce con l'alta marea.
Arriviamo alla meda e dovremmo girare a dritta per entrare nel piccolo porticciolo…ma ..non esiste piu', non ci racapezziamo, la boa e'giusta ma ora hanno chiuso tutto il piccolo bacino con un muraglione, e I pescatori son tutti all'ancora fuori davanti allo Yacht Club nello swelling e esposti al nord e nord est.
Ci avviciniamo anche noi e mettiamo giu'30 metri di catena in 2.5 metri di fondo che diventeranno 4.7 in alta marea.
Si balla, si e'esposti all vento e all'onda ,siamo ancorati nel bel mezzo della flotta peschereccia di Ilheus…unica barca a vela, ma questo e'il meglio che si puo'trovare in zona, ci chiediamo come mai abbiano interrato tutto e cacciato I pescatori in quell'ancoraggio molto insicuro.Per noi anche se si balla un po'non e'terribile o quasi, meglio che stare in mare controvento, se va'bene staremo qui solo sabato (oggi) , domani domenica per ripartire lunedi con l'est iniziale per girare a sud est, per fare le ultime 100 miglia prima di arrivare a Salvador, dove ci fermeremo almeno una settimana per riprendere fiato …il Brasile e'molto bello e a parte la lingua incomprensibile , I pescatori sgarrupati, ma navigarlo di inverno in risalita non e'cosi semplice, dato anche dal fatto che molti approdi sono davvero complicati e pericolosi, sia in termini di sicurezza personale sia in termini di sicurezza nell'entrare in posti con sempre delle barre di sabbia davanti che non si sa'bene come si siano mosse e le carte non e'che siano cosi'accurate , considerando che nessuna carta avesse identificato la chiusura del porto di Ilheus, figuriamoci se tengono conto del movimento delle barre.
12 agosto Porto Ilheus
Notte un po'agitata dal rollio del NE, verso le 10 decidiamo di scendere a terra per andarci a fare una doccia e mangiare al ristorante dello Yacht Club Ilheus.Un po'preoccupati dall'onda che entra per il nostro piccolo dinghy …al momento senza motore perche'scassato.Esco dul ponte e vedo a circa 3/400 metri la barca del circolo che accompagna un socio su un motoscafo, mi sbraccio e faccio dei gran fischi per attirarne l'attenzione, finalmente mi vedeno e arrivano a prenderci.Meno male perche'col nostro dinghy sarebbe stata dura.Accosta a Stranizza con sto dingone con il motore di una motozappa con accensione a manovella e in un attimo ci depositano al pontone dello Yacht Club.Ci accolgono come fossimo dei principi, doccia niagaresca anche se freschina…ma qua'siamo in Brasile , ci sediamo ad un tavolino sul grande terrazzo con vista sull'ancoraggio e ci gustiamo un bel succo di maracugia…che splendore di giornata, dopo tutte le batoste in mare.Con calma ordiniamo un bel filetto con patate fritte e insalata e due bottiglie grandi di birra, nel frattempo e'cominciata la musica dal vivo….what a day ?
Dopo pranzo viene a salutarci anche il gestore del club facendoci I complimenti , e ci fa'riaccompagnare in barca col dingone del circolo…che bellezza , una giornata per noi davvero fuori dal comune.
BV Angelo e Antonella on S/Y Stranizza …(oggi maggiorenne) …via radio SSB

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venerdì 3 agosto 2018

A Guarapary

3 agosto 2018
Ensenada de Guarapary 20 39.3424 S 040 28.5954 W
Partiti l'1 di agosto da Cabo Frio, con previsione venti da SE, un po'di pioggerella alla partenza ma poi il tempo si e'schiarito con un bel sole .
Si e'levata una bella brezza da SE che ci permettera'un andatura di bolina larghina con randa piena e genoa 150%. Tutta la giornata a vela …una meraviglia, a parte una quasi collisione con un rimorchiatore proveniente da poppa con al traino un enorme zatterone di ferro , 51 gradi di rotta noi, 51 gradi di rotta lui, con sto zatterone che gli andava a destra e sinistra.Sapevo che barca con rimorchio e bassa manovrabilita'ha la precedenza …ma non pensavamo che si applicasse anche a barca raggiungente, sta di fatto che questo dritto come un fuso, noi non sapendo da che parte scansarci abbiamo ripetutamente chiamato via VHF in inglese e nel nostro maccaronico portoghese..ma niente risposta, guardato con il binocolo e non vedevamo nessuno in plancia , a circa 2/300 metri abbiamo acceso il motore e ci siamo buttati sulla dritta.Sfilando abbiamo riguardato col binocolo e nessuno in plancia , va beh che deve essre una gran palla trasferire sti zatteroni a 6 nodi di velocita', ma qualch 'uno ci dovrebbe bene stare a far la guardia.
Durante la notte avvicianandoci a Cabo Sao Tome'(un altro dei fatidici capi) si e'intensificato il traffico commerciale, anche perche a poche miglia fuori ci sono dei campi petroliferi enormi.
Il problema non si pone con navi con AIS, o meglio non sempre, perche'ad un certo punto un rimorchiatore con traino che ci stava tagliando la rotta a circa 2 miglia davanti decide per uno suo sgiribizzo di modificare la rotta e puntarci, stesso copione, chiama al VHF ma questi devono avere la scossa nel microfono della radio e non lo prendono su mai.Va beh decido di dare 20 gradi a sinistra e evitarlo, dopo qualche minuto da; anche lui una ventina di gradi alla sua dritta …di nuovo in collisione , aspetto altri 5 minuti e vedendo che persiste nella sua rotta do'20 a dritta … dopo 5 minuti lui da'20 a sinistra…mi sembra che sia folle , o che sia andato in panico sentendo le chiamate al VHF, alla fine devo chiamare Antonella e dirle di monitorare al PC che cosa stia facendo sto maramao …anche perche ormai le distanze si accorciano, mentre io sto al timone e gli controllo I fanali di navigazione, pronto a schivarlo all'ultimo secondo.Dopo un altro aggiustamento, finalmente sembra abbia deciso la sua rotta e noi possiamo modificarci di consegunenza…ma che fatica.
Senza contare poi I vari pecherecci senza AIS con luci sfavillanti , e l'impossibilita'di vederne le luci di via.Avevamo un rilevamento di questo tipo sulla sinistra, piano piano sembra che si sfili essendo parallelo, quando siamo quasi al traverso tra un onda e un altra vedo una piccola luce stroboscopica proprio a pochi metri da prua essendo nascosta dalle onde, in un attimo il flash, questo e'un peschereccio di altura con reti a centinaia di metri e segnala la fine della rete, mi aggrappo alla ruota come fosse l'ultima virata della mia vita e per pochi metri la evito.
Altra notte in bianco, il piu'del tempo dobbiamo essere in due per cercare di capire le intenzioni di ste barche , penso che sia davvero arrivato il tempo di sostituire il nostro vecchio e obsoleto radar con uno di nuova generazione digitale con sistema MARPA, se no'prima o poi cocciamo con qualcuno.
La notte prosegue tra piovaschi e avvistamenti di luci piu'o meno incognite, poi rinforzi di vento …insomma una "tranquilla"notte di navigazione. Facciamo due conti e se tiriamo un po 'potremmo arrivare alla Bahia di Guarapary 10 minuti prima del buio, qua'molto regolare, alle 06:00 si accende la luce, alle 18:00 si spegne la luce, proprio con questa velocita', ai tropici non c'e'la discesa lenta del sole, quando va giu'piomba veloce.
A Guarapary ci sono diverse baie a seconda della bisogna, non siamo sicuri al 100% che Guarapary sia la scelta migliore, ma non cé'il tempo fisico per andare in un altra per via del buio.
Arriviamo alle 17:49 in 10 minuti riusciamo a fare l'ancoraggio dietro il Morro da Pescaria per proteggerci dallo swelling del SE, siamo in una baia immensa davanti ad una spiaggia altrettanto immensa, contornata da palazzoni anche quelli immensi, insomma la famosa "Perla dell'Adriatico"leggi Lido Adriano.
Si rolleggia, ma non da matti , patate fritte fatte da Antonella e salame pseudo italiano, alle 19:00 a letto stravolti.All'una dopo essere stati svegliati da un grosso piovasco, il vento gira da ESE e comincia ul grosso rullamento, non si riesce piu'a dormire.Contiamo le ore per il giorno per poter andare ad ancorare nella Ensenada di Perocao.
Alle 06:00 in piedi , piu'stravolti che mai issiamo ancora e giriamo intorno al Morro da Pescaria con gia'25 nodi da ESE per infilarci nella baia limitrofa e ancorare in 4.5 metri protetti dal Morro Una.Qua'molto meglio la barca fa'la paperella ma si vive bene a bordo, Antonella prepara la colazione "leggera"con scramble eggs con bacon e pomodori grigliati con due tazze di caffe…digeriamo un po'e poi il meritato riposo.
Avevamo accennato precedentemente che ora ci godiamo la "vacanza", ma di fatto si pedala, il Brasile di inverno e'tosto e troppo grande per soli 90 giorni di visto , solo 53 rimasti, la vacanza per quanto ci sforziamo di tramutarla in vacanza rimane pero sempre una meravigliosa avventura.
BV Angelo e Antonella on S/Y Stranizza via radio SSB.

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mercoledì 1 agosto 2018

Cabo Frio

31 luglio 2018 Cabo Frio 22 57.9949 S 042 00.7192 W
Partiti il 30 da Saco de Ceu cercando di sfruttare il fronte in entrata .
Appena fuori dalla baia il mulinello parte a busso, ma per accorgerci poco dopo che il pesce non cera e cosi; nenache il piccolo Rapala', si era magnato tutto lasciandoci solo il terminale di filo di acciaio che non ha gradito.
Appena fuori dal ridosso di Ilha Grande si fa'vivo il SW come da copione, su di randa e genoa al 150 %.Si fila bene 6/7 nodi, poi comincia il rinforzo e in poppa piena prendiamo una mano alla randa e riduciamo il genoa a fiocco , si continua a pedalare sempre a 6/7 nodi.All'ulteriore rinforzo decidiamo di ammainare in poppa la randa e filare solo con fiocco , si fila bene , ma il solito mare incrociato da SW che si scontra con la perenne risacca del SE ci centrifuga bene con risciacquo.Verso sera il vento dopo aver fatto alcune rotazioni da sud a sud est se ne va', e il motore prende campo.
Al passaggio davanti a Rio de Jainero il solito traffico commerciale e peschereccio, ce non ci fa'proprio dormire sonni tranquilli.
Durante tutta la giornata non si riesce a prendere nessun bollettino via radio, la propagazione fa'proprio schifo e l'aria e carica di ellettricita', durante la notte lampi e tuoni che illuminano a giorno, poi poco prima dell'alba nei pressi ormai di Cabo Frio, con una grande luce di una nave (crediamo) che ce la portiamo dietro da ore sempre a ore undici senza riuscire a capire che razza di robo sia, ci stupiamo che cosi'grosso e illuminato non abbia AIS.
Il cielo si fa'nero come la pece, I fulmini aumentano e se ne vedono a poppa cadere verticali in acqua, faccio a tempo a scollegare l'antenna della radio SSB ficcare l'elettronica varia dentro al forno che BANG…dal niente 60 nodi di poppa, l'autopilota gliela da'su'e la barca si traversa, intanto la pioggia cade cosi'forte che fanno male le orecchie dal rumore, io in pozzetto non riuscivo sentire Antonella che mi parlava dal primo gradino dell'uscita del tambuccio.Mi fiondo alla ruota , ho la giacca della cerata ma sotto solo un paio di pantaloni di cotone che dopo tre secondi sono fradici.Nel frattempo perdiamo il riferimento con la nave che con la pioggia battente non si vede a due metri , devo guerreggiare al timone, la barca e'partita sparata a piu'di 8 nodi con il motore in folle ma fa'fatica a manovrare, io voglio fare una rotta verso il mare aperto per evitare la nave.Scopriremo poi la mattina con la luce che era una mega gru tipo Micoperi (quelle da assemblare le paittaforme petrolifere) rimorchiata da un rimorchiatore con minimo 300 metri di cavo di traino…tutti senza AIS…ma sono matti questi ?
A peggiorare le cose si mette anche il dinghy che come al solito nelle tratte corte lo appendiamo allo spoiler di poppa, ma ora si rovescia e aggiunge supefice al vento .Poi un gran rumore sullo spoiler , con l'ondeggiamento la cimetta del timone di Eolina (eolico di sinistra) si ingavagna su una pala e la rompe, con il vento che soffia da matti l'eolico continua a girare anche con una pala in meno ma essendo sbilanciato fa'tremare tutto lo spoiler e quindi tutta la barca…insomma un pandemonio.
Tutta la questione sara'durata una mezzoretta, ma di una violenza e rapidita'incredibile, noi zuppi e ammollati, Cabo Frio era una possibile sosta se il meteo non ci dava buono, visto che e'quasi due giorni che siamo senza meteo e noi e la barca necessitiamo un po'di riposo decidiamo di entrare nella Bahia di Prahia do Forno per riposarci un po'e prendere qualche bollettino.
Arriviamo all'ancoraggio verso le 08:00 , tempo per quattro uova scramble con pancetta , due pomodori alla griglia e caffe d'orzo …una colazione da re.
BV Angelo e Antonella on S/Y Stranizza via radio SSB

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